Si è svolta lo scorso 6 marzo 2021, ad Ariano nel Polesine, una iniziativa di ampio respiro culturale legata a settimo centenario della morte di Dante, il nostro più grande Poeta, il più studiato al mondo.
E’ noto il vincolo indissolubile che lega l’artista fiorentino alla nostra terra, il Delta del Po. Dante, in particolare, avrebbe fatto sosta a San Basilio – presso l’hospitium gestito dai monaci benedettini dell’Abbazia di Pomposa (che qui si erano insediati nel VI-VII secolo) – durante il viaggio di ritorno da una ambasceria a Venezia per conto di Guido Novello da Polenta, Podestà di Ravenna.
L’Amministrazione Comunale di Ariano nel Polesine ha pertanto inteso celebrare questa ricorrenza attraverso la “piantumazione di sette farnie”, alcune delle quali, “figlie” della secolare Quercia di San Basilio, collassata il 25 giugno del 2013.
L’idea è nata dall’unione di due volontà. Da una parte, la Fondazione Cariparo, che ha messo a dimora la “sua” Quercia a conclusione della mostra “La Quercia di Dante” allestita a Palazzo Roverella di Rovigo, segno tangibile dell’attività celebrativa realizzata da questa Istituzione, che negli anni ha dimostrato di avere nei suoi forzieri tanti progetti per la nostra Provincia. Dall’altra la progettualità dell’Amministrazione Comunale, presentata lo scorso anno a Poste Italiane nella sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, alla presenza del Ministro. Un’iniziativa che avrebbe dovuto concretizzarsi con la creazione di un bosco con settecento querce.
Purtroppo la pandemia, ancora in corso, ha bloccato qualsiasi tipo di progettazione e sostegno da parte di Poste Italiane, ed ha indotto l’Amministrazione Comunale a soprassedere all’idea di dar vita alla ideata “foresta planiziale”. Un progetto questo – legato ricordo del Sommo Poeta – che avrebbe dovuto concretizzarsi con un importante miglioramento del paesaggio e della natura del Delta del Po, nell’ottica della sostenibilità ambientale e della biodiversità, tematiche che stanno in particolar modo a cuore del giovani generazioni
Ridimensionato pertanto il progetto iniziale, si è passati dalla ipotizzata piantumazione di settecento querce, (che avrebbero rappresentato gli anni dalla morte di Dante) alla reale messa a dimora di sette piante, che invece rappresentano i secoli trascorsi. In questo modo il primo passo per la costruzione del “Bosco di Dante”, è stato compiuto dall’Amministrazione Comunale di Ariano nel Polesine, attribuendo alle sette querce un importante valore culturale, poetico e ambientale.
Si è poi proseguito nell’iniziativa, facendo adottare ognuna delle sette piante a sette importanti Enti che operano nel territorio, e che hanno un interesse specifico per l’area di San Basilio. Precisamente: il Comune di Ariano nel Polesine, la Provincia di Rovigo, l’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, il Consorzio di Bonifica, Veneto Agricoltura, la Diocesi di Adria Rovigo e l’Istituto Comprensivo di Ariano nel Polesine e Corbola.
Questi Enti saranno pertanto i “custodi” del nostro territorio “adottando una piccola Quercia”, come se fosse un bambino bisognoso di cure e attenzioni. Depositari quindi della memoria, sia di Dante che in queste terre ci passava spesso, sia di tutti noi che in Dante riconosciamo colui che ha “costruito” la lingua italiana, cioè il “tessuto” sul quale gli italiani gestiscono tutti i loro rapporti e le loro relazioni.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Simone Martinello. “Nasce il “Bosco di Dante””. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/nasce-il-bosco-di-dante/