Concludiamo la pista di ricerca sui personaggi fiessesi illustri distintisi presso la capitale del Ducato Estense tra XV e XVI secolo, iniziata col numero 41 del «Ventaglio», proponendo l’ultima interessante biografia, quella del miniatore Sigismondo da Fiesso.
Don Sigismondo da Fiesso e le miniature del Museo del Duomo di Ferrara
La figura di Don Sigismondo da Fiesso (1502-1565), del tutto dimenticata, riemerse attorno al 1970 grazie alle scoperte del ricercatore locale Dino Scaranari (1925-1980), anche se un suo studio approfondito risale solamente al 1985, quando, in occasione dei quarant’anni della fondazione della Scuola Media del paese, intitolata a Guido Gozzano, l’allora preside dell’istituto, prof. Giuseppe Zanni Ulisse, unitamente al parroco mons. Giacomo Prandini, mise in luce l’opera di questo artista, al quale in seguito il Consiglio Comunale di Fiesso intitolò pure una strada di recente realizzazione, con uno studio e una mostra al riguardo.
Per conoscere meglio questa interessante figura è necessario spostarsi al Museo dell’Opera del Duomo di Ferrara, ospitato fino a pochi anni fa in un locale attiguo all’edificio sacro e trasferito in seguito nel chiostro dell’ex chiesa di S. Romano.
Al suo interno si possono oggi ammirare ben ventidue libri corali, graduali e antifonari di notevoli dimensioni, miniati per il Duomo cittadino da diversi artisti in un periodo di tempo compreso tra il 1473 e il 1534, anno della morte di Alfonso I d’Este (1476-1534), come risulta anche dai mandati di pagamenti ai loro autori. Tra questi, i frati francescani Fra’ Evangelista da Reggio e Fra’ Evangelista Tedesco, Giovanni Vendramini da Padova, Cesare Dalle V[i]eze, Don Paolo Conchella, Don Francesco Bisucci, Martino di Giorgio da Modena e Jacopo Filippo Argenta (1438-1501), personaggi questi che dunque operarono nello stesso periodo storico in cui visse Don Sigismondo da Fiesso.
L’arte della miniatura, molto importante tra XIV e XV secolo, si avviava in epoca rinascimentale al suo declino, anche se nel caso dei Corali di Don Sigismondo il risultato è ancora notevole.
Il Corale numero 20
Il Don Sigismondo da Fiesso, sacerdote «Capelano», avviato all’arte della miniatura attorno al 1515, è autore del Corale numero 20, scritto nel 1532 da «Don Ambrogio da Cremona Capelano» (come da atto notarile di Nicolò Lavezzoli del 23 febbraio 1532). L’artista che realizzò il libro, «miniato ed ornato di rabeschi l’anno 1534 (…) per cento lire», viene ripetutamente nominato nel Libro XX della Fabricha del Duomo ferrarese (foglio 144; 45).
Il libro è l’Uffizio del comune de’ confessori Pontefici e non Pontefici, Vergini e non Vergini e de’ Morti. Come ricchezza di particolari, vivacità di colori e finezza di lavoro, si presenta senza dubbio fra i più interessanti della collezione: da notare la ricchezza degli elementi decorativi quali mascheroni, grottesche e tralci, che denotano un tipico gusto rinascimentale. Osservandoli oggi, nonostante i secoli trascorsi e le loro ormai ingiallite pagine, appaiono ancora vivi di un’intensità particolare, testimoni di un antico e prezioso passato da valorizzare e conoscere sempre meglio.
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Come citare questo articolo
Marco Chinaglia. “Sigismondo da Fiesso (1502-1565)”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/sigismondo-da-fiesso-1502-1565/
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