La prima notizia di Grignano Polesine risale al 938 d.C., quando il marchese Almerico e Franca sua moglie lasciarono alla Chiesa Adriese del B. Pietro, per testamento tutti i beni che tenevano nel territorio di Adria (molto dettagliata è l’enumerazione delle terre) inoltre Santa Maria in Basilica (Massa Superiore), Arquà, Gragnano, Borsea, Crespino, Gavello e la corte Roda.
Bisogna però arrivare al 1411, sotto Giacomo III degli Obizzi, per avere notizie del primo rettore della Chiesa di Grignano (individuabile nella Chiesetta di S. Rocco, a lato dell’attuale Chiesa Parrocchiale) del quale si conosce il nome: “Henrico monaco Pomposiano”, presentato in curato di essa da Cristoforo Trotti, priore di S. Agnese di Ferrara, vicario generale di Pesaro, arcidiacono di Bologna, amministratore generale di Pomposa.
Dunque risale a sei secoli fa la istituzione documentata della parrocchia di Grignano Polesine, anche se una controversia anteriore di due secoli ci induce a credere che in effetti l’istituzione fosse ben antecedente. Come riporta infatti Alberino Gabrielli nel suo “Comunità e Chiese”, nel 1217 si accese un’aspra contesa tra l’abate di Pomposa Crescenzio e il vescovo di Adria Rolando Zabarella circa la gestione della chiesa di Grignano. Contesa che fu risolta salomonicamente, con l’intervento del canonico ferrarese Dongiovanni il quale da una parte riconosceva all’abate di Pomposa il diritto di giuspatronato sulla chiesa di S. Maria di Grignano (con tutti i diritti e i doveri inerenti), mentre attribuiva al vescovo di Adria le prerogative nell’ambito spirituale. Una prassi che si mantenne nel tempo, tanto che si ha notizia nel 1340 della nomina da parte dell’abate Andrea di Pomposa di don Ugolino, il quale si presentò con le credenziali dell’abate al vescovo di Adria Benvenuto per esercitare il suo ministero religioso a Grignano.
E’ comunque comprovata con continuità dal 1411 la presenza della parrocchia, attestata poi da successivi documenti che garantiscono l’esistenza della chiesa nel XIV e nel XV secolo. Un fatto tragico si verificò nel 1507 quando un incendio distrusse il paese di Grignano e la sua chiesa. Questa, ricostruita, fu consacrata dal vescovo Tommaso Stella di Salpi nel 1544. Due anni prima, nel 1542, va segnalata la presenza a Grignano, per predicare la Quaresima, del frate francescano fra’ Felice Peretti, divenuto poi Papa Sisto V (1585-1590) (vedi Ventaglio n. 40, pag. 56).
Le carte dell’archivio informano inoltre che nel 1576 la chiesa si presentava ad aula unica, dotata di fonte battesimale e Canonica. Nel 1603 è arredata con cinque altari, il battistero nuovo, il coro e l’organo. Nel 1669 gli altari sono aumentati a sette, ma l’edificio si rivela insufficiente ad accogliere milleduecento anime, cosicché nel 1673 si provvede alla costruzione di una chiesa più ampia.
La chiesa attuale
L’attuale chiesa parrocchiale viene consacrata dal vescovo Arnaldo Speroni degli Alvarotti il 17 ottobre 1773 in onore alla B.V.M. ASSUNTA e a S. BENEDETTO ABATE. L’edificio allora constava della navata centrale e di una laterale. Successivamente, a metà del XIX secolo, a cura del parroco Giovanni Turri si procedette ad una ulteriore ristrutturazione e ad un ampliamento con l’aggiunta della terza navata (1859).
Gravemente danneggiata da un furioso incendio nel 1916, venne presto riparata e consacrata dal vescovo mons. Anselmo Rizzi nel 1920. Negli anni ‘30 si procedette alla ristrutturazione del presbiterio e del coro. Con l’occasione il pittore russo Giuseppe Chiagigh (impegnato anche presso il Santuario di Lendinara) realizzò gli affreschi.
L’esterno
L’edificio inizialmente fu concepito ad aula unica. La facciata è infatti costituita da un corpo centrale scandito da quattro lesene, due angolari, due collocate ai lati del portale d’ingresso. La trabeazione ornata di triglifi e metope con motivi floreali stilizzati sorregge il timpano triangolare con pinnacoli angolari.
Tre nicchie si aprono in facciata: la centrale, sovrastante il timpano triangolare che corona la porta d’ingresso, accoglie la statua settecentesca della Vergine Assunta; in quella di destra è collocata la statua di S. Benedetto; in quella sinistra la statua di un Abate benedettino. Si tratta di opere di gusto convenzionale attribuibili ad un anonimo scultore veneto del XVIII secolo.
In corrispondenza delle due navate minori si profilano le ali laterali della facciata che si raccordano al corpo centrale con leggera voluta. Due porte rettangolari, minori di quella centrale, costituiscono le entrate laterali dell’edificio.
Sopra l’ingresso laterale destro è collocata una lapide, ricordo dei caduti della guerra del 1915-18 recante l’iscrizione: “VIVRANNO / IN ETERNA BENEDIZIONE / I GLORIOSI FIGLI DI GRIGNANO / CADUTI NELLA GRANDE GUERRA / PER LA DIFESA DI TANTI IDEALI / IL CIRCOLO CATTOLICO DI S. BENEDETTO / IN SEGNO DI GRATITUDINE / IL XIII GIUGNO MCMXX / POSE”.
L’interno
La navata maggiore è coperta da un soffitto lineare in muratura, restaurato una prima volta nel 1876 e affrescato probabilmente dal pittore Riccardo Cessi.
Nel 1901 la chiesa fu interamente pavimentata di marmo bianco, rosso e nero, con un motivo decorativo a rombi lungo la navata maggiore e a croci e a quadri nella zona del presbiterio, in sostituzione dell’antica pavimentazione settecentesca.
Nel profondo presbiterio absidato si aprono due finestre a vetri policromi. Il coro, rivestito di marmo, come il presbiterio, nel 1934, è illuminato da quattro finestre a lunetta.
Due piccole porte, collocate nel coro, introducono alle sacrestie; quella di destra immette in un locale, costruito tra il 1968 e il 1973 (al posto della vecchia e pericolante sagrestia) in funzione di cappella invernale.
L’altare maggiore
L’altare del XVIII sec. ha forma di tempietto, secondo una tipologia ricorrente a partire dalla fine del XVII secolo. Si presenta policromo: marmo bianco di Carrara, rosso di Verona, rosso arabescato e nero; zoccolo cm 27, basamento cm 25, paliotto cm 110 x 246 x 106; statue cm 165.
Sul basamento di marmo bianco, con intarsi marmorei rossi arabescati e neri, sono collocati due angeli a grandezza naturale in marmo bianco e un tempietto di forma parallelepipeda, con decorazioni nere e rosse e colonnine di marmo rosso dal capitello corinzio bianco, coronato da un cupolotto sul quale è posta la piccola statua del Redentore.
Il paliotto in marmo bianco e breccia viola, con teste di cherubino aggettanti su volute angolari di marmo giallo di Torri, reca al centro una preziosa scultura di marmo di Carrara, lavorata a bassorilievo, raffigurante Cristo morto vegliato da un angelo; la composizione è chiusa in un ovale.
Ai lati due angeli in legno policromo e dorato reggono le lampade votive. In alto, sull’asse dell’altare, è posto un ricco baldacchino di legno e stucco dorato.
La Sacrestia
Nella sagrestia, posta a sinistra del presbiterio, si trovano alcune tele interessanti, tra cui S. Benedetto in abiti vescovili di Giovanni Turri (attr.), XIX sec., olio su tela, cm 200 x 120. S. Benedetto, è raffigurato sullo sfondo di un’Abbazia, forse quella di Pomposa con ai piedi un cavedano. In secondo piano, a sinistra, stanno alcuni fedeli ritratti nell’atto di ricevere dai padri benedettini l’investitura della “Comuna”, particolare concessione livellaria di cui godono gli abitanti “originari” di Grignano a partire dal XV sec.
Di rilievo poi la pala con Cristo crocefisso tra la Madonna, San Giovanni e San Carlo Borromeo, opera di Pietro Muttoni, detto Pietro Vecchia.
All’esterno della Sacrestia, sopra l’ingresso, S. Pietro e parallelamente sul lato opposto S. Paolo, sculture di Pietro Baratta; XVIII sec. Marmo bianco di Carrara; cm 95 x 41 x 23. Entrambe le opere sono scolpite in un blocco unico di marmo ed animate da un’intensa energia.
Anche nella cappella che si apre a desta del presbiterio si trovano alcune opere di sicuro interesse, tra cui un’ancona intagliata e dorata del XVI secolo (già altare maggiore della chiesa di San Rocco) e una tela dello stesso periodo di pittore veneto rappresentante una Pietà, con Cristo in grembo alla Madonna e San Lorenzo e San Giovanni Evangelista ai lati.
Gli altari laterali
Il Primo altare a destra è dedicato a Sant’Anna. La pala che lo contraddistingue, “Sant’Anna insegna a leggere a Maria bambina”, riporta la data 1870 e la firma del parroco di quel periodo don Giovanni Turri che fu pittore e provvide all’ampliamento e all’arricchimento della chiesa. Al centro della composizione Sant’Anna in vesti semplici, nell’atto di indicare, amorevolmente, alla piccola Maria le pagine della Bibbia.
Il Secondo altare a destra è “L’ Altare del crocefisso”. Si suddivide in tre parti: nel vano della parte inferiore è disteso il “Cristo morto” avvolto nel sudario; al centro, nella nicchia rettangolare dal fondo marmoreo, è custodito un crocefisso ligneo, opera di artigianato veneto risalente agli inizi del XVIII secolo.
La parte superiore, sorretta da due colonne di marmo rosso con capitello corinzio, composta da uno trabeazione con cimasa ad arco spezzato e fregio riporta nell’iscrizione il nome del committente e la data di erezione dell’altare:
IOANNES A CECCIA GASPARI FILIUS CONSTRUENDUMIUSSET MDCLVIII.
Corona il fregio la statua marmorea di San Sebastiano.
Il Terzo altare a destra è dedicato a “Sant’Antonio da Padova”. All’altare si accede tramite due scalini di marmo rosso di Verona. E’ costituito da un alto basamento con alzata e nicchia che ospita la statua di fattura moderna di S. Antonio da Padova, mentre tiene in braccio il Bambino Gesù.
Il Terzo altare a sinistra In tutto simile al corrispondente altare di destra, è dedicato alla “Beata Vergine del Rosario”, in sintonia al rispettivo oratorio situato in località “Corsara” in Grignano, la cui festa, istituita da S. Pio V, ricorre il 7 di ottobre per commemorare la strepitosa vittoria della coalizione cristiana contro i Turchi nella battaglia di Lepanto, 1571. Nella nicchia vi è la statua della Madonna, solennemente benedetta il 14 ottobre 1906, che regge con la mano sinistra il bambino benedicente e tiene il Rosario nella destra.
Il Secondo altare a sinistra, “L’Altare di San Bellino”, testimonia l’antica devozione del paese di Grignano verso il culto del Santo che qui è effigiato in una statua in legno dorato: indossa i paramenti sacri con mitria e pastorale. Ai suoi piedi un cane mansueto lo osserva. L’altare marmoreo presenta il bel cornicione sorretto da due colonne corinzie più alte rispetto a quelle interne ioniche che sorreggono l’arco della nicchia nella quale si erge la figura del Santo. Sopra l’arco spezzato della volta dell’altare, si erge la figura di un putto con la croce che poggia su piattaforma marmorea nella quale si legge la seguente iscrizione: PIIS ELLEMOS/COM.TIS GRIGNANI CONSTRU/JOANNE NOVI I.V.D AC RECTORE ANNO MDCCII.
Nel Primo altare a sinistra, una tela rappresenta “San Benedetto e Santi”. Il Santo è raffigurato come un monaco vestito di bianco, mentre indica due pesci cavedani ai suoi piedi. Un riferimento questo al canone annuo, pagato solitamente in natura dagli abitanti di Grignano, ai monaci benedettini di Pomposa in cambio del godimento perpetuo di un terreno <<ad migliorandum>> di proprietà dell’Abbazia. In secondo piano sono raffigurati altri santi che sembrano sorreggere la figura di San Benedetto: S. Biagio, in abiti vescovili, il cui culto era diffuso nel territorio in epoca medievale; S. Lucia che offre al cielo su un piatto i suoi occhi e Sant’Agata che a torso nudo giace sulla destra con un panno stretto al seno. Nello spazio superiore è raffigurato un angelo fra le nubi. Il dipinto meriterebbe un dignitoso restauro.
Il Battistero
La chiesa accoglie la vasca battesimale del XVI sec. in un vano ottagonale aperto nel 1909 a destra dell’ingresso laterale destro. Il Fonte battesimale (1563; marmo rosso di Verona; cm 105 x 105 x 105), ha forma ottagonale e reca lungo il fianco l’iscrizione con la data. LAVACRUM REGENERATIONIS EXPENSIS COMUNIBUS VIL. GRAG. MDLXIII.
Tre lati del poligono sono inoltre decorati da tre stemmi gentilizi raffiguranti un’incudine e un martello il primo, un albero beccato da un uccello il secondo; un acquaiuolo che fa uscire l’acqua da un vaso, capovolgendolo con l’imboccatura verso terra, il terzo.
Il fonte è una preziosa testimonianza degli arredi cinquecenteschi dell’antica chiesa di Grignano, citato nella visita pastorale del vescovo Canano, del 1576, successivamente fu posto nel battistero nuovo eretto nel 1603 e in seguito collocato a destra dell’ingresso laterale di destra, nel moderno vano ottagonale restaurato nel 1959 dopo il crollo del tetto.
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Come citare questo articolo
Carlo Alberto Rossi. “La Chiesa di Grignano Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 43, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-chiesa-di-grignano-polesine/