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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il teatro del Lemming

Molti i riconoscimenti, anche a livello internazionale per il gruppo rodigino

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 49 2014 pp. 146–147

Sono mesi ricchi di soddisfazioni per il teatro del Lemming di Rovigo, guidato da Massimo Munaro. A quasi un anno dalla messa in scena dello spettacolo “Amleto” nell’ambito del “Sarajevo Winter Festival 2013”, è arrivato infatti un importante riconoscimento: il “Silver Snowflake”, premio come migliore spettacolo teatrale.

In scena: Fiorella Tommasini, Chiara Elisa Rossini, Diana Ferrantini, Mario Previato, Alessio Papa, Giovanni Refosco, Boris Ventura, Katia Raguso. Musica e regia: Massimo Munaro. Elementi scenici: Luigi Troncon.

La giuria dell’importante Festival Internazionale, alla sua 30esima edizione, ha aperto all’insegna del motto “Peace Art Festival of Freedom” (PAFF), l’8 febbraio 2014. La tappa bosniaca di Amleto, arrivata dopo il grande successo allo “Szekspirowski Festiwal” di Danzica, è stata accolta dal pubblico entusiasta del National Theater di Sarajevo che ha apprezzato la bellezza e la complessità del lavoro di Massimo Munaro e che, uscendo da teatro, non ha potuto esimersi da una profonda riflessione, conseguenza diretta, almeno per il Lemming, di una dialettica serrata e aspra tra chi fa teatro e chi lo guarda.

“Nell’Amleto del Teatro del Lemming, il pubblico è indotto a rivivere sulla propria pelle i conflitti, la lacerazione d’animo e la follia del principe di Danimarca. Lo spazio teatrale – spiega Munaro – diventa uno spazio metamorfico, che occupa simultaneamente il palco e la platea, in cui il pubblico/Amleto è indotto continuamente a perdersi e a ritrovarsi, come se progressivamente profondasse in sogni diversi e contigui, abitati dai personaggi della tragedia di Shakespeare”.

La storia del gruppo teatrale

Il Teatro del Lemming nasce a Rovigo nel 1987 dall’incontro fra il regista e compositore Massimo Munaro e lo scenografo e regista Martino Ferrari. Nello stesso anno allestisce lo spettacolo “Frammenti” e in quello successivo “Sogno dentro Sogno”, vincitore per le migliori musiche di scena del Premio Totola a Verona (la giuria era presieduta dal regista Gianfranco De Bosio).

Tutti gli spettacoli coniugano, all’interno di originali strutture narrative, gli aspetti puramente evocativi consoni al linguaggio teatrale. La parola perde la propria centralità, non c’è un testo che preceda la messa in scena: il dato visivo, la presenza fondante della musica, l’uso dei corpi nello spazio scenico quasi a disegnare misteriosi geroglifici, tutto concorre a costituire un lavoro in cui i segni hanno già valore di significato.

Nel 1989 il gruppo realizza l’opera video “Il Paesaggio Mancante”, che concorre al Festival internazionale di Video Teatro TTVV di Riccione.

Nel 1990 presenta “La Città Chiusa”, ispirato all’opera di Albert Camus, che vince a Verona il Premio Totola per la migliore regia teatrale (la giuria era presieduta da Giuseppe Liotta docente di Storia del Teatro all’Università di Bologna).

Dopo una lunga attività laboratoriale realizza, tra il 1992 e il 1993, lo Studio d’Ambiente “Una sola Moltitudine” e “Galileo”, uno spettacolo, questo, rimasto incompiuto, per un dramma che colpisce la compagine teatrale: la prematura morte del co-fondatore del gruppo Martino Ferrari, mentre sorvola in aereo, come giovane ricercatore dell’Università di Ferrara, un sito archeologico a Isernia.

Un tragico evento, dunque, da cui nasce un nuovo impegno: il Festival Opera Prima, dedicato allo scomparso Martino Ferrari, che dal giugno 1994 il Teatro del Lemming promuove a Rovigo.

Il Festival si preoccupa per primo di segnalare con forza la nuova ondata generazionale che si è andata a formare in questi anni in seno al teatro italiano. Nell’ambito del Festival il Teatro del Lemming presenta “Cinque Sassi”, dalla raccolta di poesie di Marco Munaro. Lo spettacolo è segnalato, come migliore spettacolo dell’anno, dal critico Franco Quadri al Premio Ubu 1994.

Nel 1995 il gruppo mette in scena “Faust”, spettacolo itinerante proposto fra gli spazi urbani di una città. Nella stagione successiva viene realizzata una versione teatrale dello spettacolo proposta in numerose città italiane. Del 1996 è “Il Galileo delle Api” proposto al Festival di Volterra, concorre al Premio Italia promosso al Festival TTVV di Riccione.

Nel novembre dello stesso anno riceve, nell’ambito dei Premi Ubu ‘96, per l’attività del Festival Opera Prima, il Premio Giuseppe Bartolucci, dedicato alla memoria del noto critico.

Del 1997 è Edipo – Una Tragedia dei Sensi (che riceve sette segnalazioni al Premio Ubu 97) a cui segue Dioniso – Tragedia del Teatro (1998), Amore e Psiche – una favola per due spettatori (1999) e Odisseo – Viaggio nel teatro (2000) e come post-fazione a questo progetto A Colono – rito augurale per spettatore solo (2001) e L’Odissea dei bambini – Viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età (2003).

Parte proprio da questi lavori una nuova fase per il Teatro del Lemming, che ha dato luogo ad una Tetralogia sul Mito e lo spettatore: il gruppo si proietta verso una ricerca inedita ed entusiasmante caratterizzata dal coinvolgimento diretto, sensoriale e drammaturgico del pubblico. Le rappresentazioni sono ospitate dai più importanti Festival (Santarcangelo, Volterra, Polverigi, Drodesera, ecc.) e Teatri italiani (Teatro Valle e Quirino di Roma, Teatro dell’Arte di Milano, Gobetti di Torino, per citarne alcuni) ed europei (nel 2000 il Lemming è chiamato a rappresentare il teatro italiano alle giornate italo-francesi svoltesi a Marsiglia e promosse dall’Eti e dall’Onda).

Nel 2001 esce sul gruppo, a cura di Franco Vazzoler, professore di letteratura teatrale italiana all’Università di Genova, e Marco Berisso, una monografia dal titolo “Teatro del Lemming” edita dalla Casa editrice Zona di Genova.

Dal 2002 gestisce a Rovigo un proprio spazio teatrale denominato Spazio Lemming, fino al 2008, anno in cui prende in gestione dal Comune di Rovigo il teatro Studio.

In questi anni realizza anche una originale attività pedagogica sull’attore, estesa – attraverso la pratica dei laboratori – a tutto il territorio nazionale.

Nel gennaio 2003 scompare improvvisamente, dopo una breve e violenta malattia, Roberto Domeneghetti fra i protagonisti principali dell’attività del Lemming. A lui è dedicata l’ultima produzione del gruppo, dopo una gestazione durata quattro anni, Nekyia viaggio per mare di notte – Inferno Pugatorio Paradiso, radicale reinvenzione della tre cantiche dantesche.

Parallelamente il gruppo realizza anche un nuovo dittico “Il rovescio e il diritto: a porte chiuse/il sangue degli altri” personale riscrittura del pensiero esistenzialista francese.

Il passo successivo è rappresentato da Antigone, un lavoro che non presenta limitazioni di spettatori ma che non rinuncia alla pratica di un coinvolgimento attivo degli spettatori stessi, che debutta alla Biennale Teatro di Venezia nel marzo 2009.

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Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “Il teatro del Lemming”. Ventaglio Novanta, n. 49, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-teatro-del-lemming/

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