Percorrendo via Silvestri, strada del centro rodigino, affiancata da palazzi storici, a testimonianza di un’antica aristocrazia, si affaccia, di fronte alla chiesa dei SS. Francesco e Giustina, Palazzo Durazzo, attuale sede dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri.
È un edificio che dimostra una certa vetustà, con una facciata di colore giallo-ocra in parte chiaramente segnata dal tempo, tanto che in alcuni punti l’intonaco appare sbrecciato e degradato. È però evidente il valore storico del palazzo, il cui prospetto presenta sicuramente uno stile architettonico settecentesco.
Una dimora signorile, dunque, commissionata dalla famiglia di origine albanese dei Durazzo (da cui deriva il nome), stabilitasi a Rovigo nel corso del Cinquecento.
La famiglia Durazzo
I Durazzo erano approdati sulle coste italiche sul finire del XIV secolo per fuggire dalle invasioni ottomane nella penisola balcanica. Nella città di Genova, dove si stanziarono originariamente, iniziarono la loro scalata sociale, esercitando il mestiere di mercanti e conciatori. Successivamente entrarono a far parte del governo della città, divenendo una delle più autorevoli famiglie.
Fra i discendenti si annoverano personaggi illustri che ricoprirono importanti cariche sia ecclesiastiche che politiche. La loro attività commerciale li portò sino alle province venete, come documenta il “Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili (e dei titolati nobili esistenti) nelle Province Venete” compilato nel 1830 da Francesco Schröder, segretario di governo di Venezia¹.
Lo studioso menziona la famiglia Durazzo, domiciliata a Rovigo dal sedicesimo secolo, i cui componenti appartennero al Nobile Consiglio cittadino, senza soluzione di continuità sino alla sua cessazione, esercitando cariche primarie sino ai primi decenni dell’ottocento.
Della loro presenza sul territorio, rimane lo storico palazzo cittadino, di cui non si danno per certi gli anni di costruzione, nonostante la mappa di Pierre Mortier del 1704, indichi il fronte su via Silvestri completamente costruito, così come parte degli edifici interni al lotto.
Le caratteristiche del palazzo
La mappa dell’Estimo Veneto del 1775 mostra l’edificio quasi completato, ad esclusione di alcune porzioni dell’ala est, mentre le mappe successive risalenti al Catasto napoleonico austriaco, confermano la situazione planimetrica di fine settecento, come risulta dai Catasti storici conservati presso l’Archivio di Stato di Rovigo.
Nel 1868 il Palazzo Durazzo venne ceduto alla Provincia che ne destinò l’utilizzo a Caserma dei Carabinieri². Successivamente vennero eseguiti appalti di lavoro per ampliamento e ristrutturazione, come risulta dal Progetto del 15 settembre 1874 per la costruzione di un nuovo piano di fabbrica sull’ala a mezzogiorno e uno successivo datato 8 luglio 1875 per l’ampliamento del piano di fabbrica dell’ala a sud, necessari per un’avvenuta diversa destinazione d’uso dell’edificio³.
L’arma ebbe così nel capoluogo la propria compagnia, comandata da un maresciallo, affiancato da una dozzina di subalterni che stazionavano in caserma, provvista di spazi necessari per gli alloggi e gli approvvigionamenti⁴. Dalle successive planimetrie catastali di 1940 si riscontra che l’edificio ha conservato la dimensione originale, mentre sono state effettuate modifiche nella partizione interna, compreso un pesante intervento di sostituzione dei solai.
Attualmente il fronte più antico del palazzo permane quello a nord, che dà su via Silvestri, civico 35, per aver conservato le caratteristiche tipiche della tradizione costruttiva veneta del settecento.
La facciata presenta un portone con arco a tutto sesto in pietra; un basamento trattato ad intonaco a bugnato si sviluppa fin sotto le finestre del piano terra che appaiono incorniciate con pietre con elemento superiore aggettante e ornato con modanature. Le finestre del primo piano sono più grandi, in asse con quelle degli altri piani, incorniciate da elementi modanati in pietra, e le aperture del sottotetto sono più piccole e prive di contorno⁵.
Varcato il portone del piano terra, si accede ad un androne con pianta originale alterata a seguito delle modifiche subite nel tempo. La parte interna costituisce un’aggregazione di edilizia minore, i cui materiali costruttivi sono tradizionali: muratura in laterizio, con solai in latero cemento sia nel corpo centrale che negli edifici minori. I coperti degli edifici hanno orditura in legno e manto di coppi o marsigliesi⁶. Speculare all’ingresso centrale, si apre un portone verso l’interno del lotto, che immette su un ampio spazio da cui si dipartono due edifici: l’ala nella zona est a due piani e l’ala ovest in parte a due e tre piani, destinate un tempo ai servizi della compagnia, con uscita in via Luigi Boscolo.
Un vano del piano terra è occupato dalla Sezione intitolata al “Carabiniere Luigi Baruchello” medaglia d’argento al V.M. alla memoria della Guerra del 1915-1918. L’ufficio ha un ruolo sociale – come ha spiegato alla scrivente Angelo Lodi, Presidente dell’Associazione Nazionale, sezione di Rovigo – per mantenere coesione tra gli iscritti e simpatizzanti al Corpo dell’Arma e organizzare momenti di sodalizio e aggregazione.
Superato il salone centrale si accede ad un vano scala che porta ai piani superiori del Palazzo adibiti ad alloggi, destinati rispettivamente al Comandante della Compagnia e al Comandante della Stazione di Rovigo. Gli uffici dell’autorità dell’Arma e quelli della stazione si trovano invece presso il Palazzo del Comando Provinciale, ubicato in via Silvestri al civico 29.
Questo secondo immobile, ben identificabile – grazie all’insegna posta sul lato destro della porta di ingresso (illuminata di notte) con la scritta CARABINIERI – è dal 10 dicembre 1972 la sede del comando dell’Arma. Si tratta di un edificio di cui non si conosce con precisione la data di costruzione, anche se in una mappa catastale del 1905 figura già presente. La struttura risulta idonea ad ospitare gli uffici del Comandante, del Vicecomandante e altri locali amministrativi dell’arma. Da segnalare che, alle pareti dell’ampio salone di ingresso sono poste due targhe marmoree che attraggono l’attenzione di chi vi accede: quella che ricorda il conferimento della Medaglia d’oro in seguito all’impegno e all’abnegazione con cui l’Arma si prodigò nel corso dell’alluvione del Polesine del 1951, e quella dedicata alla memoria dei Caduti di Nassiriya del 2003.
Tornando a Palazzo Durazzo, va detto che, dopo essere stato a lungo di proprietà della Provincia di Rovigo, nel 2018 è stato ceduto all’ente INVIMIT (Società del Ministero dell’Economia che si occupa di valorizzare il patrimonio immobiliare dello Stato).
Da una recente relazione storico artistica redatta da una Commissione del Ministero dei Beni culturali di Verona-Rovigo-Vicenza, risulta che l’edificio presenta interesse artistico sul fronte di via Silvestri, in quanto costituisce una testimonianza di architettura signorile settecentesca, tipica della tradizione costruttiva veneta, realizzata nel centro storico di Rovigo.
Anche in rapporto a questa importante indicazione, ci sembra opportuno chiudere questa panoramica su Palazzo Durazzo auspicando un prossimo intervento di restauro dell’immobile, ed in primis della facciata che attualmente presenta vari punti di deterioramento non consoni all’importanza dello storico edificio.
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Come citare questo articolo
Federica Panziera. “Lo storico Palazzo Durazzo”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/lo-storico-palazzo-durazzo/