Una grande emozione, quella che hanno vissuto i fedeli di Badia Polesine (RO), Sossano (VI), Bosco di Rubano (PD) e Castelmassa (RO) riuniti insieme lo scorso 22 ottobre 2020 nella chiesa parrocchiale di Badia dove è stato presentato il risultato finale dello studio dell’Università di Padova coordinato dal prof. Nicola Carrara.
Vedere il volto del loro santo, vissuto quasi mille anni fa, ha suscitato entusiasmo ed emozione. Grande soddisfazione per la realizzazione del progetto finalizzato alla ricostruzione computerizzata facciale dell’eremita di origine francese Tebaldo di Provins.
Ne è scaturito il volto di un bel giovane che, di famiglia nobile, a vent’anni, abbandonò tutto per dedicarsi ai poveri, agli umili, a Dio. Un vero testimone della fede che, dopo vari pellegrinaggi tra Belgio, Germania, Francia e Spagna, giunse in Italia dove, dopo pochi anni, terminò la sua breve esistenza.
Nato in Francia, a Provins nel 1033, Teobaldo morì a soli 33 anni in quel di Saianega (Vicenza), vicino a Sossano e le sue spoglie, dopo una breve permanenza nel Duomo di Vicenza, furono riesumate e trasferite nell’Abbazia della Vangadizza di Badia Polesine. Dopo la soppressione del monastero (1810) furono spostate presso la chiesa parrocchiale di Badia Polesine, dove tuttora riposano in un’arca alloggiata nell’ultimo altare sulla destra.
Il grado di affidabilità del lavoro di ricostruzione computerizzata del volto di San Teobaldo è ritenuto molto buono (attendibile al 75-80%), in quanto le parti cartilaginee come orecchie e naso non possono che essere immaginate.
L’idea di provare a ricostruire il volto di Teobaldo è nata durante le XIII Giornate di studio teobaldiane svoltesi nel 2018 a Saint Thibault des Vignes, il comune francese gemellato con Badia Polesine. Ogni anno studiosi francesi e italiani si incontrano per aggiornarsi sulle nuove scoperte relative alla figura e alla diffusione del culto di Teobaldo.
Le tecniche odierne consentono di ricostruire con immagini l’aspetto del volto partendo dalle parti ossee; ed era noto che l’equipe dell’Università di Padova aveva già effettuato operazioni simili come la ricostruzione dei volti di Francesco Petrarca, Giovanni Battista Morgagni, San Antonio e San Valentino di Monselice.
La proposta degli studiosi italo-francesi trovò l’immediata approvazione del parroco di Badia Polesine, don Alex Miglioli, che ha dato il via al progetto ricostruttivo del volto del Santo.
Il tutto ha avuto inizio nel giugno del 2019 quando, alla presenza della commissione canonica costituita dal vescovo di Adria – Rovigo, monsignor Pier Antonio Pavanello, è stata fatta la ricognizione dell’urna del santo posta sull’altare a lui dedicato nella chiesa di Badia.
Dopo l’apertura della cassa lignea gli studiosi hanno esaminato i resti ossei, ricomposto lo scheletro, prelevato un campioncino dalla radice di un dente per l’analisi del DNA, mentre venivano scattate centinaia di foto digitali del teschio, utili alla ricostruzione facciale.
Lo studio delle ossa ha consentito agli antropologi di definire inoltre che i resti appartengono ad un unico individuo, di sesso maschile, altezza 1,74, dell’età di 30-35 anni.
L’analisi del carbonio 14 ha definito che il materiale analizzato è di un’epoca che si colloca per periodo tra il 988 e il 1163.
Alcune tracce di lesioni sul teschio – ha affermato il dr Nicola Carrara, direttore del museo antropologico dell’Università di Padova – sono riconducibili a una forma lieve di lebbra.
Tutti questi dati confermano gli aspetti storici legati alla persona di Teobaldo morto appunto all’età di 33 anni nel 1066. Questi avvenimenti sono stati seguiti con grande interesse anche in Francia dove sono centinaia i siti legati al culto di questo santo.
Dopo l’ispezione, per una conservazione ottimale, le ossa del santo sono state inserite un una teca di cristallo che è stata ricollocata nell’urna marmorea sull’altare a lui dedicato. In questo modo le reliquie sono sempre visibili da parte dei fedeli che si recassero nell’area posteriore dell’altare.
Teobaldo fu canonizzato solo sette anni dopo la morte nel 1073, questo per i numerosi miracoli attribuitigli in vita e dopo la sua scomparsa. I suoi resti mortali sono stati venerati da moltitudini di fedeli sia a Vicenza, dove venne inizialmente collocato, sia a Badia Polesine dove giunse il 10 agosto del 1074.
Nel XVII secolo la Chiesa ha valorizzato la figura di San Teobaldo collocandone una statua sopra il colonnato del Bernini, in piazza san Pietro: la prima sul colonnato di sinistra (n 139).
Quanto realizzato dagli studiosi dell’Università di Padova ci aiuta anche a conoscere più da vicino il Santo, e grande è l’emozione di poter avere l’immagine concreta di un illustre testimone della fede vissuto tanto tempo fa.
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Come citare questo articolo
Giorgio Soffiantini. “Svelato il volto di San Teobaldo”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/svelato-il-volto-di-san-teobaldo/