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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Coro Monte Pasubio

Apprezzato e più volte premiato in rassegne corali e tournèes in Italia e all’estero, rappresenta da oltre 50 anni un’eccellenza polesana

di Claudio Garbato

Ventaglio Novanta n. 60 2020 pp. 154–157

Fu un’escursione sul monte Pasubio, cima cara alla patria, seguita dalla visita all’ossario, testimonianza ai caduti della Grande Guerra, che stimolò nel lontano 1966 uno sparuto gruppo di appassionati del canto alpino e di guerra a dar vita al coro Monte Pasubio.

I premi e le importanti esibizioni

Il riassunto degli oltre cinquant’anni di attività riporta numerosissimi dati significativi: il primo premio al Concorso Nazionale di Como-Brunate nel 1974, le Rassegne corali e le tournèes in Italia e all’estero, in rappresentanza del nostro paese (Festival mondiale della musica e del folklore ad Harrogate, Inghilterra, 1979) e al concorso internazionale di Viernheim (Primo Premio nella sezione di canto popolare e secondo premio in quella polifonica, 1996).

Importante, in particolare, il ciclo di esibizioni in Sicilia, su invito del Teatro Massimo di Palermo (1982-83-86), in Polonia (Helenia Gora, 1989-90, su invito del Ministero della Cultura), in Provenza (Le Val 1991, 1997). Risale poi al 1991, l’udienza da papa Giovanni Paolo II, che ha fatto seguito alla partecipazione al Giubileo del 1975 di papa Paolo VI; altre ne sono succedute, con lo stesso papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI, papa Francesco. Alle spalle, la collaborazione con note trasmissioni televisive (“Piacere RAI Uno, 1991) e l’incisione di una nutrita serie di LP, CD, spartiti di canti polesani (“Le nostre storie”, 1982, libro-spartito 1983; “Immagini”,1988; “Oltre la notte”, 200; “Echi e dissolvenze”, 2007; “Veneto terra di guerra e di pace”, 1915; “Voci ed echi musicali “ con il “Promenade Cello Ensemble”, 1917).

Fra i tanti riconoscimenti, si segnalano, nell’ordine: l’invito al tradizionale Concerto di Natale della Coralità di montagna presso l’aula di Montecitorio nel 2009; la denominazione di coro di interesse nazionale in occasione dei festeggiamenti del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia; l’invito all’evento corale “Conto Cento Canto Pace” promosso dall’ASAC Veneto in ricordo dell’entrata in guerra dell’Italia il 24 maggio 2015.

A colloquio con Giorgio Ferrari

Tra i fondatori, Giorgio Ferrari – appassionato di montagna e di canti popolari, nonché da sempre idealmente legato agli alpini e alla loro storia – è rimasto l’unico, a partecipare attivamente alla vita del coro “Monte Pasubio”. Ne ha raccolto e conservato i documenti, le immagini fotografiche, le testimonianze, la contabilità: è, in poche parole, la memoria storica.

Presidente durante i primi 25 anni, ha poi seguito con passione le vicende del gruppo, i mutamenti, gli avvicendamenti ai vertici dirigenziali. E’ tuttora il punto di riferimento della compagine polesana, che, a dispetto degli anni, prosegue la sua attività con immutato impegno, senza mai venir meno ai tanti appuntamenti annuali.

Al momento di tracciare un sia pure sommario bilancio, ho chiesto a Giorgio di indicare i momenti più importanti della storia del coro Monte Pasubio.

Con la consueta moderazione, ne ha sottolineati tre, in ordine temporale: 1° il giorno della vittoria del quinto Concorso Nazionale di canto popolare e di montagna, il 13 ottobre del 1974, a Como Brunate; 2° quando è stata inaugurata la prestigiosa sede-auditorium di San Rocco a Grignano Polesine, dopo un sapiente restauro dell’antica chiesetta, grazie al finanziamento dell’allora Cassa Rurale e Artigiana S. Apollinare Rovigo, oggi Rovigo Banca ; 3° l’occasione dell’Udienza con Papa Giovanni Paolo I. Ricordi forti, struggenti, perché ciascuno di questi passaggi ha allargato e sviluppato, artisticamente e culturalmente, la vita del club.

C’è un segreto alla base di questa lunga durata? In genere, i cori alpini, a Rovigo, sono nati e poi scomparsi nel giro di poco tempo: esperienze occasionali, favorite dalle gite in montagna o dal bisogno di ritrovarsi con amici e coetanei. Il Monte Pasubio ha invece resistito, superando le difficoltà e i momenti critici, che nella storia di un club sono inevitabili.

La chiave del successo, secondo Ferrari, consiste in pochi e chiari elementi: “…il senso dell’amicizia, il coinvolgimento delle famiglie e l’impegno (due prove alla settimana oltre ai concerti)… per statuto, inoltre la consapevolezza che la politica va lasciata fuori dalla porta…”

Si commuove, Giorgio, quando con gli occhi lucidi, condensa il suo amore per la musica popolare in immagini semplici e familiari. Alla base l’obiettivo di “…tramandare attraverso il canto i sentimenti e le storie più belle della montagna e della nostra cultura popolare…” Resta, tuttavia, l’interrogativo del futuro: tutto nasce, cresce e poi… muore, è la vita.

Il problema generazionale interessa oggi tutti i cori popolari, in Italia. Manca il ricambio. Ferrari è convinto che la ragione risieda in un mutamento profondo che “ha disperso i valori”: “…si perde il frutto di raccontare con la musica e le parole l’uomo e l’umanità, la natura, le tradizioni… C’è oggi una difficoltà esistenziale, vissuta anche dalle associazioni di volontariato…”

Sull’argomento, Bepi De Marzi, il celebre compositore di canti a ispirazione popolare, ha ripetutamente espresso un forte pessimismo: la gente non sa ascoltare, ha smarrito la religione del silenzio, l’amore della natura. Non è un caso che l’autore di “Signore delle cime” si sia ritirato e, assieme al maestro, i coristi stessi abbiano abbandonato la scena. Risuonano tristi i versi de “L’aqua ze morta”: “…le strade no ga più l’ombria… le piazze ze posti de pena… nei pra no se trova più fiori… i boschi ga perso la pace…”. Nell’orizzonte del futuro si infittiscono le nubi.

I programmi

Nonostante le previsioni non siano confortanti, prevale ancora la voglia di intonare le canzoni del ricco repertorio. E’ proprio di quest’anno la partecipazione del Coro Monte Pasubio all’evento musicale “Cantare in montagna” a Wolsberg, in Carinzia, assieme ad oltre 600 coristi provenienti da Italia, Germania, Austria. E l’attività prosegue intensa: il 12-13 ottobre, il coro raggiunge Biella per uno scambio con il coro locale “Genzianella”, poi il 7 dicembre eccolo a Mussolente per l’ennesima rassegna alle pendici del Grappa.

Al timone della compagine polesana, si sono succeduti tre presidenti: Giorgio Ferrari (1966-1991), Osvaldo Fedini (1991-98 e 2012 ad oggi), Paolo Pasello (1998-2012); tre maestri : Mario Casetta (1966-68), Nazareno Fogagnolo (1968-2003), Pierangelo Tempesta (dal 2004 ad oggi).

Dal 2001, il coro, sponsorizzato dal 1985 da Rovigo Banca Credito Cooperativo, promuove nella sede-auditorium di S. Rocco di Grignano Polesine, due Rassegne annuali (“Concerti di primavera” e “Grandi Cori”), cui intervengono gruppi e formazioni musicali di assoluto prestigio… E la storia continua…

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Come citare questo articolo

Claudio Garbato. “Il Coro Monte Pasubio”. Ventaglio Novanta, n. 60, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-coro-monte-pasubio/

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