La Fondazione e primi anni
Delineare la storia di un istituto scolastico significa seguire un tracciato diacronico con il relativo carico di esperienze umane e il fitto intreccio di rapporti che è stato vissuto da istituzioni diverse, al fine di fornire un servizio formativo destinato alla collettività.
Proprio nell’ottica di tale funzione sociale nacque a Rovigo, nel 1904, l’Istituto Tecnico, come naturale prosecuzione della Scuola Tecnica, un corso che seguiva quello delle scuole elementari. Fu proprio un giovane insegnante di Computisteria della Scuola Tecnica, Ferruccio Viola¹, ad impegnarsi affinché, con l’appoggio della Giunta Municipale presieduta da Amos Bernini, si concretizzasse tale progetto.
Con il contributo di 2000 Lire fu possibile riadattare alcuni locali di una costruzione abbastanza fatiscente, situata nei pressi del Ponte del Sale, nell’attuale Via Trento. Di antica fondazione, tale edificio era stato sede della Casa degli Orfani² a partire dal 1600, per essere poi parzialmente destinato ad ospitare, dal 1860, l’Imperial Regio Ginnasio Liceale³.
Il Prof. Viola ideò fin dall’inizio, con ammirevole lungimiranza, un’articolazione di indirizzi di studio che offrisse ampie possibilità di scelta: dopo un primo anno comune, infatti, la Scuola era divisa in tre corsi, Fisico-Matematico, Agrimensura e Ragioneria , tutti della durata di tre anni.
I lusinghieri risultati conseguiti in termini di iscrizioni e di prestigio, dovuti alla tenacia del Prof. Viola, che aveva assunto l’incarico di Preside, nonché ad un corpo docenti altamente qualificato⁴ e ad una attrezzatura didattica di tutto rilievo, portarono, nel 1906, al trasferimento dell’Istituto in una sede più idonea: Palazzo Montalti.
Tutto ciò costituì la premessa per la richiesta di pareggiamento, presentata nel marzo 1907 e sollecitamente accolta nel giugno dello stesso anno, dopo un’ispezione ministeriale. In conseguenza di tale atto l’Istituto fu in grado di rilasciare un titolo di studio riconosciuto dallo Stato.
I principi educativi e l’organizzazione scolastica
Nel proprio ruolo di Preside F. Viola tendeva sempre a conferire centralità alla figura dello studente. Dai verbali dei Consigli dei Docenti si coglie la vocazione a concepire la scuola non solo come un luogo di preparazione professionale ma anche, e soprattutto, come uno strumento di formazione dei cittadini.
La globalità della funzione educativa fu suggellata anche da un altro fatto: a seguito della commemorazione di Edmondo De Amicis, avvenuta l’11 marzo 1909, ad un anno esatto dalla morte dello scrittore, maturò la scelta di intitolare l’Istituto al romanziere ligure; così la Scuola non legò il proprio nome né ad un uomo di scienza né ad un economista ma ad uno scrittore che aveva largamente attinto ai buoni sentimenti e all’ambiente dell’istruzione.
Come era organizzato un istituto superiore nei primi anni del ‘900? Le lezioni erano articolate dal lunedì al sabato, con scansione sia mattutina che pomeridiana, per un totale di 30 ore. Le materie, tranne che nella prima classe di indirizzo comune, ricalcavano quelle degli attuali corsi di studio del Liceo Scientifico, dell’Istituto Tecnico per Geometri e dell’Istituto Tecnico Commerciale.
E’ sul versante della disciplina, invece, che emergono sostanziali differenze. Alcuni articoli del “Regolamento disciplinare interno”⁵ sono esemplari, in proposito: “E’ severamente vietato di fumare e di portare bastoni (sic) all’interno dell’Istituto o davanti alla porta d’ingresso” oppure: “Gli alunni dovranno entrare nell’atrio di ingresso 5 minuti prima del principio delle lezioni. Le alunne invece, appena entrate nell’Istituto, dovranno passare direttamente nella stanza loro destinata e quivi attendere la bidella che le accompagnerà, a tempo debito, nelle rispettive aule”.
Non erano rare le sanzioni disciplinari a carico degli studenti in conseguenza di zuffe o di risposte sgarbate rivolte ai docenti. In un caso, che oggi può far sorridere, ad uno studente fu inflitta addirittura l’espulsione; i fatti si svolsero in tal modo, come riportato da un docente in un Verbale dell’epoca: “Fu interrogata la signorina N.N. e l’alunno N.N. mi chiese il permesso di farle una domanda. Io acconsentii; e l’alunno, nella generale sorpresa, che tosto lessi nei volti conturbati, domandò:”Vari modi di riproduzione”, titolo di un sottocapitolo al quale era stato accennato molto brevemente in una lezione, durante la quale le Signorine erano state condotte a visitare il Museo Civico”⁶.
L’evoluzione successiva
A diciotto anni dalla sua fondazione e a quindici anni dal pareggiamento nel 1922 il “De Amicis” ottenne il riconoscimento più qualificante, che gli permise di divenire un istituto statale: la regificazione⁷. La Riforma Gentile⁸, dando un nuovo assetto agli indirizzi della scuola italiana, rivoluzionò gli equilibri all’interno del “De Amicis”: infatti fu soppresso l’indirizzo fisico-matematico e all’inizio dell’a.s. 1923-1924 fu istituito a Rovigo il Liceo Scientifico.
Nel periodo susseguente la Seconda Guerra Mondiale le iscrizioni conobbero una crescita progressiva: un istituto con due indirizzi così professionalizzanti richiamò, infatti, non solo l’attenzione delle famiglie borghesi, che avevano tradizionalmente sostenuto con le proprie scelte la nascita e il primo sviluppo della Scuola, ma anche di quelle che, in seguito al boom economico, potevano godere di un maggior benessere e quindi erano in grado di investire anche nella formazione culturale e professionale dei propri figli.
Nel 1950 venne così istituita una sezione staccata ad Adria, per venire incontro alle esigenze dei sempre più numerosi studenti che provenivano dal Basso Polesine e dalla zona limitrofa della Provincia di Venezia. Nel 1953 l’Istituto adriese ottenne l’autonomia.
Nel 1954 il “De Amicis” si trasferì dallo storico Palazzo Montalti al nuovissimo edificio fatto costruire per ospitare il Liceo Scientifico, in Via Parenzo; solo dopo tre anni si approdò alla sede definitiva, prospiciente il Liceo Scientifico, al momento dotata di spazi sufficienti anche per i laboratori e le aule speciali. Nel 1965, però, si toccarono le mille iscrizioni; così dall’anno scolastico 1967-1968 la sezione Geometri diede vita ad un Istituto autonomo, l’attuale I.T.G. “A. Bernini”.
A più di sessant’anni dalla sua fondazione il “De Amicis” divenne esclusivamente un istituto tecnico commerciale, la “Ragioneria” di Rovigo, come normalmente viene denominato. Molti “rami” nel corso degli anni si erano staccati dal “tronco” ma questo era rimasto più forte e vitale che mai.
A partire dall’anno scolastico 1970-1971, visto il costante incremento delle iscrizioni e preso atto dell’elevato numero di alunni provenienti dall’Alto Polesine, fu istituita una sezione staccata a Lendinara, che diverrà autonoma dieci anni dopo, nel 1980.
Il 1989-1990 fece segnare per l’Istituto un record nelle iscrizioni, in assenza di sedi staccate al di fuori del Comune di Rovigo: 1364 alunni, ripartiti negli indirizzi Amministrativo, Commercio Estero e Programmatori. Ciò costrinse la Presidenza, in accordo con l’Amministrazione Provinciale, a predisporre diverse soluzioni logistiche: i locali del Collegio Vescovile “Angelo Custode” in via Sichirollo, gli spazi offerti dal Palazzo “Campo” in Via Silvestri, alcune aule dell’I.P.C. in via De Gasperi, di nuovo Palazzo Montalti e infine alcuni padiglioni dell’ex Ospedale Civile, in via Badaloni. Nella seconda metà degli anni ‘90, infine, l’Istituto si ricompose nei due edifici di Via Parenzo, attuale dislocazione.
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Come citare questo articolo
Enzo Scanferlini. “I cent’anni dell’I.T.C. “De Amicis””. Ventaglio Novanta, n. 28, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-centanni-delli-t-c-de-amicis/