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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Gruppo Nautico Delta Po

L’associazione, che in breve ha fatto proseliti in varie regioni d’Italia, oltre a cementare i vincoli del gemellaggio Adria-Rovigno, agisce con Greenpeace per la difesa ambientale dell’Adriatico.

di Aldo Rondina

Ventaglio Novanta n. 5 1992 pp. 152–154

Accanto al celebre mito di Fetonte, il Polesine è interessato anche da altri antichi racconti mitologici provenienti dall’Egeo. Tra gli altri, quello di Giasone partito alla ricerca del famoso vello d’oro per la lontana Colchide, regione questa che qualcuno ha voluto identificare nel grande golfo dell’Adriatico che va dal nostro Delta alla Dalamazia.

Lo spirito avventuroso dei seguaci di Giasone, chiamati argonauti da Argo, nome della loro nave, sembra rivivere oggi nei gommonauti di Adria, fondatori del Gruppo Nautico Delta Po, sorto ufficialmente nel 1988.

“Era d’ottobre – racconta Salvatore Zagato, novello Giasone, che del gruppo è il fondatore con il dottor Francesco De Matteis, Carlo Giampini, Carlo Mariani, Paolo Guarnieri, Juri Sega, Cesare Riato, Claudio Contin ed altri. Accompagnavamo quattro amici sommozzatori milanesi a visitare il Delta. A quell’epoca – prosegue – eravamo costituiti in gruppo come sommozzatori ed eravamo da due anni aggregati all’Associazione Gommonautica di Rovigo.

Il gommone – precisa Zagato – che di professione fa il Vigile del Fuoco – è il mezzo per eccellenza del sommozzatore. L’idea di costituire il Gruppo adriese dei gommonauti sorse proprio in quella occasione ed, anzi, fu uno di quegli amici ad insistere per questo. Fu il desiderio di conoscere meglio il nostro Delta, di scoprirne tutti gli angoli più suggestivi e reconditi, di farlo visitare, di farlo apprezzare, che ci spinse a costituirci in Associazione autonoma”. Ma anche va detto, il desiderio di navigare nelle lagune, di conoscere meglio quel mare che da Adria ha tratto il nome, di operare concretamente per la salvaguardia della natura e dell’ambiente. Sulla base di queste premesse furono organizzate manifestazioni di grande respiro, con la partecipazione sempre entusiastica di soci e di appassionati provenienti da varie regioni, specialmente Emilia e Romagna e Lombardia.

Molti sono anche i padovani che si aggregano al gruppo adriese. Le difficoltà e gli ostacoli, che ogni tanto si profilano vengono superati, egregiamente anche con l’aiuto di vari enti, in primo luogo dell’Amministrazione Comunale, delle Pro Loco, dell’A.P.T. e di altri.

Specialmente le Amministrazioni comunali di Adria che si sono avvicendate a Palazzo Tassoni, sono state sensibili e ben disposte verso i gommonauti. E, proprio sulla spinta ideale del patto di gemellaggio con la cittadina istriana di Rovigno, siglato nel 1982, è sorta l’idea di un Raid Adria-Rovigno.

Questa manifestazione venne inserita quattro anni fa nei programmi del Gruppo Nautico Delta Po. Già prima il Gruppo adriese era solito organizzare importanti trasferte sotto la denominazione di gom motrekking, simpatica scorribanda sull’acqua.

Il primo “esperimento” risale al 1986 e fu attuato con il preciso intendimento di ripercorrere gli antichi itinerari veneto-lagunari che costituivano il nerbo del commercio tra l’Istria e la parte meridionale del Veneto. Alcuni appassionati adriesi avevano rinvenuto all’Arsenale militare di Venezia alcune interessanti carte nautiche risalenti all’epoca della Serenissima: esse riportavano gli itinerari percorsi dai navigatori dell’epoca con gli agili burchi e burchielli in grado di trasportare il prezioso marmo d’Istria, derrate varie, oggetti di artigianato ed altro. Partiti dal Circolo Nautico di Adria quei primi “esploratori” in gommone impiegarono due giorni per giungere a Grado dopo aver praticato il campeggio nautico (sosta con tende sugli argini) durante la notte.

Questo esperimento caricò notevolmente i gommonauti del Delta Po, i quali già da tempo guardavano con interesse crescente all’altra sponda dell’Adriatico. Fu così che, superati alcuni ostacoli logistici, nel 1989, venne organizzato il primo Raid nautico Adria-Rovigno, con partenza da Adria.

Al mattino di sabato 3 giugno 1989, quindici imbarcazioni provenienti anche da diverse località tra cui Milano, Modena e Grosseto equipaggiate nel migliore dei modi, presero il via dal ramo centrale del Canalbianco.

Gli organizzatori, al di là del fatto puramente turistico, con quella manifestazione intesero sottolineare la necessità di combattere l’inquinamento del mare Adriatico, che diviene ogni giorno più drammatico.

La traversata fu avventurosa a causa delle avverse condizioni del tempo, che impedirono ai gommonauti di concludere il tragitto per mare.

Da Caorle, dovettero proseguire in pullman fino a Rovigno dove, arrivarono appena in tempo per partecipare al Festival mondiale della ricreazione sportiva che aveva richiamato nella cittadina istriana gruppi provenienti dalle nazioni più disparate.

Negli anni successivi il Raid fu ripetuto con maggiore fortuna: nel 1990 ancora con quindici gommoni, nel 1991 con una cinquantina di persone tra equipaggi, assistenza ed accompagnatori. Per il 1992 la manifestazione è stata invece sospesa per consentire la partecipazione alla Venezia-Genova in occasione delle “colombiadi”, indette dal 31 maggio al 7 giugno prossimi, con partenza il primo giugno da Venezia.

A tale proposito il Presidente Zagato annuncia di essere riuscito ad ottenere il passaggio della spettacolare manifestazione per il Polesine, con sosta ad Adria.

Un altro motivo di orgoglio per il presidente è l’aggregazione del Gruppo Delta Po a Greenpeace per l’avvistamento dei cetacei nell’Alto Adriatico e per il monitoraggio, in sintonia con gli esperti romani, delle lagune adiacenti al Delta del Po ed al Porto di Venezia.

Non mancano però alcune preoccupazioni: innanzitutto si avverte l’esigenza di una organizzazione a supporto dei navigatori; mancano poi una adeguata segnaletica fluviale ed un facile punto di attracco. Attualmente, il Gruppo si serve di un attracco privato, in via Capitello sulla sinistra del Canalbianco. In quella zona, secondo un progetto ambizioso, dovrebbe sorgere anche la nuova sede costruita su palafitte.

La valorizzazione del Canalbianco, con iniziative opportune, costituisce uno degli obiettivi principali perseguiti dal Gruppo Nautico Delta Po che oggi conta una trentina di soci, con sedi staccate a Milano, Campobasso, Grosseto. I gommonauti adriesi si prefiggono inoltre di valorizzare il Museo Archeologico, attraverso opportuni contatti ed iniziative, facendo così rivivere la leggenda degli Argonauti nella ricerca delle radici più profonde della magnifica terra del Delta.

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Come citare questo articolo

Aldo Rondina. “Il Gruppo Nautico Delta Po”. Ventaglio Novanta, n. 5, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-gruppo-nautico-delta-po/

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