Per Bottrighe è quasi un'istituzione, ma non solo, poiché il commendatore Gino Navicella è imprenditore di successo e personaggio assai conosciuto in tanti ambiti, amministrativi e sociali, locali e nazionali.
Nato a Pettorazza nel 1923, all'età di quattro anni giunse con la famiglia a Bottrighe dove tutt'ora risiede con la moglie Milena. E fin dall'infanzia manifestò doti di impegno e interesse al miglioramento sia personale che sociale.
Le condizioni della famiglia lo portarono a cercare quanto prima di rendersi utile, cosicché dopo le elementari, ha fatto di tutto per affermare la propria autonomia ed imparare un mestiere. Tanti sacrifici e tante fatiche, lavorando di giorno e studiando di sera per migliorare la propria posizione e conseguire fondamentali conoscenze e abilità sul piano tecnico.
Fu così che ottenne il diploma di disegnatore tecnico, e poi di aggiustatore meccanico e di tornitore.
"Facevo trenta chilometri al giorno in bicicletta – ci racconta Navicella che ci accoglie cordialmente nella sua azienda – sei volte la stessa strada di cinque chilometri, andata e ritorno da Bottrighe ad Adria, senza asfalto, con pioggia vento e quando c'era la neve mi spostavo a piedi. Tutto ciò per andare al lavoro, tornare a pranzo, ritornare al lavoro e poi a casa nuovamente per la cena per poi ripartire per i corsi serali".
Un impegno che ha dato ben presto i suoi frutti, al punto tale che, dopo aver lavorato come dipendente, nel dopoguerra Navicella pensa di dar vita ad una sua impresa. È così che, dopo l'alluvione del '51, durante la ristrutturazione dello zuccherificio locale, costituisce la società "Costruzioni Installazioni Riparazioni Meccaniche ed Affini".
L'iniziativa imprenditoriale, dopo i primi anni di difficile avvio, si consolida partecipando all'ampliamento dello zuccherificio di Bottrighe e successivamente alla costruzione dello zuccherificio e dello stabilimento per la produzione dell'acido citrico di Casei Gerola (Pavia). È poi la volta degli ampliamenti degli zuccherifici di Fano e Foggia e dello stabilimento di glutammato a Bottrighe.
Lo svilupparsi dell'attività, rende necessario il potenziamento della società cosicché nel 1963 costituisce la "Costruzioni Meccaniche Polesane" nota con la sigla Cmp. Un trentennio di attività consolidata fino alla metà degli anni '90 quando, con la chiusura di tanti zuccherifici, la situazione sembra precipitare anche per la Cmp. Ma se una porta si chiude, una nuova se ne apre: l'esperienza maturata relativamente agli apparecchi a pressione, rappresenterà il nuovo sbocco per l'azienda.
Inizia infatti la costruzione di scambiatori di calore e apparecchi a pressione destinati in tutto il mondo. Con la conoscenza poi del Gruppo Ravagnan di Padova inizia una collaborazione che porterà l'ingresso societario in Cmp, l'ampliamento con un nuovo grande capannone ed il potenziamento della produzione su un'area di 24 mila mq. con una quarantina di addetti.
"Da tempo – spiega Navicella – stiamo realizzando colonne per reazione di vari metri di diametro, alte anche a sino a 50 metri, dal peso di circa 200 tonnellate. Abbiamo ottenuto tutte le certificazioni nazionali, recentemente la Stamp Asme americana, e ci stiamo perfezionando per l'ottenimento di quella cinese, indispensabili per realizzare impianti destinati all'estero".
"Purtroppo la crisi si sente in maniera alquanto pesante – aggiunge – ma abbiamo buone prospettive per superarla".
"Manca però – conclude Navicella con un po' di delusione – l'impegno da parte delle giovani generazioni, la voglia di apprendere una specializzazione in questo settore, della quale oggi ne sentiamo l'estrema esigenza".
Gino Navicella è cavaliere al merito del lavoro dal 1963 e commendatore dal 1988. Innumerevoli le sue esperienze amministrative nei consigli e fondazioni del credito cooperativo "Santa Maria Assunta", cassa di Udine e cassa di risparmio di Padova e Rovigo. È stato presidente del Consorzio Industriali Formazione Innovazione, presidente dei Metalmeccanici e nell'esecutivo di Confindustria provinciale, consigliere della Camera di Commercio e componente della giunta nazionale di Federmeccanica.
L'impegno per il lavoro non gli ha mai impedito di dedicarsi al sociale. È stato delegato del sindaco, presidente, ora onorario, dell'Avis di Adria, medaglia d'oro e fronda per 75 donazioni effettuate, consigliere regionale e vice presidente provinciale Avis.
Da sempre presidente, ora onorario, dell'associazione calcio Bottrighe, nonché presidente del comitato per la ricostituzione del Comune di Bottrighe, unico a completare la pratica inoltrata al competente Ministero. È stato infine presidente dei comitati che hanno realizzato i monumenti ai Caduti e quello dedicato al concittadino aviatore Umberto Maddalena.
Tante altre iniziative attuate a Bottrighe si devono alla disponibilità e alla generosità di Gino Navicella, orgoglioso, tra l'altro, di aver trovato, grazie anche alle sue competenze, l'azienda milanese Maff (specializzata in delicati lavori eseguiti anche per il Vaticano) che ha riprodotto perfettamente in bronzo il consunto angelo ligneo, installato poi sulla cupola della torre campanaria del paese.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “Gino Navicella”. Ventaglio Novanta, n. 43, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/gino-navicella/