Mentre sono ancora in corso le iniziative per i 500 anni dalla nascita di Jacopo Dal Ponte, detto Jacopo Bassano (Bassano del Grappa 1510/1512 ca. – 13 febbraio 1592), la pinacoteca del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Chioggia si arricchisce di un interessante quadro di ambito bassanesco¹ che rappresenta l’episodio evangelico dell’Adorazione dei Magi secondo l’iconografia tradizionale, derivata dai vangeli apocrifi² che li indicano in numero di tre: Un angelo del Signore si affrettò di andare al paese dei persiani per prevenire i re magi ed ordinare loro di andare ad adorare il bambino appena nato. Costoro, dopo aver camminato per nove mesi avendo per guida la stella, giunsero alla meta proprio nel momento in cui Maria era appena diventata madre. È da sapere che in quel momento il regno persiano dominava sopra tutti i re dell’Oriente per il suo potere e le sue vittorie. I re magi erano tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poi Baldassare che regnava sugli indiani, ed il terzo Gaspare che dominava sul paese degli arabi. (Vangelo Armeno dell’Infanzia, cap. V, 10)
A differenza dei vangeli apocrifi, che parlano di tre “re magi” identificandoli per nome, nel vangelo di Matteo, unico fra i quattro canonici a testimoniare l’avvenimento, non solo non vengono citati i loro nomi, ma nemmeno sono definiti re, né si dice quanti erano.
Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». (Mt 2, 1-2)
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. (Mt 2, 11)
Il quadro di Chioggia riprende schemi caratteristici di certa pittura del manierismo veneto e riconducibili all’ambito dei Bassano o dei loro seguaci. Per questo in passato la tela era stata attribuita a Jacopo Dal Ponte, detto anche Jacopo Bassano.
Essa, infatti, non manca di richiami bassaneschi, in qualche caso molto diretti, come per il popolano all’estrema sinistra del dipinto, assai simile a quello che appare nell’Andata al Calvario di Leandro Bassano³, appartenente a collezione privata, e che a sua volta è mutuato da un olio di Jacopo con analogo soggetto, conservato allo Szépm vé- szeti Múzeum di Budapest; diversi sono tuttavia gli animali raffigurati, diverso è l’inserimento delle figure nel paesaggio, come diverso è il modo di trattare il chiaroscuro e, soprattutto, mancano qui i colori vivaci e brillanti dei lavori usciti dalla bottega dei Bassano.
Il quadro di Chioggia non sembra dunque assimilabile alla produzione di Jacopo Dal Ponte e seguaci; si possono invece stabilire interessanti e puntuali rapporti con la pittura di Giovanni Battista Volpato (Bassano del Grappa 1633 – 1706) confrontando le fisionomie caratteristiche di alcuni personaggi che ricorrono in opere accertate come autografe del Volpato sulla base della documentazione storica.
Si prendano ad esempio in esame i lineamenti del volto di Maria, che, pur ispirato a prototipi bassaneschi (vedi la Natività, conservata al Museo Civico di Bassano, che Volpato aveva copiato) assume in Volpato tratti peculiari che contraddistinguono le sue raffigurazioni. Lo evidenzia il raffronto con l’Adorazione dei pastori nella chiesa di Santa Maria del Giglio a Venezia o, seppure in controparte, con l’Annunciazione nel Duomo di Rossano Veneto, o ancora con i dipinti per la chiesa di san Daniele a Lamon.
Riferimenti similari possono essere cercati per l’immagine di San Giuseppe, da comparare con l’Adorazione dei pastori nella Concattedrale di San Pietro Apostolo di Feltre e di nuovo con l’Adorazione dei pastori nella chiesa di Santa Maria del Giglio a Venezia. Anche il modo di creare le zone d’ombra degli incarnati depone a favore dell’attribuzione.
Inequivocabili somiglianze emergono inoltre dal paragone con l’Adorazione dei magi di Lamon.
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Come citare questo articolo
Luciano Scarpante. “L’Adorazione dei Magi”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/ladorazione-dei-magi/
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