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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

Insieme ai “Pepenadores”

Dal Polesine alle discariche del Messico per indagare sulla vita dei “cacciatori di rifiuti”

di Ventaglio Novanta

Ventaglio Novanta n. 51 2015 pp. 158–159

“Scavando tra i rifiuti si può trovare di tutto. A volte sei fortunato e ti ritrovi tra le mani un portafoglio con dentro cinquemila pesos, ma quando non è la tua giornata, puoi addirittura imbatterti in parti di corpi umani o un neonato senza vita, come è successo a noi”. Parole pronunciate da Norma e Pablo, incontrati in una grande discarica messicana. Loro hanno ventisette anni, sono genitori di tre figli e fanno parte della comunità dei Pepenadores, i riciclatori informali della discarica di Oaxaca, in Messico.

Il libro “Pepenadores. Insieme ai cacciatori di rifiuti” (Gieffe Edizioni, 2014), scritto dai giornalisti rodigini Milena Furini e Andrea Nalio, è dedicato a loro, che in una serie di interviste raccontano le loro battaglie quotidiane per sbarcare il lunario. Svolgono un lavoro non riconosciuto, ideato per sopravvivere, ma che nello stesso tempo si rivela prezioso per l’ambiente, perché tutto ciò che loro estraggono dalla discarica (materiali ferrosi, cartoni, vetro, plastica ed altro) viene recuperato come materia riutilizzabile, riducendo così l’impatto della discarica stessa sul territorio e favorendo il riciclo ed il conseguente risparmio di materia prima.

Insieme a loro c’è Don Guille, il “collezionista di plastica”; ci sono Blanca, Marcela e Rosa, le prime tre donne a ricoprire il ruolo di presidente nell’organizzazione collettiva che regola l’attività nella discarica; e, tra gli altri, c’è Don Adrés che, con i suoi 89, o forse 91 anni, è il più anziano del gruppo.

È un cammino di uscita dalla povertà, il loro, attraverso una graduale presa di coscienza dei propri diritti, negati ormai da tre generazioni, da quando i loro antenati si sono stabiliti per la prima volta nella grande discarica e lì hanno trovato riparo e si sono inventati un lavoro, per non morir di fame. Ad accompagnarli è “SiKanda”, una piccola organizzazione non governativa fondata da due cooperanti, Aurelia Annino e José Carlos Léon Vargas nel 2009, la prima ad aver varcato la soglia di quella discarica.

Il racconto delle loro difficoltà iniziali, delle incertezze, dei primi traguardi raggiunti, si intreccia nel reportage con le parole dei riciclatori in un unico percorso di emancipazione sociale che deve necessariamente passare attraverso il riconoscimento del lavoro e della dignità che da esso deriva. “La solidarietà non basta più”, afferma don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera e di Gruppo Abele, nella prefazione del libro, puntando dritto al cuore dell’opera, ovvero alla distinzione tra diritto e favore, tra giustizia e beneficienza.

Oaxaca è il secondo Stato più povero del Messico e con il più alto numero di gruppi indigeni. L’alto tasso di disuguaglianza socioeconomica fa sì che molti gruppi sociali rimangano isolati e vivano in condizioni di povertà ed emarginazione.

I Pepenadores sono uno dei gruppi più emarginati. Tra cani randagi, siringhe infette, malattie e mancanza di acqua corrente, bambini e bambine vivono la loro vita circondati da spazzatura.

Oltre quaranta famiglie, circa 160 persone, ogni giorno si addentrano nella montagna di rifiuti per dieci ore al giorno per cercare cartone, ferro vecchio, plastica e vetro, raccoglierli separatamente e poterli così rivendere. Esposti a incidenti, ferite, punture d’insetti, liquidi tossici, batteri e polveri, i riciclatori riescono a racimolare in media l’equivalente di un euro e mezzo al giorno, sufficiente per la sopravvivenza.

Da oltre tre generazioni, queste persone svolgono manualmente una sorta di raccolta differenziata, l’unica forma di riciclaggio attiva nel Paese. Pur essendo il loro lavoro informale e non riconosciuto, in tutti questi anni hanno permesso allo Stato di Oaxaca di risparmiare molte risorse destinate allo smaltimento dei rifiuti, uno dei primi problemi da risolvere nell’agenda del governo federale Messicano.

“Pepenadores. Insieme ai cacciatori di rifiuti”, realizzato grazie al sostegno di SiKanda, alla collaborazione dell’associazione culturale Renzo Barbujani Onlus e al contributo economico di Cassa Padana, Rovigo Banca, Bancadria e Officina f.lli Campion, oltre a quello di molti amici, è un reportage sulla dignità del lavoro, tema che dovrebbe far riflettere a tutte le latitudini, considerata la situazione dell’Occidente contemporaneo. Gli scatti all’interno del testo sono della reporter britannica Hannah Maule-Ffinch. Il ricavato delle vendite del volume sarà completamente destinato ai progetti in favore della comunità dei Pepenadores.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Ventaglio Novanta. “Insieme ai “Pepenadores””. Ventaglio Novanta, n. 51, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/insieme-ai-pepenadores/

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