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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Musica in paese: gli Xabaras

A Ceneselli si è costituito un nuovo complesso musicale

di Giovanna Gazzi

Ventaglio Novanta n. 8 1994 pp. 170–171

Sono in sei, e anche se in paese non tutti ricordano i loro nomi, sanno che “sono di qui” e vogliono sentirli, un po’ per compagnia, un po’ per ammirare qualcosa di nuovo che è nato proprio a Ceneselli. E poi c’è la loro musica, così contagiosa di sprint e insieme di dolcezza.

I componenti del nuovo complesso musicale, denominato Xabaras, sono Alberto Benatti alle tastiere, Luca Fioravanti, batterista; Walter Gazzi al basso e Stefano Masatti alla chitarra elettrica; Massimo Furini e Mauro Manoli, le due voci del gruppo, e forse, per il futuro, la sopresa di una terza voce al femminile. Hanno terminato a settembre una “tournée” estiva che li ha portati in alcuni locali della zona: da “La Capannina” a Ceneselli, a “Il Carro” di Occhiobello, allo “Smeraldo” di Trecenta, a Bondeno, a Bergantino e di nuovo a Ceneselli, per la tradizionale Fiera di settembre. Hanno suonato, per un pubblico eterogeneo, sempre sostenuti da un cerchio di amici di tutte le età che li segue e li incalza con la costanza di “fans”; musiche di Zucchero, dei Nomadi, degli Stadio, dei Blues Brothers, dei Kream, e di… Walter Gazzi.

Infatti, oltre ad essere il bassista di questo gruppo, che raccoglie sei “ragazzi” di generazioni diverse, Walter scrive – e ha scritto anni fa – i testi di alcune canzoni che entrano a far parte del repertorio del gruppo. Ho avuto i testi di tre canzoni sue, e con lui ho parlato dei cambiamenti che in nove anni – da È di nuovo mattino (1984) in poi – sono stati operati. C’era allora la certezza che ogni giorno porta qualcosa di nuovo e tralascio le parole dette a voce per dirne il più possibile di quelle della canzone:

…E il sole ti annusa, / distratto e innocente, / il giorno che nasce tranquillo e ridente / …Ogni giorno ti inizia / un giorno nuovo da inventare / e se inizia, forse, / con un fresco sorriso / ti accorgi che il mondo / è sempre più vivo, / che ti bussa alla porta / o che ti soffia sul viso. Questo, l’originario ottimismo …seguito, più tardi, da un testo che indugia sui primi dissensi, sui percorsi di violenza quotidiana (Ma un giorno …forse):

…E il tuo egoismo, uomo, / è sempre lo stesso. / Non si guarda in faccia a nessuno. / La guerra è guerra e tu / sarai qualcuno.

La canzone più recente, datata agosto 1993, s’intitola Noi, e se da un lato dice è incapacità di collocarsi in una vita difficile e spesso ipocrita, dall’altro dispiega il suo significato riferendosi ad una volontà di riuscita: …A guardarci / sembriamo molto strani. / A volte un poco assurdi, / seppure qui, lontani. / …E quando il giorno / sbadigliando finirà / ci lascerà più stanchi / ma la musica / ci porterà più avanti / e la realtà / avrà paura e fuggirà. / E noi / siamo in fondo come Voi. / Attenti solo ai nostri guai. / Ma noi / abbiamo un sogno più di Voi. / Voliamo in alto, anche per Voi.

Ho trascritto queste parole perché, insieme a quelle di Zucchero, dei Nomadi, degli autori citati, sono le loro parole, quelle che, oltretutto, nella scorsa estate hanno saputo riunire un po’ di paese attorno al nuovo complesso musicale.

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Come citare questo articolo

Giovanna Gazzi. “Musica in paese: gli Xabaras”. Ventaglio Novanta, n. 8, 1994. https://ventaglionovanta.it/archivio/musica-in-paese-gli-xabaras/

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