L’intervistatore è Luigi Rossi, polesano emigrato in Germania, docente a Bochum ed autore del libro “Luigi Masetti, l’anarchico sulle due ruote”. L’intervistato è Antonio Gambato, rodigino, membro dell’Associazione Amici della Bici, che ha ritrovato presso l’Archivio di Lendinara importanti documenti scolastici che riguardano Luigi Masetti, il famoso biciclettista polesano che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, fu un idolo delle dueruote, viaggiatore istancabile, scrittore e sportivo.
Tra Luigi Rossi, polesano emigrato in Germania, e Antonio Gambato, polesano residente a Rovigo, è nata un’amicizia nel nome di Masetti; ed il primo, autore del libro su Masetti, ha scelto questo periodico per un’intervista al nuovo amico, segno di stima per la sua attività di promotore di conoscenze legate al mondo della bici e alla figura del trecentano Luigi Masetti.
Va inoltre detto che la documentazione individuata a Lendinara da Gambato, oltre che su Masetti ed il suo curriculum scolastico, getta nuova luce anche sulla scuola polesana del tempo.
– Cos’è la bicicletta per Antonio Gambato?
“La bicicletta è un veicolo che mi permette di sbrigare le commissioni di tutti i giorni in città. Nel tempo libero di raggiungere e osservare le cose da un altro punto di vista, di recepire in tempo reale odori e clima. Un mezzo che posso usare in abbinamento con l’auto e il treno”.
– Chi sono gli Amici della Bici di Rovigo?
“Un gruppo eterogeneo di persone che trovano il tempo di fare alcune azioni in compagnia. Una è quella di promuovere l’uso della bici in alternativa all’auto, un’altra di fare in modo che ci sia la possibilità di farlo. Il resto è divertimento”.
– Ci siamo conosciuti grazie a Luigi Masetti. Cosa significa per lei questo personaggio?
“Ringrazio Masetti per aver messo assieme tre polesani che non si conoscevano e che si aiutano per non smettere di viaggiare. Masetti girava il mondo per conoscere persone di ogni ceto sociale. Chi ha letto le pagine che ci ha lasciato, non può fare a meno di parlarne. Ho l’impressione di averlo conosciuto e di esserne diventato amico. Pur essendo vissuto tra 1800 e 1900, so cosa mangia, come si veste, dove abita, quali sono le sue passioni, parliamo lo stesso dialetto. Ad entrambi piace la bici. Solo che lui è più coraggioso”.
– Cosa l’ha spinta ad entrare nella biblioteca di Lendinara per avviare alcune ricerche?
Sapendo che Luigi Masetti ha studiato a Lendinara, speravo che qualcuno avesse raccolto e conservato qualche documento scolastico, anche se privo di valore. Temevo che la frequenza scolastica fosse stata troppo breve per lasciare tracce, pensando alle difficoltà, non solo fisiche, per frequentare le lezioni. Il direttore della biblioteca ricordava l’esistenza di “qualcosa” che riguardava istituti scolastici non più esistenti”.
– Faldone dopo faldone, finalmente ha notato il nome tanto cercato: quello di uno studente di Trecenta. Quali furono le sue prime reazioni?
“La fortuna ha voluto che la biblioteca fosse stata oggetto di inventario. Mi sono trovato tra le mani un indice dei ritrovamenti catalogati per argomento. Nella sezione “serie antica” c’erano dei faldoni intitolati “scuola tecnica”. Primo batticuore, era la scuola frequentata da Masetti. Alcuni faldoni portavano date “possibili”. Il cuore sale in gola. All’interno dei faldoni si trovavano più fascicoli. Comincio ad aprire con cautela, per il tipo di carta ingiallita con piegature rese tenaci dal tempo. C’erano, all’interno, i fogli protocollo degli esami scritti, semestrali e finali, e disegni su carta più spessa. Tutti erano firmati dagli scolari. Dopo molti cognomi familiari, con altri desueti, leggo Masetti Luigi… L’urlo mi si spezza in gola. Nella sala c’erano degli studenti che mai si sarebbero aspettati un urlo di gioia e stupore in quel luogo. Ero davanti a un esame sostenuto, scritto e controfirmato da un ragazzo di 17 anni che aveva raggiunto la scuola a piedi o a dorso d’asino 129 anni prima. Ero il primo che lo cercava, lo trovava e lo leggeva con una gioia sconosciuta”.
– Soddisfatto di ciò che ha rintracciato?
“Ho trovato più di quello che avevo sperato. Di certo sono spariti dagli incartamenti alcune cose, essendoci cartelline vuote. Negli anni e nei passaggi di mano qualcosa sarà andato perso, magari con l’intento di fare spazio”.
– È possibile, dalla documentazione rintracciata, farsi un’idea del futuro giramondo? Sicuramente aveva un debole per le lingue straniere…
“Dai giudizi tracciati recentemente da alcuni competenti docenti, possiamo rilevare che “lo studente Masetti possedeva una padronanza della lingua italiana notevole già dal primo anno di scuola tecnica”. Matura “sicurezza e abilità nell’area matematico-scientifica”. Per il francese “la sua prova è asciutta ma vibrante. Si vede già il futuro giornalista e narratore”. Nella prova di disegno geometrico, il suo contributo “risulta privo di sbavature e sostanzialmente pulito”. Le prove di Storia e Geografia (1882) raggiungono la sufficienza, mentre altri studenti ottengono un 4 o votazioni migliori. Questi, in breve, alcuni estratti dai giudizi dei docenti che hanno analizzato lo studente Luigi Masetti. Il futuro giramondo, curioso e socievole, stava crescendo tra Trecenta e Lendinara”.
– E per le attività ginniche o sportive, ci sono testimonianze?
“Non ci sono tracce di qualsivoglia attività sportiva, ma il solo fatto di recarsi in un istituto che dista 15 chilometri da casa, anche senza l’ausilio dell’asino, credo sia stata un’attività ginnica impegnativa che ha dato buoni frutti”.
– Crede sia possibile, foglio dopo foglio, ricostruire la vita di questo Polesano?
“Con questi documenti si potrà conoscere meglio la sua formazione prima dell’emigrazione a Milano. Raccogliendo altre testimonianze, anche anagrafiche, sarà importante per il comune di Trecenta e il Polesine. Come la dichiarazione, datata 29 dicembre 1863, che ne fissa definitivamente la data di nascita. Si conoscono i nomi dei genitori, Ippolito Masetti e Licinia Romani. Come quelli dei testimoni del battesimo, Romani Francesco e Regina Nalli, madre di Ippolito Masetti. E il nome completo del futuro biciclettista: Luigi Ettore Francesco”.
– Luigi Masetti: un personaggio da proporre ai giovani e alla scuola?
“Sicuramente. Sia per l’atteggiamento verso la scuola e gli insegnanti, sia per come e ciò che si studiava in quel periodo. Ma anche per la partecipazione, la tensione alla ‘scoperta’ del paesaggio, alla conoscenza della natura, ai rapporti interpersonali e interculturali resta un esempio per tutti. Anche a distanza di più di un secolo”.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Luigi Rossi. “Sulle tracce di Luigi Masetti”. Ventaglio Novanta, n. 43, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/sulle-tracce-di-luigi-masetti/