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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Giovanni e Vittorio Biasin

A Rovigo una mostra dedicata ai due pittori, le cui opere, oltre che per l’aspetto artistico, sono da apprezzare anche sotto il profilo documentario

di Paolo Zambonin

Ventaglio Novanta n. 44 2012 pp. 172–178

Per tutto il mese di ottobre 2011 è stato portato sulla scena della vita rodigina un evento di grande importanza sul piano artistico e culturale, dedicato a Giovanni e Vittorio Biasin, pittori che hanno lasciato una traccia significativa della loro arte in città.

La proposta, inserita nell’ambito delle iniziative per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia, è partita dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo e dall’Accademia dei Concordi, con la collaborazione del Comune di Rovigo, ai quali si è aggiunto anche il Conservatorio “Venezze”, abbinando alla XVI edizione “Musica e pittura” un apposito programma incentrato su concerti e musiche dedicati al Risorgimento.

Scopo dell’iniziativa, mettere in luce aspetti interessanti del patrimonio artistico locale, cosicché gli enti predetti hanno inteso far emergere e valorizzare ingegni e talenti del territorio per lungo tempo rimasti nell’oblio. Un recupero, quindi, di una identità rodigina forse, all’epoca, rimasta volutamente trascurata e non adeguatamente evidenziata, probabilmente anche per le divergenze di tipo politico ed ideologico dei due artisti nei confronti dei reggitori della cosa pubblica.

I pittori Giovanni e Vittorio Biasin, padre e figlio, di origine veneziana, hanno trascorso la maggior parte della loro vita a Rovigo. Il primo, infatti, nato nel 1835, giunse in città nel 1863 e qui rimase fino alla morte, avvenuta nel 1912; il secondo, nato a Venezia nel 1860, arrivò in Polesine con il padre e la madre quando aveva appena tre anni; visse e lavorò a Rovigo, dove morì nel 1926.

La scelta di proporre una mostra dedicata a questi due personaggi è dovuta al fatto che essi furono testimoni diretti del tempo degli eventi che portarono all’unità d’Italia e, attraverso le loro opere, descrissero gli avvenimenti più salienti del Risorgimento polesano, come l’annessione e la giornata del plebiscito. I Biasin “fotografarono” inoltre con le loro tele quelli che sono stati i rinnovamenti e le trasformazioni urbanistiche della città di Rovigo negli ultimi decenni dell’ 800 e dell’inizio del ‘900.

Riassumere in poche righe l’aspetto artistico di questi due pittori, ricordare le loro numerose opere, quelle rimaste nel nostro territorio e quelle dedicate ad altre città, per lo più a Venezia, è una cosa impossibile. Ne deriverebbe una visione certamente riduttiva. Per questo rinviamo il necessario approfondimento all’esaustivo e completo volume “Giovanni Biasin (1835-1912) un artista veneziano a Rovigo tra Eclettismo e Liberty”, scritto da Antonello Nave con il contributo di Roberta Reale e la presentazione di Antonio Romagnolo (che ebbe più volte occasione di pubblicare scritti su questi pittori); un libro edito dall’Associazione culturale Minelliana di Rovigo con la stessa Accademia dei Concordi presso la quale il volume è stato presentato durante le manifestazioni di ottobre.

In una sala della stessa Accademia sono state esposte quindici opere dei due Biasin, undici di Giovanni e quattro di Vittorio; quadri che sono stati reperiti presso collezioni private e pubbliche del Polesine. Oltre all’esposizione dei quadri, sono tate effettuate anche visite guidate, dirette dal professor Sergio Garbato, ai luoghi della Rovigo ottocentesca proposti nelle raffigurazioni pittoriche dei due artisti, come pure negli affreschi che Giovanni Biasin realizzò durante il suo soggiorno rodigino nei numerosi edifici pubblici e privati in città e dintorni.

Importanti, tra gli altri, quelli a lui commissionati da Antonio Gobbatti, il ricco possidente e patriota, che chiamò a Rovigo Giovanni Biasin nel 1863 con l’incarico di affrescare il suo palazzo adiacente alla Porta Sant’Agostino; come pure sono da ricordare le decorazioni del soffitto dell’attuale gabinetto del sindaco nel municipio di Rovigo.

In mostra sono state proiettate inoltre le immagini più interessanti delle opere, con un saggio delle oltre mille pagine di schizzi ad acquerello, appunti, annotazioni e disegni, redatti tra il 1872 e il 1888 da Giovanni e dal figlio Vittorio.

Molto interessante ed opportuno per i numerosi visitatori anche il volumetto, di una cinquantina di pagine, edito dalla Fondazione Banca del Monte, l’Accademia dei Concordi ed il Comune di Rovigo, con testi di Roberta Reali e Sergio Garbato e nitide foto delle tele esposte nonché di diversi affreschi di palazzo Gobbatti, del gabinetto del sindaco e delle numerose pitture conservate nella chiesa di Roverdicrè, oltre alla riproduzione della lunga tempera con il panorama di Venezia.

Infatti, tra i lavori importanti di Giovanni Biasin, è da ricordare anche questa grande opera su carta (del 1887), dalle dimensioni davvero eccezionali, custodita anch’essa presso l’Accademia del Concordi. Si tratta di una tempera veramente unica, sviluppata su una base di 23 metri, che raffigura un completo panorama del bacino di San Marco a Venezia con il Canal Grande e tutti gli edifici e chiese che vi si affacciano, opera esposta a Palazzo Roverella in una mostra di qualche anno fa.

Giovanni Biasin fu dunque un artista completo, che può degnamente stare accanto ai grandi maestri della sua epoca. E’ da ricordare, oltre che per la sua straordinaria abilità pittorica, anche per il suo grande e costante impegno nella vita pubblica e politica di Rovigo, per i rapporti di amicizia e le sue frequentazioni con i personaggi più illustri ed importanti della città.

Il figlio Vittorio, oltre che pittore e decoratore, cresciuto fin da ragazzo al fianco del padre, condusse anche una propria bottega di tipografo e fotografo in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo. Fu inoltre particolarmente impegnato, fra i radicali, anche come giornalista collaborando con il giornale “L’Adriatico” e altre pubblicazioni come “L’Adigetto” e “La settimana rodigina”, divenuta poi “La Lotta della Democrazia”.

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Come citare questo articolo

Paolo Zambonin. “Giovanni e Vittorio Biasin”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/giovanni-e-vittorio-biasin/

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