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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Conservatorio “F. Venezze” un vanto per il Polesine

I progetti e le prospettive dell’istituzione esposti dal presidente Raimondi e dalla direttrice Laganà

di Sofia Teresa Bisi

Ventaglio Novanta n. 5 1992 pp. 155–157

Del tutto privo di istituti universitari – anche se in attesa di un ormai prossimo pareggiamento con le maggiori province del Veneto mediante l’istituzione di una facoltà nel capoluogo – il Polesine ha una peculiarità davvero unica: è l’unica provincia italiana ad ospitare due Conservatori Statali, a distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro.

L’istituto sito nel capoluogo, è intitolato a Francesco Venezze, la cui famiglia è stata di rilievo nella storia di Rovigo: a caratterizzarla erano un enorme patrimonio, vasti possedimenti urbani e rurali, prestigiose cariche pubbliche e un’intensa attività di promozione artistica.

Nel 1911 Maria Venezze Giustinian nel suo testamento lasciava al comune di Rovigo la casa dominicale posta al numero 17 di via Cavour, ossia il palazzo intitolato poi a Francesco Venezze, suo padre, per la stima e l’affetto che aveva saputo guadagnarsi, ma soprattutto per come si era adoperato nell’accrescimento delle attività culturali ed artistiche.

Il Conservatorio di Rovigo festeggiava due anni fa il ventennale della propria nascita, in quanto proprio dal 1° ottobre 1970 si riconosceva al Venezze la dignità di scuola di musica statale, come sezione distaccata del Conservatorio “Felice Evaristo dall’Abaco” di Verona.

Nel 1975 un decreto retroattivo cancellava la dipendenza da Verona, autorizzando l’attività didattica come Conservatorio autonomo a tutti gli effetti. Da allora è stata dimostrata una positiva volontà di progredire e di istruire musicisti che operino concretamente nell’ambiente polesano.

La preparazione degli studenti è sempre stata affidata a professionisti qualificati, impegnati con serietà e cura nel coltivare un’arte tanto elevata ed universale qual è la musica. La scuola degli strumentisti ricorda l’antico apprendistato degli artigiani: un rapporto continuo e costante con un “maestro” da cui apprendere ogni tecnica ed ogni segreto professionale.

Il Conservatorio “F. Venezze” è ormai giunto al suo ventiduesimo anno di attività e, parlando con chi lo rappresenta, si può facilmente capire come i progetti e le prospettive per il futuro manifestino una ferma determinazione di crescere e progredire.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione, nella persona del prof. Ennio Raimondi, è colui che maggiormente si occupa dei problemi economici e strutturali, fornendo così i supporti necessari alla realizzazione della parte artistica e didattica. Innanzitutto si attende la ristrutturazione dell’“ex Vescovado” sito in via Casalini: un grande palazzo in cui non sono ancora stati terminati i lavori per rimodernarlo. Attualmente ospita la scuola media annessa al Conservatorio ed un numero limitato di aule, costituenti la sede staccata del Venezze, le cui stanze risultano insufficienti per il cospicuo numero delle classi di strumento principale e di materie complementari.

Il prof. Raimondi ha inoltre in serbo un progetto di non facile attuazione (perché necessita dell’approvazione di Regione, Comune e Provincia) ma interessantissimo, che potrebbe fornire una valida opportunità di specializzazione e di inserimento nel mondo del lavoro, superando la semplice consuetudine della “Scuola”. Si tratta di un corso di formazione orchestrale, di 120 ore, tenuto da insegnanti di chiara fama, in vista di un’ampia gamma di sbocchi professionali. Ciò consoliderebbe la già collaudata collaborazione con il Teatro Sociale di Rovigo e potrebbe, eventualmente, fornire l’opportunità di una unione produttiva con il Conservatorio di Adria.

La prof.ssa Valeria Baruchello Laganà, direttore del Conservatorio, si occupa specificatamente di attività didattiche e artistiche.

Parlando delle prospettive per il prossimo futuro, ha tracciato una vasta panoramica di iniziative volte ad espandere ed elevare la cultura musicale rodigina.

Gli obiettivi più importanti per l’anno in corso, alcuni dei quali sono già stati sperimentati in passato, sono i “Concerti della Domenica”, gli annuali Saggi degli allievi, i concerti dei diplomandi, i concerti per le scuole elementari e quelli invece tenuti da alcuni docenti dell’Istituto. Inoltre ha parlato del suo progetto di realizzare, nel corso del 1992, in occasione del V centenario della scoperta del “Nuovo Mondo”, un’attività impostata precipuamente sulla Musica Americana del ’900 e sulle conseguenze che essa ha portato nell’Europa.

Fondamentale sarà ancora per il futuro la collaborazione con il Teatro Sociale, per eseguire opere in cui inserire i più meritevoli studenti del Conservatorio e anche per giungere alla realizzazione di un’“Operina”, fatta esclusivamente dai giovanissimi della Scuola Media.

La prof.ssa Laganà esprime però un appunto negativo riguardante la cultura musicale di base. A suo parere, infatti, sarebbe assai utile che la musica venisse insegnata nelle scuole di ogni livello, affinché quella offerta al pubblico potesse essere adeguatamente usufruita ed apprezzata.

Il Conservatorio “F. Venezze” vanta circa 400 iscritti, con una media di 30/35 diplomi ogni anno, e un’attività artistico-didattica ormai consolidata ed assestata. È un’istituzione che tende al “dopo”, all’esterno, e si pone come un autentico Centro di Cultura. È il massimo ente deputato a fare ed insegnare musica, al di sopra di tutti gli svariati organismi che si dimostrano spesso dei semplici fatti episodici.

Esso non cerca di prescindere dalla realtà territoriale e nemmeno tende a chiudersi in un vacuo isolamento: forse è una strada non facile ma è anche quella che può riservare le maggiori soddisfazioni.

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Come citare questo articolo

Sofia Teresa Bisi. “Il Conservatorio “F. Venezze” un vanto per il Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 5, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-conservatorio-f-venezze-un-vanto-per-il-polesine/

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