Beppe Grillo a Porto Viro: un evento promosso dal Coordinamento Provinciale dei Comitati per la Difesa dell’Ambiente e da Sheriff Promoter per parlare di energia, di salute e non solo, un evento che per i temi trattati e per i toni usati sicuramente rimarrà nei ricordi di quanti, a migliaia, dalla provincia e dintorni si sono riversati la scorsa estate nella cittadina bassopolesana, invadendo Piazza della Repubblica, affollata come non mai.
Vulcano, ciclone, fustigatore di costumi, moderno Savonarola, osannato dai suoi estimatori, un semplice “guitto” invece per i denigratori, Grillo – che di sé ha detto “Sono di Genova e facevo il comico” – per più di due ore (peccato per l’impianto audio che funzionava a singhiozzi!) ha catturato l’attenzione degli spettatori. Non il solito show con satira verso i politici e la società dei consumi di oggi giorno, ma un dibattito pensato ad hoc per le genti del Polesine, terra di straordinaria bellezza e valore naturalistico, ma anche territorio con non poche contraddizioni e pericoli dal punto di vista ambientale.
Salito sul palco tra gli applausi di una folla oceanica, Grillo ha esordito sottolineando come noi polesani siamo tra le popolazioni più a rischio di malattie tumorali: causa prima la centrale Enel di Polesine Camerini che per anni ha bruciato olio combustibile, aprendosi ora alla nuova prospettiva di una riconversione a carbone. Un combustibile questo – secondo Grillo e il Comitato provinciale degli ambientalisti- altamente inquinante che apporterà un ulteriore e gravissimo danno al Delta.
“Il carbone è il killer del mondo, poco economico e dannoso per la salute umana”, ha gridato Beppe Grillo, scagliandosi contro l’ipotesi di utilizzare tale propellente per la centrale termoelettrica di Porto Tolle. “Vogliono convertirla a carbone, facendoci credere che non sia dannoso. Ma il carbone è ancora più inquinante dell’olio combustibile finora usato e che ha causato comprovati danni irreversibili all’ambiente e alle persone”.
A supporto delle teorie esposte da Grillo in fatto di inquinamento e di incidenza di malattie tumorali presenti nel territorio deltizio, tecnici, docenti universitari e ricercatori come il Dott. Stefano Montanari, titolare del laboratorio di Nanodiagnostics di Modena, che ha rilevato come le nanoparticelle emesse dalla combustione del carbone non vengono eliminate, ma finiscono nell’aria, vengono inalate delle persone creando dei granulomi che a lungo possono sfociare in tumori. Inoltre la diffusione di queste particelle è altissima: il loro raggio di azione si spinge a migliaia di chilometri, al punto che sono state rintracciate addirittura ai poli della Terra.
Da qui, pertanto, l’invito del fustigatore genovese, alla luce di questi dati e sulla scia di esempi di questo tipo visti in altre parti del mondo, a pronunciare un deciso “no” ad un simile impianto a carbone: “Voi cittadini non dovete lasciare che gli altri decidano per voi sul vostro ambiente ma prima di tutto sulla vostra salute; dovete mobilitarvi e opporvi a chi vuole realizzare proprio qui una centrale a carbone e fare del delta una piattaforma energetica. In altri luoghi d’Italia e del mondo questa battaglia è stata vinta puntando su fonti di energia alternative e rinnovabili.
Abbiamo a che fare con dei piromani che chiamano gli inceneritori termovalorizzatori e definiscono i rifiuti materia prima. Tutto perché non abbiamo un piano energetico per la nostra nazione; con quello attuale siamo nella m…”.
Poi, con verve appassionata e atteggiamenti da Orlando Furioso, brandendo il microfono a mo’ di durlindana, Grillo ha scagliato profondi fendenti contro coloro che, per bieco profitto, avvelenano l’acqua, disboscano le foreste, ci appestano con venefici agenti chimici, rischiando di innescare reazioni a catena incontrollabili. “Chi sono questi angeli neri del potente dio denaro, che vogliono ridurre tutto a mercimonio, contrabbandando per progresso quella che è una cultura di m…morte? E giù i nomi, tanti, in primis le multinazionali, ma per restare in casa nostra, i responsabili del sovvertimento ambientale del Delta, opere insensate individuate, oltre che nella centrale di Porto Tolle, cui sono stati indirizzati gli strali più duri, nel terminal gasiero, nella erigenda centrale a turbogas di Loreo, nella macroarea industriale di Ca’ Cappello.
E i politici nostrani? Per Grillo si tratta per lo più di “ostaggi dei grandi gruppi”. Infine, prima di lasciare il palco, un appassionato appello: “Il Polesine è un territorio bellissimo, con tante risorse, non rovinatelo col carbone, un combustibile del passato”.
Lo show di Grillo aveva anche l’obiettivo di raccogliere fondi a favore del dottor Stefano Montanari per l’acquisto di un microscopio a scansione ambientale per continuare la ricerca sulle nanopatologie: il pubblico ha risposto all’invito, cosicché il ricavato della serata si è concretizzato in 9354 euro.









