Stimato artista rodigino, particolarmente apprezzato per i suoi acquerelli a tema polesano, Carlo Campi ha dato recentemente alle stampe un volume con interessanti riproduzioni di alcune sue opere. Una pubblicazione sicuramente interessante, con immagini che toccano e reinterpretano vari aspetti del quotidiano e, tra questi, mi piace sottolineare – come ho già avuto modo di scrivere – la restituzione artistica di case rurali, palazzetti, angoli di città o di paesi del territorio, sconosciuti a molti.
Ambienti ricchi di fascino e capaci di far rivivere ricordi ed emozioni del tempo passato: la casa rurale prende vita, la corte agricola si anima, un pozzo restituisce secchi d’acqua e la serenità della civiltà contadina fondata su un antico equilibrio tra uomo e natura. La dimensione del ricordo, una volta stimolata, si amplifica e riporta alla mente un mondo e valori che sembrano quasi dimenticati.
Sensazioni diverse invece quando gli acquerelli documentano gli scorci più significativi della Città: in questi traspare l’amore per la conservazione di ciò che rimane di un passato, a volte lontano, e che noi dobbiamo trasferire alle future generazioni. Nella visione d’insieme a volte il dettaglio sfugge ma rimane impresso in chi guarda il senso del luogo e della nostra storia che emerge dalle vie porticate e dal Castello medievali, dalle piazze che hanno visto il succedersi delle varie dominazioni con le loro testimonianze.
Un cenno particolare va riservato ai luoghi di culto: chiese e capitelli, rilevati sempre con grande naturalezza e rispetto della sentita tradizione religiosa dei polesani.
Usciti dai centri abitati, Carlo ci accompagna con delicatezza in aperta campagna tra campi arati di fresco o coperti di neve, tra fossi e filari di alberi che fiancheggiano le capezzagne o boschetti che emergono dalle nebbie novembrine, in scenari incantati, silenziosi, velati di tenera luce, che invitano alla meditazione. Né poteva mancare il Po, padre-padrone del nostro territorio, con le sue golene, con i suoi canneti brulicanti di vita, con la sua acqua cheta che, scivolando, riflette nuvole vagabonde, pioppi e salici delle rive e trasporta e racconta al mare favole di uomini che ha conosciuto lungo il suo cammino….
Queste le impressioni che mi hanno suggerito le opere di Carlo Campi e che sono state inserite nel libro-raccolta delle sue opere “Rovigo e dintorni” che ho presentato nella sala della Pescheria davanti alle autorità cittadine ed ai numerosi appassionati ed estimatori presenti.
La mostra ha evidenziato l’evoluzione dello stile pittorico del pittore che è passato da una prima fase più documentaristica a quella odierna, più intima, proponendo, con le varie sfumature e tonalità dell’acquarello, le atmosfere degli scorci polesani.
Nei giorni di apertura, oltre alla lusinghiera affluenza di pubblico va sottolineata la presenza di diverse classi di vari ordini di scuola (dalle elementari alle superiori), i cui studenti si sono manifestati interessati sia all’aspetto artistico che di conoscenza dell’ambiente polesano.
Le opere in mostra hanno infatti evidenziato come Campi si stia sempre più connotando quale acuto interprete della nostra terra; lo stesso catalogo è un vero e proprio atto d’amore per il Polesine: un “libro” per immagini che documentano, con afflato poetico, scorci urbani, paesaggi bucolici e fluviali, che in molti casi stanno purtroppo per dissolversi sotto la spinta della colpevole manomissione del territorio.
Un’opera quella di Campi che invita a voltarsi indietro per guardare avanti: non per indugiare in inutili nostalgie di tempi di paure, di povertà, di fatiche, di sfruttamento, di analfabetismo, di malaria, ma per riproporre aspetti qualificanti del passato, quali l’umanità, la saggezza, la dignità, la semplicità, i valori della solidarietà e della famiglia che consentivano a quelle fragili canne al vento del nostro delta di resistere alla furia dei venti.
Rispetto della Natura, cultura antica e storia recente, rituali della attività agricola, travagli sociali e religiosità contadina sono gli elementi da mettere a fuoco nella prospettiva di una riappropriazione, da parte delle nostre genti, della propria tradizione.
Un’ultima avvertenza: assieme al libro, disponibile nei punti vendita cittadini, Campi ha messo a disposizione le sue opere per la realizzazione di un DVD, un arcobaleno di tra il mondo della speranza e quello della disperazione, il cui ricavato viene devoluto in beneficenza.
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Come citare questo articolo
Angelo Gandolfi. “Rovigo e dintorni”. Ventaglio Novanta, n. 43, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/rovigo-e-dintorni/