Pubblicità

Archivi: Articoli d’archivio

  • Diari di scavo

    Diari di scavo

    Diari di scavo è un progetto che si impernia su nuovi linguaggi di narrazione del nostro passato attraverso un percorso emozionale. Si sostanzia in una serie di cortometraggi mediante i quali vengono messi in risalto le principali scoperte archeologiche del nostro territorio, dagli ultimi decenni del Novecento fino alle indagini più recenti e aggiornate. Frattesina, con la necropoli di Narde e il Fondo Zanotto, Campestrin, Chiunsano, San Cassiano e Rovigo, nel luogo dove sorgeva il carcere cittadino e prima ancora il convento della SS Trinità, sono i siti soggetti dei cinque filmati realizzati dai registi rodigini Camilla Ferrari e Alberto Gambato, dalla durata di circa cinque-sei minuti ciascuno. Ogni filmato introduce la storia e i protagonisti degli scavi archeologici del territorio polesano, da cui provengono i reperti esposti nelle sezioni museali del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo. I reperti, la loro origine, il loro significato, il contesto storico-ambientale a cui sono riferiti vengono presentati attraverso modalità evocative, emotivamente coinvolgenti, con alcune sequenze animate e musiche originali, l’utilizzo di speciali tecnologie di ripresa e appositi set scenografici. Per raccontare negli anni le scoperte del Museo dei Grandi Fiumi, fin dalla sua origine innovativo e interattivo, è stato scelto un linguaggio originale in cui il visitatore può immergersi come in una un’esperienza di storia vissuta. Sono state anche utilizzate riproduzioni di archeologia sperimentale, documenti d’archivio, rassegna stampa storica, fotografie d’epoca, cartografia antica e carte topografiNuovi linguaggi per riscoprire antichi siti archeologici del Polesine che moderne, che a loro volta contribuiscono a comporre e alimentare il patrimonio culturale del Museo. Nelle registrazioni sono stati coinvolti archeologi, ricercatori, esperti e testimoni diretti delle attività di indagine, valorizzando le personalità che hanno contribuito a costruire l’identità del Polesine in ambito archeologico di rilevanza internazionale. Il progetto è stato promosso e coordinato dal Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo e fin da subito sostenuto da Fondazione Banca del Monte di Rovigo in collaborazione con Fondazione Rovigo Cultura, godendo dell’autorizzazione del Ministero della Cultura. L’iniziativa è stata presentata lo scorso 25 gennaio in Pescheria Nuova a Rovigo ed è tutt’ora in fase di divulgazione. Ulteriori eventi sono programmati al Museo dei Grandi Fiumi al fine di divulgare il progetto e i video che saranno presto pubblicati in rete. A breve sarà messo in circolazione materiale cartaceo e grafico di supporto mediatico con l’intento di incuriosire ed attirare l’attenzione sul Museo e sulle azioni di promozione culturale e turistica.

    Il Presidente Giorgio Lazzarini spiega le motivazioni della partnership e del sostegno al progetto di Fondazione Banca del Monte di Rovigo

    “La Fondazione Banca del Monte di Rovigo è impegnata a valorizzare il territorio polesano tutto ed il suo patrimonio culturale, in cui è compreso anche quello archeologico che è molto importante per definire una identità storica sociale e culturale che trova espressione nel Museo dei Grandi Fiumi. Ciò in linea con le finalità istituzionali del nostro Ente. Il progetto “Diari di scavo” arricchisce i contenuti del Museo cittadino, già di per sé di valore, attraverso una comunicazione più accattivante e di più facile divulgazione, in linea con le innovative politiche delle esposizioni museali. Il progetto valorizza altresì l’impegnativo lavoro di conoscenza, approfondimento e passione delle diverse figure coinvolte negli scavi archeologici richiamati nei filmati presentati. L’auspicio della Fondazione è che tale progetto dia come frutto un incremento di interesse e di visitatori del Museo quale sito suggestivo e rappresentativo della città e del Polesine. La Fondazione Banca del Monte di Rovigo, infine, non può non apprezzare i giovani artisti rodigini Camilla Ferrari e Alberto Gambato, che hanno già ottenuto riconoscimenti in campo nazionale per gli ottimi lavori svolti, come esempio per tutti i giovani polesani di ricercare nel territorio di origine spunti di attrazione per coltivare un proprio percorso professionale. La Fondazione auspica l’impegno di tutte le realtà polesane affinchè si adoperino per la divulgazione dei filmati anche ideando percorsi didattici sui vari temi, che la Fondazione si rende disponibile a sostenere.”

  • In ricordo del prof. Luigi Costato

    In ricordo del prof. Luigi Costato

    generosamente per la propria città, nei ruoli presieduti, lasciando tracce Grazie significative e ben indiviprofessore! el primo anniverduabili di un impegno prosario della scomparsa del fessionale, culturale e prof. Luigi Costato, la sociale. Fondazione Banca del L’idea di raccogliere in Monte di Rovigo, di cui il una stampa selezionati arprofessore è stato presiticoli dal quotidiano La dente dal 2013 al 2021, ha Voce, condivisa totalmente voluto organizzare due con tutti i componenti eventi per onorarne la medegli organi statutari della moria e ricordare la sua fiFondazione, è nata dall’atgura. tuale presidente Giorgio Dopo l’emozionante Lazzarini che ha ritenuto concerto eseguito in Rorappresentasse la forma tonda lo scorso 6 ottobre più agevolmente accessiin collaborazione con l’Asbile e il modo più coerente sociazione Corale Melos e per tratteggiare la figura e con l’Orchestra Fiati Veper presentare le riflesnezze del Conservatorio cittadino (Ventaglio sioni del professore. “Tali testi rivelano la can. 66/2025), la Fondazione ha presentato la pacità di lucida analisi del professore e pubblicazione “Grazie professore!” il succesinducono a ragionamenti. Questi sono sivo 14 dicembre nella Sala degli Arazzi di spesso da ritenersi suggerimenti concreti Palazzo Roncale. per possibili soluzioni, espresse sempre con Quest’ultima iniziativa editoriale preestrema chiarezza e correttezza, usando senta una raccolta di articoli che il prof. Cotoni mai imperativi, semmai dimostrativi di stato ha scritto su argomenti diversi dal 2012 autorevolezza derivante da profonda cultura al 2021 per il quotidiano La Voce di Rovigo. generale e specifiche conoscenze” spiega il Testi selezionati e rappresentativi della vidott. Lazzarini. “Il volume “Grazie professione dell’illustre cittadino sono suddivisi in sore!” è l’omaggio della Fondazione Banca cinque sezioni: Rovigo, eccellenze e criticità; del Monte di Rovigo al professor Costato riLa politica, leggi, ordinamenti…… quali richiamando il titolo del libro che egli stesso forme? La Comunità Europea; Economia e ha dedicato, qualche anno fa, alla città che Finanza; Una società in evoluzione. Gli arl’ha accolto e a cui è rimasto indelebilmente ticoli evidenziano la statura dell’imprendilegato. L’iniziativa, inoltre, interpreta il detore, del docente, dello studioso ma anche siderio di riconoscenza di molte persone che della persona che affronta temi sociali con hanno conosciuto il professore e che dalla umanità e rivela la grande passione per lo frequentazione ne hanno tratto insegnasport e per la musica. mento ed ispirazione” conclude il presidente “Grazie professore!” è sembrato il titolo che sul libro ha voluto inserire la sua intropiù adatto per questa pubblicazione, produzione a spiegare l’idea e la motivazione getto della Fondazione che ha inteso omagdella scelta del progetto editoriale. giare e far conoscere “da vicino” una La pubblicazione è arricchita da testimopersonalità di grande spessore che si è spesa nianze di alcune personalità che con il proN fessor Costato hanno collaborato in molteplici ambiti in cui egli era attivo quale autorevole riferimento: Ferninando Albisinni dell’Accademia dei Georgofili di Firenze; Pier Luigi Bagatin, attuale presidente dell’Accademia dei Concordi; Paolo Borghi, docente di Diritto agrario e di Diritto dei prodotti alimentari del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara; Alberto Garbellini direttore de La Voce; Fausto Merchiori, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cariparo, già sindaco del Comune di Rovigo, già presidente del Conservatorio F. Venezze, già presidente della Fondazione per lo sviluppo del Polesine in campo letterario, artistico e musicale; Vincenzo Soravia, direttore del Conservatorio Statale di Musica Francesco Venezze di Rovigo; Francesco Zambelli, imprenditore e presidente della Rugby Rovigo Delta. Il libro è stato consegnato in omaggio al pubblico in sala; inoltre è stato successivamente distribuito alle biblioteche pubbliche e scolastiche della provincia di Rovigo a cura della Fondazione Banca del Monte di Rovigo in collaborazione con il Servizio Interprestito della Provincia di Rovigo.

    La Fondazione Banca del Monte di Rovigo, ente non profit, opera nel territorio in cui è storicamente radicata nell’ambito dei settori istituzionali di intervento che riguardano l’arte e la cultura; la formazione, l’educazione, l’istruzione; il volontariato; lo sport dilettantistico giovanile. Mette a disposizione della comunità le proprie risorse tramite progetti promossi in seno alla Fondazione e da altre realtà del territorio valutati meritevoli di sostegno. Con questa rubrica la Fondazione intende dare conto alla collettività del proprio operato illustrando alcuni degli interventi realizzati. La rivista Ventaglio novanta diviene quindi uno strumento di comunicazione dell’operato della Fondazione ed altresì veicolo di divulgazione e di valorizzazione del territorio polesano e della sua vivacità. Per tale motivo la Fondazione si impegna a distribuire la rivista a tutte le biblioteche pubbliche del Polesine, nella convinzione anche di offrire un mezzo accessibile di approfondimento e di rafforzamento della consapevolezza identitaria.

    FONDAZIONE BANCA DEL MONTE ROVIGO – P.zza Vittorio Emanuele II n° 48 ­ Rovigo www.fondazionebancadelmonte.rovigo.it

  • Cinema e tv sul set di Bottrighe

    Cinema e tv sul set di Bottrighe

    Ènoto come il Polesine sia stato (e continui ad essere) un ambiente di richiamo per registi e amatori della cinematografia. Sorprendente è verificare come, in particolare, il territorio di Bottrighe abbia suscitato l’interesse per tante riprese cinematografiche e televisive. Vediamo. Nel 1956 fecero qui la loro prima comparsa le macchine da presa per il film “Uragano sul Po” con Raf Vallone. Nel 1957 per “Addio alle armi”, con una scena, girata sul troncone del vecchio ponte ferroviario sul Po della linea Adria-Ariano, demolito nel 1971, ultimo residuo di guerra. Alle riprese parteciparono in veste di comparse molti concittadini. Nel cast Vittorio De Sica, Alberto Sordi e Rock Hudson. In una scena, quest’ultimo attore si getta sul Po, saltando dai resti del ponte ferroviario. Nel 1960, sullo stesso ponte bombardato, fu la volta della troupe di “Tutti a casa” con

    Alberto Sordi, Carla Gravina, Nino Castelnuovo, Serge Reggiani Eduardo De Filippo, per la regia di Luigi Comencini. Nel 1971, lungo l’argine del Po, tra Bottrighe e Mazzorno Sinistro, una troupe diretta da Tinto Brass girò una scena del film “La Vacanza” con Vanessa Redgrave e Franco Nero. Nel 1974 altre scene sul fiume Po vennero riprese per il film “La nipote” del regista Nello Rossati, oriundo bottrighese. Nel 1985 le riprese de “La donna delle meraviglie” di Alberto Bevilacqua. Qui, la presenza dei vip, come Claudia Cardinale, Lina Sastri, Flavio Bucci e Ben Gazzara, attirarono molte persone per assistere al lavoro dei cineasti. Nel 1998 il regista ferrarese Alberto Gigante scelse Bottrighe per il suo mediometraggio, destinato a concorsi cinematografici, “Un Santo ribelle”, al quale parteciparono in veste di comparse ed attori diversi cittadini del luogo. L’unico attore professionista era il rodigino Giuliano Scaranello. Nel 2001, Benito Cominato, imolese, nativo di Bottrighe, realizzò un documentario sul paese dal titolo “Bottrighe 2000”, presentato in occasione della inaugurazione della sala polivalente di piazza della Libertà. Ed ancora, nel 2006, le riprese di alcune scene de “La giusta distanza” del regista Carlo Mazzacurati. Nel 2009, coinvolgendo alcuni componenti del locale gruppo folk “Bontemponi”, il regista Ferdinando De Laurentis girò, a tenuta Rossetta di via Carlina, due scene del film “Avanti sempre, sempre avanti”, sulla vita di suor Chiara Nanetti, la prima santa polesana. La regista adriese Anita Gallimberti scelse il set di Bottrighe per alcuni suoi film: “El canfin de vero” (2018), “Disime la vostra, che mi ò dito la mia” • Bottrighe, da sx Paolo Ruzza con Giuliano Scaranello nelle (2019), “Finchè il destino rirpese del film non ci separi” (2019) e

    “Dove ti porta il fiume” (2020) partecipando con ogni sua produzione nella sezione veneta della Mostra Internazionale del cinema di Venezia. Infine, nel febbraio 2023, una troupe di Rai Storia girò le scene del documentario “Bottrighe, zucchero amaro”, sulla storia della bieticoltura italiana e sui resti del locale zuccherificio, che fu tra i più importanti d’Italia. La trasmissione, all’interno del rotocalco “Telemaco”, fu realizzata da Nicola Maranesi. A Bottrighe, con il giornalista, anche la collega Charlotte Marincola, due operatori ed il capo regia Stefano Chimisso. Nell’interessante programma televisivo – oltre a diverse scene realizzate in centro paese e nell’area dell’ex opificio, con interviste a studiosi e persone del posto – furono proposti anche degli spezzoni originali della fabbrica in funzione durante la penultima campagna saccarifera del 1990 ripresi da Luigino Zanforlin, un amatore appassionato cineasta, allora operaio dipendente di una cooperativa all’interno dello zuccherificio. E la storia continua…

  • Premiato il Comune di Frassinelle

    Premiato il Comune di Frassinelle

    Il 7 aprile, il Comune di Frassinelle Polesine ha avuto l’onore di ricevere un prestigioso riconoscimento dal Cad sociale nazionale. Durante una cerimonia tenutasi presso il Teatro Casa del Popolo di Frassinelle, l’Amministrazione è stata insignita del premio “Cad Web Radio”, un attestato di merito che celebra l’impegno nella promozione della cultura, dell’arte cinematografica e dello spettacolo attraverso Radio NP Noi Protagonisti. Questo importante riconosci- • Thomas Toffoli (responsabile Dipartimento cinema e spettacolo del Cad) premia il sindaco di mento è stato conferito dal DipartiFrassinelle, Marco Rossi, la vicesindaco Martina mento del Cad nazionale, diretto dall’ing. Gerardo Salsano, che si ocMerlini, Luciano Secchiero cupa di ascolto e prevenzione del dizione a temi sociali e ambientali, un impesagio sociale. Radio NP Noi Protagonisti, con gno che ha trovato eco nelle comunità locali sede nel Teatro Casa del Popolo, è stata pree oltre. Grazie a programmi ben studiati, e a miata non solo per la qualità dei suoi conteuna programmazione che valorizza la munuti, ma anche per aver creato uno spazio sica originale legata al territorio, la radio ha culturale radiotelevisivo laboratoriale dove saputo conquistare un pubblico sempre più far esprimere nuove voci e talenti. ampio, con ascolti record che testimoniano Radio NP Noi Protagonisti si distingue la sua crescente popolarità. nel panorama radiofonico per la sua dediIl sindaco Marco Rossi, ha sottolineato l’importanza di avere una radio che non solo intrattiene, ma che educa, informa e sensibilizza l’ascoltatore su importanti questioni contemporanee. “Questo riconoscimento è un tributo alla dedizione e alla creatività di tutta la squadra di Radio NP Noi Protagonisti”, ha dichiarato Rossi, “che riesce a mettere in risalto le peculiarità del nostro territorio attraverso progetti coinvolgenti e innovativi.”

    Anche la vicesindaco Martina Merlini ha espresso la sua gioia per questo traguardo. “Radio NP rappresenta un vero e proprio gruppo su cui stiamo lavorando da tre anni – ha affermato -. Con il suo lavoro, riesce a dare voce a chi spesso rimane inascoltato, creando un ponte tra artisti emergenti, personaggi del territorio e il pubblico. È un onore per noi poter supportare una realtà così vitale e dinamica.” Uno degli aspetti più significativi del lavoro di Radio NP Noi Protagonisti è la sua costante attenzione ai temi sociali e ambientali. La radio ha dedicato spazi e programmi a questioni come la sostenibilità, la diversità culturale e l’inclusione sociale. Grazie a un team di professionisti appassionati e competenti, la radio ha creato un’atmosfera unica, che dà vita a un palinsesto ricco e variegato. Radio NP Noi Protagonisti è attualmente operativa con un team di 40 speaker, molti dei quali hanno avuto l’opportunità di crescere professionalmente attraverso il laboratorio formativo diretto da Ferdinando De Laurentis. Tra questi, c’è la consigliera regionale Laura Cestari, che contribuisce quotidianamente col programma “La Regione informa”, fornendo agli ascoltatori notizie aggiornate e approfondimenti sulle attività della giunta regionale; c’è l’influencer Mariachiara che manda novità ogni settimana dal Giappone e fa conoscere alle migliaia di followers Frassinelle e il Polesine attraverso Radio NP, e altre realtà importanti. Tra queste il videopoeta Stefano Caranti, l’influencer Terry, Francesco Tardivello, la psicologa Silvia Mesin, la professoressa Rosanna Beccari, la truccatrice Gilda Negrini, nonno Lorenzo, l’attore Pippo Santonastaso, la fatina Sonia, Davide Gallani e tante altre voci che riempiono il palinsesto giornaliero. Con questo prestigioso riconoscimento, Radio NP Noi Protagonisti continua a guardare al futuro con entusiasmo e determinazione. I progetti in cantiere non mancano: corsi di formazione per giovani talenti, collaborazioni con artisti locali, talk show e iniziative che renderanno il teatro un luogo di incontro e scambio culturale.

  • La finestra sul cortile

    La finestra sul cortile

    Storia della Associazione Culturale di Castelmassa, divenuta in 10 anni un importante riferimento per varie ed apprezzate iniziative on tutto il male viene per nuocere” afferma un proverbio, che si adatta perfettamente alla storia che ci accingiamo a raccontare. Tutto è incominciato a Castelmassa nel 2014: dopo una sfortunata partecipazione alle elezioni amministrative, il gruppo che aveva dato vita • Veduta del pubblico presente all’Atelier di Enrica Pellicciari a Castelmassa che ha ospitato la serata dal titolo “Libertà è ad una lista civica ha convoce di donna” alla presenza della prof.ssa Daniela Meneghini, vertito il proprio impegno docente di lingua persiana a Ca’ Foscari curatrice del volume lasciando l’agone politico “Fuorché il silenzio” ̀ per dare vita ad una Associazione Culturale in Il nome “La Finestra sul Cortile” nasce, grado di raccogliere e valorizzare interessi e infatti, dalla volontà di aprire una finestra stimoli diversi. simbolica attraverso la quale volgere lo sguardo sui problemi delle nostre comunità, affidandosi alla cultura come mezzo per imparare a gestire situazioni di disagio e, per quanto possibile, a fornire chiavi di lettura per tentare di risolvere le problematiche. L’intento è di fare rete con i paesi limitrofi per coinvolgere un’area più ampia che possa meglio rispondere alle sollecitazioni delle tematiche proposte finalizzandole ad un proficuo confronto di idee. A dieci anni dalla nascita, l’Associazione può tracciare un bilancio positivo, sottolineando la buona riuscita delle serate culturali incentrate su vari argomenti – medicina, letteratura, arte, fotografia, archeologia ed economia – che sono stati molto apprezzati. Cosicché, nel corso dell’ultimo anno l’Associazione si è particolarmente rinvigorita attraverso l’adesione di nuovi soci che hanno portato il loro fattivo e dinamico contributo alle iniziative messe in cantiere. Alcune di queste sono già state presentate, per esempio, in occasione della Giornata della Memoria con la proiezione di un video documentario di Gabriele Donati dal titolo “Il Confine di Brina” che ha trattato la vicenda di alcuni “passeurs” che hanno salvato la vita a numerosi ebrei evitando loro la deportazione. Successivamente è stata organizzata una conferenza preparatoria alla visita alla Mostra del Cinquecento ferrarese tenuta dal prof. Rambaldi che è stato anche la nostra guida nelle sale di Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Visita che si è conclusa nella Chiesa di Caposotto che ospita una Pala di Scuola Cinquecentesca di autore ignoto di particolare bellezza e importanza. A seguire la presentazione del numero 66 del Ventaglio90 che ha visto la partecipazione di un folto pubblico nella sala Consiliare di Castelmassa. Ancora numerose le presenze lo scorso 20 marzo alla serata dal titolo “Libertà è voce di donna” durante la quale è stato presentato il volume “Fuorché il silenzio” 36 voci di donne afghane curato dalla Prof.ssa Daniela Meneghini docente di lingua persiana presso l’università Ca’ Foscari di Venezia. A seguire altri eventi: il 14 aprile, il giornalista Marco Scarazzatti ha presentato il suo libro “La stanza verde. Da@dove digiti?” La prima parte dell’anno si concluderà con una serata di musica e le poesie dell’ultimo libro “Cammini” della prof.ssa Emanuela Greghi. L’entusiasmo dei soci e la voglia di partecipare non mancano per cui c’è la certezza che le attività della “Finestra sul Cortile” riprenderanno in autunno con nuove coinvolgenti proposte sulla collegata pagina Facebook.

    ̀

  • Territorio, ricordi, futuro

    Territorio, ricordi, futuro

    “Quando sei in dubbio, Meriadoc, segui sempre il tuo naso” J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli

    Questo il consiglio che il saggio e vecchio Gandalf dava ad un giovane Hobbit in cerca di una via da percorrere nell’oscurità. Per cui, qualora siate anche voi alla ricerca di qualcosa, magari di un’idea, di un pensiero divergente o di un ricordo sopito, vi consiglio di seguire il vostro istinto, perché potrebbe capitarvi di sentire il profumo e il suono della cultura provenire dalle finestre del secondo piano, di un edificio storico di Piazza XX Settembre a Crespino. La domanda sorge spontanea: perché spingerci fino a Crespino per andare a caccia di cultura? Perché da dieci anni a questa parte, la sede del Circolo culturale “Maganzesi”, ospita le lezioni dell’Università Popolare di Crespino, che accoglie tutti gli iscritti alla sezione locale dell’Auser, ma anche chiunque sia curioso di parole, esperienze, ricordi e scoperte. Che cos’è un’Università Popolare? In generale, come ci ricorda il sito regionale dell’Auser Veneto, le università popolari sono istituzioni di promozione sociale o volontariato. Nate in Italia alla fine del XIX secolo prendono forme e nomi differenti a seconda degli scopi e del pubblico a cui si rivolgono ma, per tutte, l’obiettivo comune è avvicinare cittadini e cultura. L’Università Popolare di Crespino, nata dalla voglia di creare un piccolo presidio di idee, è guidata da un gruppo di volontari che, con passione e impegno, ogni anno progettano, realizzano e promuovono il programma dell’Anno Accademico.

    Nel corso degli anni è emersa in modo nitido la vocazione della sede crespinese, che si potrebbe riassumere in tre parole chiave: territorio, ricordi, futuro. Ogni anno accademico ha infatti dato spazio a linee tematiche chiare a precise, prima fra tutte la valorizzazione del Polesine ad ampio spettro, partendo dalle realtà locali culturali fino alle esperienze imprenditoriali, passando attraverso l’enogastronomia, il paesaggio naturale, per arrivare alla lingua e alle tradizioni popolari. In questo solco si sono inseriti, come relatori dell’Università di Crespino, i grandi nomi del nostro Polesine, alcuni diventati ormai con molto da racconospiti fissi, primo fra tare, nonostante l’età, tutti Gianni Sparapan, per parlare di ciò che a che inaugura ogni anno loro sta più a cuore, che accademico. Molte le si tratti di arte, musica, tematiche trattate da storia o architettura. voci di spicco di un terPerché questa non è ritorio amato e vissuto solo un’università della con competenza e dediterza età ma un’univerzione: tre le tante lesità popolare. E qui zioni potremmo citare viene il punto: come quella dedicata alla • L’attestato di frequenza Socrate insegna, non “Corte Borellona” o le esiste discorso, comumonografiche su Temistocle Zona, Lina Mernicazione o insegnamento senza dialogo. lin, Giacomo Matteotti, Xanto Avelli. Ma per dialogare bisogna essere in due. E Poi ci sono i relatori che il territorio lo così l’Università esiste grazie ai suoi stuhanno raccontato attraverso il cinema, la denti, a chi la frequenta e partecipa, a chi musica e la radio partendo da realtà locali ascolta e interviene con aneddoti e testimocome la “Filodrammatica Crespinese” o TPR nianze. In un continuo scambio, dove la cul- – Tele Radio Polesine, la prima radio libera tura non resta un freddo e distante monolite del Polesine, per arrivare ai cortometraggi e ma diventa simile all’argilla delle sponde del al grande cinema da “Presi a caso” a “Banostro grande e bel fiume: viva, duttile e ciami piccina”. E poi c’è stato il teatro… malleabile, plasmabile e trasformabile. Cantanto teatro, dalla commedia veneta ai congiante. certi, come quello del coro “Vincenzo Ferrari E i colori che si riflettono sono anche Consort”. quelli di un mondo più vasto, che sa guarMa non dovete pensare che lo sguardo di dare lontano. Per questo è doveroso ricorquesta università sia tutto rivolto al passato. dare alcune grandi lezioni di questa piccola Tecnologia, scienza, informatica, industria, università: quella dedicata ai trapianti con il medicina e sport hanno sempre trovato spadirigente medico di Chirurgia Epatobiliare e zio: dalle lezioni dedicate al mondo digitale del Centro Trapianti di fegato dell’Università con le sue potenzialità e problematicità, la di Padova, seguita dall’incontro con la repiù recente delle quali ha trattato il tema sponsabile delle comunicazioni e delle reladell’intelligenza artificiale; fino agli incontri zioni della Fondazione Banca degli Occhi del di medicina e primo soccorso. E poi ci sono Veneto e quella dedicata all’Alzheimer e alla state le lezioni legate allo “stare bene” e a differenza che cure di esperti caregiver posun’alimentazione sana, cominciando da una sono portare. tavola di prodotti a km zero frutto dell’amore per la nostra buona terra. Riassumendo, non basterebbe un libro Andando alla ricerca nel lungo archivio per rendere giustizia tutti i relatori di questa di incontri dell’Università, troviamo tanti repiccola grande realtà, né per ringraziare tutti latori di Storia, dei grandi temi civili e le coloro che frequentano gli incontri e li ordonne, relatrici al femminile per dare voce ganizzano, anche perché, a ben pensarci, ci ai loro diritti e al femminismo. A tal propovuole coraggio a fare cultura oggi. sito nel corso degli anni le lezioni hanno spaCi vuole impegno e fatica. Ci vuole pasziato dal ruolo delle donne nel ‘68 a quello sione. delle eroine della letteratura, dalle mondine In una società dove l’ignoranza ostentata alle staffette partigiane. E restando in tema diventa valore e simbolo di forza, è nel ridi Resistenza, ritroviamo spesso questa paspetto e nell’apertura a nuove idee che la cogina di storia, insieme a quella della Shoah, munità cambia, progredisce, senza nulla così come alle ricorrenze chiave per la nostra schiacciare e nulla dimenticare. democrazia come il 25 Aprile e il 2 Giugno. Quindi, perché continuare? Perché imparare? E i giovani? Ci sono anche loro. Il PoleLa risposta potrebbe essere: perché anche sine è sempre stato orgoglioso dei propri radel nostro “pensare”, dobbiamo prenderci gazzi e l’Università Popolare di Crespino ha cura. Sempre. ospitato tesisti, giovani ricercatori ed esperti In fondo, “non è mai troppo tardi”.

  • Cartografica, il viaggio immobile

    Cartografica, il viaggio immobile

    Si è conclusa con grande successo, presso il Muvig di Canaro, la mostra “Cartografica, il viaggio immobile”, che ha attirato numerosi visitatori fin dalla sua apertura avvenuta il 24 novembre 2024. L’esposizione, inizialmente prevista fino al 26 gennaio, è stata prorogata fino al 23 febbraio 2025, grazie all’interesse suscitato tra il pubblico. Curata da Michael Miazzi, responsabile delle attività culturali del museo, e da Edoardo Zambon, collezionista e antiquario di Adria, la mo- • Il taglio del nastro alla presenza delle autorita ̀ stra si è inserita nell’ambito dell’allestimento permanente dediche carte geografiche del Polesine e incisioni cato al pittore rinascimentale Benvenuto Tisi d’epoca, creando un affascinante dialogo con da Garofolo. Distribuita su dieci sale, l’espola biografia e le opere artistiche del Tisi. sizione ha presentato una selezione di antiTra le opere di maggiore interesse, spicca una carta geografica stampata ad Amsterdam nel 1640, che illustra in dettaglio la configurazione politica e fisica del Polesine di Rovigo. Nella mappa, delicate velature acquarellate a mano delimitano l’antico confine che, passando proprio per Canaro, divideva i possedimenti ferraresi da quelli veneziani, confine già consolidato a fine ‘400 con la Guerra del Sale. Nella carta inoltre sono punteggiate in rosso le città maggiori e cinte da mura, visibili nel taglio di inquadratura sono quindi solo Rovigo e Ferrara. Altra curiosità, il delta del Grande Fiume non presenta la caratteristica marcata protuberanza sporgente sulla linea di costa così come già nelle mappe dei secoli successivi, essendo da poco stato fatto il taglio di Porto Viro 1604. Un altro documento significativo è la carta della Diocesi di Adria e Rovigo del 1788, commissionata dal vescovo Mons. Arnaldo Speroni degli Alvarotti, importante figura nel restauro della cattedrale di Adria. Inoltre, una delle principali attrazioni è la rappresentazione del corso del Po, una carta realizzata nel 1735 su cinque fogli che offre una visione estremamente dettagliata del fiume, dalle sue sorgenti al delta. L’esposizione ha registrato una partecipazione di gruppi e associazioni provenienti da tutta la provincia e anche da fuori, confermando l’alto valore della proposta culturale. Le visite guidate hanno offerto ai partecipanti un’opportunità unica di approfondire la storia e il significato delle carte geografiche esposte, in un ambiente che ha saputo combinare tradizione e innovazione. L’inaugurazione della mostra è stata arricchita dalla presenza del Presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, conferendo prestigio all’evento e riconoscendo il valore culturale dell’esposizione. Il Muvig si conferma uno dei principali centri culturali del Polesine, grazie all’impegno della società Pop Out cultura, arte e turismo, che gestisce i servizi museali. Con il suo approccio innovativo, il museo continua a offrire un’esperienza unica, accessibile a tutti, valorizzando la storia e l’arte del Polesine in modo coinvolgente e contemporaneo. In programma ci sono già altre iniziative culturali, tra cui nuove mostre fotografiche ed esposizioni temporanee, che arricchiranno ulteriormente l’offerta del museo. Grazie a una programmazione ricca e articolata, il Muvig si prepara a consolidare la sua posizione come punto di riferimento culturale per il territorio polesano, continuando a proporre esperienze coinvolgenti e di qualità per il pubblico.

  • Valorizzare il tartufo del Delta

    Valorizzare il tartufo del Delta

    Il tartufo è un pregiato prodotto culinario della terra: non è coltivabile, è un frutto spontaneo, ossia è il corpo fruttifero sotterraneo di un fungo che predilige e cresce solo in determinati contesti naturali. Per raccoglierlo l’uomo deve organizzare un’attenta ricerca assieme ad un fido cane. Il tartufo è un fungo micorrizico che cresce in prevalenza in simbiosi con le radici di uno specifico albero (leccio, rovere, roverella, carpino, nocciolo, faggio e tiglio); la dispersione delle sue spore, grazie ai micofagi, (animali che si nutrono di funghi) trova il suo ambiente ideale nel sottobosco, in zone drenate e ricche di humus. Diverse sono le specie di questo tubero nel paesaggio mediterraneo con eccellenze italiane in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e lungo la dorsale Appenninica. Ma anche nel Delta del Po, nelle golene fluviali, nelle pinete dunose dei boschi planiziali, e a volte anche lungo le strade all’ombra dei tigli, si trovano i prelibati frutti ipogei, tra cui le specie: Bianchetto Tuber Albidum Pico (meno pregiato e più diffuso), il Bianco Tuber Magnatum (più pregiato e raro), il Nero Tuber Macrosporum, lo Scorzone Tuber Aestivum. La raccolta di ogni specie segue un disciplinare e la stagionalità: viene attuata con l’ausilio di un cane appositamente addestrato, in particolare il Lagotto Romagnolo che si caratterizza come il cane più predisposto alla ricerca del pregiato frutto ipogeo. Mentre in determinate aree italiane il tartufo viene valorizzato da secoli, con valori di mercato che raggiungono anche le migliaia di euro, nel Delta del Po, seppur questo tubero fosse già conosciuto in passato, trova oggi un particolare apprezzamento in seguito ad alcune iniziative attuate in particolare grazie all’impegno del compianto prof.

    Dimer Manzolli, a partire dal 2007. Egli, infatti, assieme ad altri sostenitori, ha fondato con atto notarile l’Accademia del Tartufo a Papozze con sede presso il ristorante Le Magnolie. L’assidua ricerca storica e l’approfondimento relativo a tale prezioso e gustoso frutto, da parte del Manzolli, con la pubblicazione dei relativi Quaderni, ha dato dignità e risonanza locale al tartufo Bianchetto, Bianco e Scorzone (le principali specie locali). È interessante sottolineare che il territorio deltizio ha saputo rivalorizzare questo prodotto, già conosciuto qui fin dal medioevo, grazie all’instancabile ricerca del prof. Dimer Manzolli e alla sensibilità dei tartufai locali che assieme hanno fondato l’A.T.I. della sezione Veneto, ossia l’Associazione Tartufai Italiani del Veneto con vicepresidente Maicol Bagno di Porto Viro che cura anche la zona del Delta del Po e della provincia di Rovigo. Importanti sono poi le proposte di alcuni ristoranti locali che hanno inserito nei loro menù pietanze al tartufo, per giungere all’evento-giornata di primavera a Porto Viro dedicata al tartufo e all’Accademia del Tartufo di Papozze che oggi valorizza il tartufo ed il territorio, guidata dal prof. Dalpasso Sivano.

    Giulia e il suo Truffle

    Alla manifestazione “Giornata del Tartufo del Delta del Po” a Porto Viro del 16 marzo 2025, nella gara mattutina, ha partecipato anche Giulia Pozzi con il suo Lagotto Romagnolo di nome Truffle. Giulia è una giovane studentessa universitaria di geologia di Mesola (FE) che ci racconta la sua passione per la ricerca del tartufo e come si addestra un cane. Alla base di tutto – ci dice – deve esserci un particolare legame con il cane che inizia dalla giovane età dello stesso. Giulia ha conosciuto il suo Lagotto Romagnolo quando questo aveva 2 mesi e l’ha chiamato “Truffle”, semplicemente, Truffle, dice sorridendo. Assieme al fidato cane bisogna frequentare i boschi tutti i giorni per affinare l’olfatto per la ricerca del pregiato tubero. Nelle stagioni invernali o nelle giornate di pioggia, il cane va allenato anche a casa; non bisogna interrompere l’abitudine alla ricerca, magari nascondendo in giardino un tartufo all’interno di un contenitore fo- • Giulia Pozzi e Truffle rato…non bisogna rischiare che il cane, una volta trovato il tartufo se lo mangi, ma deve consegnarlo al suo addestratore che in cambio gli darà una crocchetta o altra ricompensa alimentare, giusto per premiare l’azione della ricerca. Dopo alcuni mesi, dipende dall’assiduità degli allenamenti, il Lagotto Romagnolo (ma potrebbe essere anche qualsiasi altro cane) è in grado di fiutare l’odore del tubero maturo anche alla distanza di parecchi metri poi deve scavare e recuperare il frutto che il tartufino (l’addestratore e suo fido compagno) deve avere l’accortezza di raccogliere subito, il tartufo non deve diventare un gioco per il cane e nemmeno un suo prelibato boccone. Grazie, anche a Giulia, abbiamo conosciuto così un mondo particolare dove la buona tavola, la natura, il paesaggio, il legame tra uomo e animale acquista un fascino particolare tanto che dal 16 dicembre del 2021 la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” è entrata ufficialmente nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità custoditi dell’Unesco.

    Non possiamo dimenticare anche l’interessante iniziativa della Festa del Tartufo conclusasi lo scorso marzo, avviata nel 1990, che aveva visto coinvolta la Regione Veneto con il Corpo della Forestale per lo studio e la preparazione di piante micorizzate da inserire nelle aree naturali per il rimboschimento con lo scopo di riorganizzare il bosco autoctono implementando l’ecosistema connesso alle tartufaie. Tra i responsabili si segnala Michele Turato che ha maturato una profonda esperienza in questa attività.

    Diversi sono gli aneddoti e le ricette che si legano alla storia del tartufo nel Delta del Po. A Papozze riaffiorano i ricordi connessi alle locande locali che preparavano prelibati piatti a base di tartufo. In particolare viene ricordata la antica Locanda La Tona (di fine ‘700) nella quale si cucinavano piatti con il tartufo raccolto nella golena del Po, tra cui: le classiche uova in tegamino con scaglie di tartufo, le tagliatelle con burro e rondelle e la carne condita con tartufo. Il prof. Manzolli e l’Accademia del Tartufo hanno favorito negli anni lo svilupparsi di un’interessante consapevolezza della bontà di questo frutto, tanto che ad oggi sono attivi circa una cinquantina di esperti tartufai (raccoglitori di tartufi) e da 17 anni, a Porto Viro si organizza, a marzo, la “Giornata del Tartufo del Delta del Po”. Quest’anno si è svolta domenica 16 marzo presso il Centro dei Salesiani: al mattino è stata proposta una interessante gara tra tartufai che, con i propri cani, hanno cercato i tartufi in un campo attrezzato. Hanno partecipato all’attività una sessantina di concorrenti, tra cui si segnalano appassionati provenienti addirittura da Trento. L’evento si è concluso con un immancabile piatto al tartufo e riso del Delta e un arrivederci al prossimo anno, con l’impegno di dare ulteriore visibilità alla Festa del Tartufo del Delta.

    Fonti: I Quaderni dell’Accademia del Tartufo, Dimer Manzolli Si ringraziano: Giulia Pozzi, Maicol Bagno, Michele Turato, Dalpasso Silvano

  • Le farfalle in volo

    Le farfalle in volo

    In un ambiente caratterizzato dall’Arte, come si presenta quello di Castelmassa, non poteva mancare l’attenzione finalizzata alla creatività e alle fragilità, con iniziative che si sviluppano non solo nell’Alto Polesine, ma coinvolgono anche il Basso Mantovano. Stimolo alle attività, una realtà solidale del “Pianeta handi- • Foto di gruppo cap” fondata dall’architetto Leda Bonaguro nel 1999, menL’Associazione ha dato origine ad un vero tre “Le Farfalle” si costituiscono successivae proprio laboratorio di ceramica, attrezzato, mente nel 2006, per trasformarsi nel 2024 in dotato di specifici strumenti di lavoro e ma- “Le Farfalle in volo aps” a Castelmassa, ad teriali necessari all’operatività. opera di un gruppo di genitori e in collaboLo scorso dicembre nella sede ufficiale, razione con il Liceo d’Arte Bruno Munari. situata a Castelmassa nell’area dell’Istituto Superiore in via G. Matteotti, è stato presentato il programma delle attività annuali ai genitori e al pubblico del territorio con visite guidate ai locali e illustrazioni delle tecniche per la realizzazione di oggetti d’arte. Le procedure praticate, finalizzate alla creazione di oggetti d’arte, sono realizzate in ceramica con la modellazione dell’argilla e altre paste argillose. Le fasi sono scandite dall’ideazione al disegno, dalla forma al decoro, dalla prima cottura alla decorazione, secondo un preciso schema, dall’invetriatura alla seconda cottura. Gli oggetti ottenuti, particolarmente curati nei dettagli, vengono esposti nel laboratorio e messi a disposizione degli allestimenti di mostre sul territorio. Gli anni d’impegno degli utenti hanno fatto sì che i prodotti ottenuti fossero di notevole pregio, tanto da essere richiesti in esposizione alla fiera di San Martino a Castelmassa, alla festa della Zucca di Melara e in altre realtà territoriali, nonché per cerimonie, anniversari e premiazioni. L’attività dei partecipanti, per un’utenza condivisa con la Direzione, si svolge nel periodo scolastico al martedì e al venerdì, due volte alla settimana, dalle ore 15.00 alle 17.30. La responsabile del laboratorio e guida del gruppo è Laura Rossetto, insegnante dotata di particolare sensibilità, competenza e capacità di relazione. “Si può parlare di sinergie territoriali fatte di allievi, famiglie, associazioni, organismi e istituzioni del territorio”, afferma la docente. Ogni utente viene rigorosamente seguito dall’intervento di collaboratori, che con dedizione prestano la loro opera di volontariato. Il presidente Sergio Mazzali già bancario, sensibile e attento alle situazioni di fragilità, definisce la manipolazione della creta “l’intelligenza delle mani”. Tale aspetto si è dimostrato molto importante nel cammino di conquista personale di autostima e fiducia in se stessi. Si tratta dunque di lavori fatti con le mani, ma ovviamente prima ideati con la testa; lavori che prendono vita in un ambiente socializzante, come quello descritto, davvero unico nel territorio. “Mi piacerebbe collaborare con il Liceo d’Arte di Castelmassa – afferma il presidente – con l’inserimento di alcuni nostri utenti nei corsi serali. È auspicabile un’integrazione e un’inclusione sociale attraverso il servizio scolastico – continua Sergio Mazzali – e mi auguro di cogliere l’attenzione dell’Istituzione.” Il presidente è coadiuvato dalla vice Maria Rosa Ghedini, con la funzione di assistente all’utenza che lancia il messaggio: “Insieme per creare, per stare bene e per crescere”. Per ulteriori informazioni: info@pianetahandicap.it www.pianetahandicap.it

  • La lunga storia di Unicef Rovigo

    La lunga storia di Unicef Rovigo

    Ogni storia, come tutte le storie, è ricca di particolari. Ed è ogni passato, con tutte le sue sfumature, a dare unicità al presente. Anche il Comitato Provinciale di Rovigo, nell’ambito di Unicef (Fondo della Nazioni Unite per l’Infanzia nato nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’11 dicembre 1946) da quarant’anni contribuisce al benessere dei bambini di tutto il mondo ed ha una sua storia, ricca di particolarità che ne hanno tracciato il cammino. Per chi ancora non lo conosce è necessario risalire alle sue origini. Il primo nucleo di volontari Unicef della nostra provincia nacque a Fratta Pole- • La Presidente uscente Anna Maria Vesco saluta il nuovo Presidente Antonio Gardin sine nel 1984 su iniziativa del geometra Farinelli che lo istituì e presiedette su proposta del responsabile Unicef di Veportante e ancora attivo “Gruppo Scuola” rona, con la finalità di far fronte alle difficoltà condotto all’epoca dalla Preside Leonilda vissute dall’infanzia in tutto il mondo. Tiengo. Tra concerti parrocchiali e della corale Tappa importante di quei primi anni di “Tre Pini” in Villa Badoer, “Giornata del vita del Comitato di Rovigo, che ha poi ispipane”, l’attenzione per Unicef fu molto alta. rato l’elezione del “Sindaco dei giovani”, è Questo volonteroso, iniziale grande impegno, certamente stata l’investitura ufficiale del ha aperto la strada al Comitato provinciale Sindaco di Rovigo Carlo Piombo a “Difensore che, tre anni dopo, venne definitivamente fisideale dell’Infanzia”, avvenuta il 14 maggio sato nel Capoluogo Polesano, conferendone 1992. Cerimonia storica e di grande impatto la presidenza al Dott. Nino Suriani, illustre e sulla città e provincia tutta, svoltasi al Teatro generosa personalità cittadina. L’insediaSociale cittadino, con la presenza di una V° mento ufficiale a Rovigo porta la data del 6 Classe elementare dell’insegnante Mirella maggio 1987 e l’entusiasmo per l’impegno Destro, che è ancora componente importante assunto coinvolse moltissime personalità che e attivissima dell’attuale Comitato Provinhanno aderito al Comitato del Capoluogo Pociale Unicef cittadino. lesano, ampliandolo. Basti pensare che aveva, Molte le attività svolte da allora fino ad all’epoca, attivato persino un settore Medioggi e tante le persone che hanno messo a dicina, seguito dal Dr. Marcello Siviero, che sposizione tempo, risorse ed idee per sostemolti ricordano ancora, come pure un imnere i princìpi su cui si fonda l’UNICEF.

    Importanti i messaggi divulgati, a partire dalla proposta di donare e regalarsi le ormai familiari e famose “Pigotte”, le bambole di pezza fatte a mano da capaci volontarie, che alcuni Sindaci della Provincia hanno scelto di donare ad ogni nuovo nato, garantendo, in questo modo, dosi di vaccini essenziali a consentire una speranza di vita a chi nel mondo nasce con pochissime aspettative di sopravvivenza. E ancora molte le iniziative attivate per stimolare donazioni che consentono la fornitura di latte terapeutico, pastiglie per purificare l’acqua, come pure materiale per istruire, giocare, accogliere… le bambine e i bambini del mondo, in stato di necessità. Nella sede Unicef di Via Silvestri 9, aperta solitamente da martedì a venerdì mattina dalle 10.00 alle 12.00 dalle solerti e infaticabili volontarie, si possono scegliere simpatici e accattivanti gadget per dimostrare concretamente solidarietà e sostegno alle missioni Unicef. Molte e diverse sono state inoltre le personalità che si sono succedute nel tempo alla presidenza del Comitato Provinciale di Rovigo. Dopo il Dott. Suriani i Presidenti sono stati: la Prof.ssa Leonilda Tiengo, la Dott.ssa Carla Diolaiti e la Prof.ssa Anna Maria Vesco. Dal 2012 a fine 2024, ben 12 anni è durata la presidenza della prof.ssa Annamaria Vesco (ben tre mandati), che ha mantenuto e intensificato la rete di rapporti con le scuole e le autorità locali. La città ha sempre risposto positivamente agli eventi e alle iniziative proUnicef organizzati nelle scuole, nelle piazze e allestendo periodici Concerti resi possibili dall’insostituibile, quanto preziosa, collaborazione offerta dal Conservatorio Musicale Statale “F. Venezze” e di alcuni, indispensabili Sponsor.

    Durante l’assemblea di Comitato Provinciale Unicef di Rovigo, indetta il 18 gennaio 2025, con le amichevoli presenze di Giacomo Gasparetto, rappresentante di YOUNICEF (Gruppo Giovani di Unicef), della gentile e da poco dimessa Presidente Regionale Mariella Andreatta e del suo sostituto Paolo Merlo, Annamaria Vesco, con l’unanime voto d’approvazione di tutti i Volontari del Comitato Unicef di Rovigo, ha passato il testimone della sua Presidenza al Prof. Antonio Gardin, persona molto conosciuta e amata nel Settore Scolastico, come ex Dirigente Scolastico, ma anche negli ambienti culturali di Rovigo e provincia, divenuto ora nuovo Presidente in carica. L’incontro, molto emozionante, si è concluso dopo una relazione di Annamaria Vesco sulle attività svolte nel suo mandato, raccontando una recente esperienza del Portavoce Unicef per l’Italia, Andrea Iacomini, durante una sua visita ai bambini di guerra ucraini. I bambini, a cui era stato consegnato vario materiale didattico utile al gioco e allo studio, sono stati invitati a indicare cinque desideri, scrivendoli dentro le dita di una mano aperta disegnata in un foglio.

    CHISSÀ…

    Chissà come vivono la notte i bambini di guerra… se amano o odiano la luna se vedono le stelle come traditrici, mortali, spaventose esplosioni Se pensano all’alba futura… Chissà se rammentare una fiaba dal finale felice un letto profumato di sogni puliti un bacio fugace e coltri rimboccate …gli rallenta il respiro, li ninna li addormenta scemando i timori Chissà se dormono davvero i bambini di guerra… se mai, con parole di luna tra stelle finalmente immobili, ridenti giocheranno all’amore in un letto profumato di sogni a fatica ripuliti Nuccia Venuto

    Ebbene, tra i desideri espressi, uno è stato segnalato dalla quasi totalità dei bambini: dormire! La commozione tra tutti i presenti è stata naturalmente profonda e ha indotto molte dolorose considerazioni e un’ennesima riflessione sul destino dei bambini di guerra. Questo racconto ha ispirato la poesia “Chissà…” di Nuccia Venuto, volontaria Unicef e da poco segretaria del Comitato di Rovigo, dedicata con grande amore a tutti i bambini che subiscono le guerre nel mondo. Questo testo, che ha partecipato al Festival radiofonico “San Valentino in Love 2025” a cura del Gruppo Autori Polesani e di RadioblueTu, è stato il più votato, classificandosi primo. Il Comitato Provinciale Unicef di Rovigo, con Annamaria Vesco, che ne è ancora importante componente attiva, ha dichiarato tutto il suo sostegno al nuovo Presidente, Antonio Garbin, anche nel corso d’una emozionante conviviale per confermargli, tra brindisi, saluti alla Presidente uscente, aneddoti e proposte da sviluppare, gli auguri di buon insediamento e buona attività, con la certezza che la missione Unicef continuerà a espandersi e rafforzarsi nel territorio polesano, nell’interesse di tutte le bambine e i bambini del mondo.

Pubblicità