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STORIA - TRADIZIONI

Giugno: feste e tradizioni

Le usanze più particolari legate alla ricorrenza di San Giovanni (24 giugno) e di San Pietro (29 giugno)

di Massimo Vigna

Ventaglio Novanta n. 62 2021 pp. 85–86

Cantavano i mietitori, e a loro rispondevano sciami di donne intente alla spigolatura sotto l’occhio vigile del fattore che, dal bordo del campo osservava che qualcuno non si appropriasse indebitamente del dono di Cerere; niente doveva andar perduto. E poi era festa grande sull’aia dopo la trebbiatura con il vapore, quando il prezioso frumento, in granaio, era messo al sicuro dalle mattane di Giove pluvio. Allora diventava piacevole e doveroso abbandonarsi alle danze, ai canti e alla bisboccia nella frescura della sera. E fra sciami di lucciole ammiccanti – fan maturare i cereali, dice la tradizione – profumi di fieni e fiori, anche Venere ci metteva lo zampino con Cupido al seguito… Immagini e scene del tempo che fu. Altri tempi, altri costumi, altre mentalità, altri desideri.

Ora c’è la mietitrebbia che fa tutto; alta, grande, gigantesca, con l’occhio ammiccante, quasi una regina, passa per le strade preceduta da una staffetta imbandierata che segnala il suo arrivo, quasi in missione diplomatica. Mastodontica, mostruosa, ma indispensabile, la gigantesca macchina solleva gli uomini da una fatica massacrante. E con il suo arrivo si è persa anche la tradizione di ornare le case con un mazzetto di spighe novelle in segno di prosperità futura.

Altre antiche usanze costellavano il mese di Giugno

Per San Giovanni, il 24 di Giugno, era tradizione mettere tra la biancheria il profumatissimo spigo di lavanda. Notte magica, quella del Battista: era la sera in cui ci si attardava fuori a prender la guazza per la bellezza della pelle. Antiche credenze che la moderna medicina ha sfatato.

Allora la credenza era forte: la rugiada di San Giovanni veniva raccolta al mattino presto con un cucchiaio e veniva somministrata subito ai bambini: aveva il potere di renderli più intelligenti.

Conservata in bottiglia per tutto l’anno, veniva usata come farmaco contro tutti i più svariati malanni dei fanciulli: tosse, mal di pancia, disturbi della vista…. Se, al sopraggiungere della nuova ricorrenza, ne era rimasta un po’ nella sacra bottiglia, guai a buttarla via! L’acqua di San Giovanni era preziosa: ciò che restava veniva messo nel “levà” del pane che, per l’occasione sarebbe diventato ottimo.

Ma questo giorno era propizio alla raccolta anche di altre erbe e piante medicinali: al mattino bisognava raccogliere l’aglio da usarsi come antidoto per i vermi e la malva da conservarsi in mazzetti. Era tempo anche di raccogliere una certa erba di San Giovanni le cui foglie, grasse e rugiadose si utilizzavano come rimedio contro i foruncoli, ecchimosi e le ferite in generale.

Giugno, però, è mese di altri grandi Santi. Il 13 è dedicato a Sant’Antonio, il taumaturgo per eccellenza. Il 26 è destinato alla celebrazione dei Santissimi Giovanni e Paolo. Il 29 ricorre la festa di San Pietro Apostolo.

Anche per questa ricorrenza, nella notte che precede, era in uso una tradizione “meteorologica”: l’uovo in bottiglia. Se vuoi trarre gli auspici sul tempo di luglio, devi rompere un uovo e versare, delicatamente, il solo albume dentro ad una bottiglia piena di acqua. Il recipiente va poi deposto, su un prato, tra l’erba o i cespugli, per l’intera nottata.

Al mattino troverai la sorpresa: se “San Piero l’è a cavalo” (cioè se l’albume si è depositato sul fondo della bottiglia) non pioverà per 40 giorni. Se invece “San Piero l’è in barca” (ovvero se l’albume si è disposto a formare dei sottilissimi fili così da sembrare un sistema di vele e corde) si prevede pioggia imminente, di solito molto attesa in questo scorcio di fine mese. Come ciò accada ha certamente una spiegazione scientifica: umidità, temperatura, pressione atmosferica, esposizione ne sono certamente i fattori.

Ma, seguendo una inveterata tradizione, è opportuno pensare che sia il principe degli Apostoli a metterci la sua opera e a volerci dare un segno della sua benevolenza. In ogni caso persiste il mistero e… ancora una volta… proviamoci! Al massimo avremo sprecato un uovo.

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Come citare questo articolo

Massimo Vigna. “Giugno: feste e tradizioni”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/giugno-feste-e-tradizioni/

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