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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

È attivo l’Ostello “Canalbianco”

Ad Arquà Polesine la nuova struttura ricettiva per il turismo giovanile

di Paolo Biscaro

Ventaglio Novanta n. 29 2004 pp. 38–41

All’inizio c’è un sodalizio di canoisti, appassionati di discesa, slalom, canoa polo, canoa olimpica.

Il Gruppo Canoe Polesine, nato a Rovigo negli anni ‘70 tiene i suoi primi allenamenti sul vicino Canalbianco, a Bosaro, utilizzando, come ricovero per le imbarcazioni, un capannone.

Poi, negli anni, il Gruppo cresce e si consolida, sia nei risultati sportivi che sul versante organizzativo, dando vita ad una fitta serie di iniziative rivolte al territorio, puntando sulla promozione sportiva presso i giovani e giovanissimi, favorendo la fruizione canoistica anche a semplici turisti, amanti della natura e dell’ambiente fluviale.

In concorso con i Club bassopolesani è tra i primi a sostenere l’equazione : sport + ambiente = valorizzazione del territorio.

Ecco allora i raduni nel delta del Po, le discese dell’Adige e del Po, ma anche le partecipazioni ai raduni sul Mincio a Mantova, sul Sile a Quinto di Treviso, e più in là, sul Tevere, sul Brenta, sul Noce, e fuori dall’Italia in Slovenia, in Spagna.

Negli anni ‘90, l’attività del Gruppo Canoe Polesine continua ad espandersi, maturando più risultati sempre brillanti nei settori agonistici della canoa olimpica e della canoa polo.

Non c’è più spazio nell’ormai vecchio capannone.

Prima viene acquisita un’area arginale di pertinenza del Comune di Arquà Polesine, poi si partecipa ad un bando di contributi europei a favore di insediamenti turistici su aste fluviali, specificatamente per la realizzazione di ostelli. Considerata la tradizione quasi ventennale del Canoa Club in fatto di ospitalità di squadre estere, nasce l’idea di creare una struttura polivalente, un ostello, con una vocazione turistica e insieme sportiva.

E’ questa l’idea originale e innovativa che segna uno scarto netto nella vita del Gruppo Canoe Polesine.

Ottenuti i finanziamenti, la struttura viene edificata, grazie anche ai contributi della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, intervenuta sia per finanziare le strutture, sia a favore della cooperativa che la gestisce, con finanziamento per gli arredi e le attrezzature. A ciò si aggiunge il sostegno da parte delle Amministrazioni Provinciale e Comunali, segnatamente delle Amministrazioni di Arquà Polesine, capofila insieme a Rovigo, e poi di Bosaro e Pontecchio.

“Oggi la struttura è finalmente operativa, e si annuncia come il primo ostello in Polesine inserito in una catena internazionale di ostelli Aiog, l’Associazione italiana ostelli della gioventù”, gongola Sandro Ceciliato, presidente della cooperativa Aquathlon, che ha in gestione il nuovo impianto. “L’ostello dispone di 54 posti letto, ma subirà presto un lifting, un ampliamento di ulteriori 35 posti letto. In totale 89 posti nel giro di un paio d’anni”, precisa Ceciliato.

“A ciò si aggiunga il ristorante con la zona bar, un ampio seminterrato con disponibilità di sala fitness, deposito imbarcazioni, ampi spogliatoi”, completa la descrizione il presidente di Aquathlon.

– Quali sono allora le opportunità che dall’ostello ‘Canalbianco’ possono derivare al territorio?

“Trovandosi proprio a ridosso della città, l’ostello ‘Canalbianco’ si presta senz’altro a tutta una serie di possibili fruizioni di cui un capoluogo come Rovigo necessita, come l’ospitalità giovanile per gruppi sportivi, uno spazio d’accoglienza per i gemellaggi, un luogo per meeting di varia natura – manifestazioni per le quali da sempre c’è grande richiesta a Rovigo e poca offerta, soprattutto per gruppi numerosi di ospiti da collocare con modica spesa”.

“Vale la pena di sottolineare il fatto”, precisa Ceciliato, “che la struttura non si pone in alcun modo in competizione con la recettività alberghiera del territorio, in quanto si rivolge a quella fascia di pubblico che rientra nella categoria della cosiddetta ‘ospitalità extra-alberghiera’”.

– Un centro di riferimento per sport e turismo dunque?

“Certamente sì, per esempio per il turismo di transito, grazie soprattutto all’inserimento nel circuito dell’Aiog, l’Associazione italiana degli ostelli per la gioventù, con possibilità di prenotazione telematica e prezzi di grande convenienza.

– Vi sono altre potenzialità per il nuovo ostello?

“Sì, e si connettono alla valorizzazione del corso d’acqua, non solo come sede degli sport remieri, ma anche come via di transito per il turismo nautico, un settore in rapida crescita, che può senz’altro sfruttare il Canalbianco come via di comunicazione d’indubbio interesse fra Mantova e Venezia. La navigabilità delle idrovie interne è un progetto antico, e in passato ha probabilmente conosciuto risultati anche di grande efficacia. Penso alla cultura fluviale di veneziani e austriaci – aggiunge Ceciliato – ma anche al giorno d’oggi quest’ipotesi è tornata ad essere concreta, e questo percorso attraverso il Canalbianco è stato recentemente ripristinato e collaudato”.

– Un’ipotesi turistica dunque che può senz’altro decollare, e che qui può trovare un interessante punto di sosta.

“L’ostello può rappresentare oltre che un valido punto di sosta anche un punto di partenza per la visita delle importanti città d’arte raggiungibili in breve tempo, come Ferrara, Mantova, Verona, Padova e Venezia, solo per citare le prime che vengono alla mente”, prosegue il ‘veterano’ dei canoisti rodigini.

– Come intendete promuovere l’attività recettiva dell’ostello, soprattutto nel primo periodo di avvio?

“Sarà l’attività sportiva della forte società Gruppo Canoe Polesine a garantire durante tutto l’anno l’apertura dell’impianto, la sua fruizione anche nei momenti in cui l’ospitalità turistica comportasse delle inevitabili pause”, asserisce Sandro Ceciliato.

– L’ostello è in grado di ospitare anche i disabili?

“L’intervento della Fondazione Cariparo ha garantito l’accessibilità dell’impianto ai disabili, in ogni sua pertinenza, sia interna che esterna. Ciò comporta ancora una volta una duplice valenza, turistica, con la possibilità recettiva di 21 posti per disabili, e sportiva. Mi sembra un particolare da non trascurare, se si considera che almeno fino al 2000 non vi erano alberghi in città in grado ospitare contemporaneamente un tale numero di disabili”.

“Ma non c’è solo l’ospitalità,” aggiunge Ceciliato ,”infatti il Gruppo canoe Polesine svolge da anni attività di promozione degli sport remieri presso i disabili in collaborazione con l’Asl territoriale”.

– Avete pensato anche a percorsi cicloturistici per valorizzare l’ambiente circostante?

“Sì, l’obiettivo, a breve, è di collegare la struttura con la città, da una parte e con il fiume Po, dall’altra. Questo potrà consentire di valorizzare il tratto di pista ciclabile realizzata nel Comune di Pontecchio, ma comporta lavori di completamento della rete delle piste ciclabili”.

Ma questo è un altro e importante capitolo della politica ambientale di Rovigo e dintorni. E merita sicuramente una trattazione a parte.

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Come citare questo articolo

Paolo Biscaro. “È attivo l’Ostello “Canalbianco””. Ventaglio Novanta, n. 29, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/e-attivo-lostello-canalbianco/

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