E’ un’occasione davvero interessante quella che ci porta a varcare i cancelli dei Cantieri Navali Vittoria. Importante realtà economica per Adria e il Polesine, i Cantieri costituiscono un’imprescindibile fonte di reddito per molte famiglie. Le opere, sviluppatisi negli ultimi decenni nell’ampio squero lungo il Canalbianco, danno infatti lavoro a molti carpentieri, saldatori, falegnami, elettricisti.
Le imbarcazioni costruite hanno ormai assunto un ruolo di rilievo, venendo i progetti affidati ad importanti ingegneri navali. Il prodotto richiama sempre più importanti commesse dalla Marina Militare Italiana, dall’Azienda Trasporti Marittimi di Venezia, dal Genio Civile, dal Ministero degli Interni, oltre che da varie industrie ed armatori privati, costruendo bettoline per trasporto liquidi, rimorchiatori, draghe, navi cisterna, pescherecci, bacini galleggianti, motovedette e più capienti traghetti comprese le motonavi da trasporto passeggeri “Adria” e “Clodia”, che tuttora servono i collegamenti da Chioggia a Caroman, Pellestrina e Venezia.
Fiore all’occhiello, nel 1991, il varo della prima nave ristorante con vista subacquea “Sunrise” che viene costruita per la “Roast srl”, società sarda che opera nel settore turistico, con capacità di trasporto per 210 passeggeri e destinata a crociere di elegante prestigio. Interni di raffinata elezione espressi su una complessiva lunghezza di m.36,30, costata, all’epoca ben 14 miliardi di lire. Ed accanto alla “Sunrise” altre due consorelle gemelle per una complessiva commessa di oltre 40 miliardi di vecchie lire.
La “Sunrise”, utilizzata anche come nave-congressi, compie i suoi viaggi sulle rotte dalla Sardegna a Portofino e Montecarlo. Gli esterni, di raffinato design, sono opera di Fabio Duò, nipote del vecchio Luigi, fondatore dell’impresa, forza di terza generazione.
Scomparsi nel tempo, oltre al fondatore, i figli Natale, Domenico ed Adelmo, Fabio Duò regge dunque le odierne sorti dell’industria. Importante poi la presenza di Luigi Duò, manager per vocazione, che con i cugini Fabio, Antonio, Paolo, Roberto e Massimo è divenuto forza portante dello sviluppo di un cantiere, il quale, in tempi ottimali, occupa quasi duecento persone, estendendosi attualmente su ampi hangar, presto serviti anche da una elegante palazzina uffici, su un territorio di quasi 30.000 mq.
Negli ultimi anni si sono sempre più raffinate le tecniche, si sono approntati natanti d’avanguardia alcuni dei quali, come le motovedette in corso d’opera, adottate dalla stessa Guardia di Finanza per i pattugliamenti di costa e scelte, appunto, per le caratteristiche e per innovazioni che le hanno imposte su progetti e proposte di altri agguerriti concorrenti.
Orgoglio per Adria? Non solo, ma per l’intero Polesine e per la Regione Veneto che, nella cantieristica navale, ha sempre avuto distinta voce e richiamato rispetto e stima dall’intero hinterland nazionale cantieristico navale.
Vanno riconosciute, ai cugini Duò attuali “condottieri” dei Cantieri Navali Vittoria, competenza, dinamica manageriale, entusiasmo e coraggio nel portare avanti, con indiscutibile prestigio, questa vecchia azienda adriese alla quale nonno Luigi, il “Papa”, diede vita nel lontano primo novecento ed alla cui preziosa immagine concorrono, oggi, i figli dei figli dopo aver superato, negli anni, imprevisti e difficoltà che spesso avrebbero fiaccato il campione più forte.
Ma se i campioni sono di “razza” lo dimostra il tempo. E l’affermazione è venuta. E’ venuta la conferma di una onorata dinastia che ha fondato, nel lavoro e nella caparbietà, il proprio destino dimostrando, con i fatti (e spesso contro maldicenti vati di sventura) come si debba operare in un settore tanto delicato quale quello della cantieristica navale spingendo il timone oltre le tempeste, nella speranza e certezza di ritrovare sempre, in attesa, il sereno.
Oggi il cielo è azzurro e le imbarcazioni dei Cantieri Vittoria solcano, orgogliose, acque di bonaccia; acque tranquille ove i gabbiani incrociano festosi ed il mare dà voce, con il suo ritmato ondeggiare, all’antico canto dell’ascia di nonno Luigi, quel “Papa” che certamente si compiace, con i figli Natale, Domenico ed Adelmo, da un’altra dimensione, della creatività operosa e della crescente stima che i nipoti si stanno guadagnando con equilibrio e onestà.
UNA TRADIZIONE PRODUTTIVA DALLE RADICI ANTICHE
Ad Adria sul vecchio faro del quartiere “Tomba” era inserita una lapide spostata nel 1928, anno in cui si edificò il nuovo campanile. Tuttora è collocata sull’alto sacro manufatto, a ricordare, nel testo, un Collegio dei Navicolari del Municipio romano di Adria esistente già nel 101 a.C.
Dunque l’acqua lambiva la città, ed è testimoniato anche per quanti (dopo la scoperta di un antico porto in Loreo) reputano che un porto esistesse sì, ad Adria, ma fosse collocato più ad est e lontano dall’antico Convento delle Monache Agostiniane e della Basilica dell’Assunta.
Adria antica era, certamente, terra d’approdo con i suoi magazzini pronti a ricevere la merce da oriente per trasferirla al nord, nell’entroterra, e, viceversa, per esportarla. Ad Adria insistevano canali e canalette di rifugio prima di arrivare ad interne zone paludose e di foresta. Qui stazionavano, o si rifugiavano, le imbarcazioni del tempo e qui, è logico il pensarlo, erano squeri e cantieri artigiani per costruire e riparare i mezzi delle grandi carovane marittime. E’ nel 1800 il rimando di una mappa, ricopiata nel 1844 dal comm. Marco Santini, con espressa toponomasticaa che riporta, in Adria, via dei “Squeraioli” e via dei “Carradori”, di certo eloquenti riferimenti d’ossequio ad arti che, nel tempo, hanno caratterizzato il bel fare operoso della “Nobile Signora”.
Ma, se pur l’acqua si è ritirata, se l’agricoltura ed una ancor contenuta industria hanno ripreso il volano dell’economia, mai è scomparsa l’arte del costruire imbarcazioni, andando dalle modeste e piccole barche da acque interne prodotte dagli artigiani del “Cannaregio”, ormai scomparsi, fino alle grandi viaggiatrici dei mari oggi costruite e messe in acqua dai grandi “Cantieri Vittoria”.
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Come citare questo articolo
Romano Beltramini. “I Cantieri Navali Vittoria”. Ventaglio Novanta, n. 29, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-cantieri-navali-vittoria/