Nel 1964, nel saggio 'Le categorie logiche dell'apprendimento e della comunicazione' (cfr. 'Verso un'ecologia della mente', 303, Adelphi 1976), Gregory Bateson ha scritto queste amare parole:
"…Nella misura in cui gli scienziati dei comportamenti ignorano ancora i problemi dei 'Principia Mathematica', essi possono vantare un ritardo di circa sessant'anni…".
Oggi quei sessant'anni sono diventati quasi novanta, eppure non sembra davvero che i problemi aperti nel lontano 1903 da Russel e Whitehead con la loro 'Teoria dei Tipi Logici', ripresa successivamente da Carnap e da Tarsky in quella che è nota come 'Teoria dei livelli di linguaggio', siano ancora considerati con la dovuta attenzione.
A grandi linee, la Teoria dei Tipi Logici dice che nei sistemi di relazione interpersonali molti problemi ammettono ipotesi risolutive di vario livello, e sono questi i livelli logici; e che qualora tali ipotesi debbano diventare operative, o comunque assumere valore di comunicazione, i vari livelli devono essere considerati singolarmente, perché se un problema è trattato a un livello logico improprio sorgono inevitabilmente delle confusioni e dei paradossi.
Quindi nella confusione e nei paradossi che contrassegnano molti degli attuali comportamenti collettivi sembrerebbe davvero logico ricordare l'esistenza della teoria in questione
La droga
Un'esempio concreto dell'importanza della Teoria dei Tipi Logici viene dall'applicazione dei suoi postulati ad un grave ed ancora irrisolto problema comportamentale dei nostri giorni, la droga.
Prima di prospettarne una soluzione complessiva, che tenga cioè conto di ogni aspetto del problema, secondo tale teoria bisogna prima identificare i diversi livelli logici in ciascuno dei quali è possibile programmare un intervento specifico, e che sono in questo caso il campo dell'OFFERTA di droga da parte della criminalità organizzata ed il campo della DOMANDA di droga da parte dei potenziali assuntori. Ogni ipotesi di soluzione globale dev'essere quindi prospettata nel rispetto delle esigenze di ciascuno dei due livelli logici evidenziati nel diagramma che segue:
(OFFERTA) — repressione / “proibizionismo” | liberalizzazione / “antiproibizionismo”; personalità psicodipendente rigida | personalità autonoma indipendente flessibile — (DOMANDA)
La metà superiore del diagramma raffigura il livello degli interventi sull'OFFERTA di droga, ed è diviso in due settori ad indicare i due diversi orientamenti nei quali la soluzione del problema è attualmente dibattuta, e che appartengono quindi a uno stesso livello logico.
La sua metà inferiore si riferisce a un secondo livello logico, quello degli interventi sulla DOMANDA: è ugualmente diviso in due quadranti, che appartengono quindi anch'essi a uno stesso livello logico, nei quali sono indicati i diversi tipi caratteriologici dei potenziali assuntori.
Questa ulteriore distinzione risponde alla necessità di individuare il tipo di personalità più resistente al rischio costituito dalla droga. Risulta maggiormente premunita in questo senso la personalità indipendente e flessibile, in contrapposizione a quella rigida psicodipendente: il dato viene dal Ministero della Sanità, che nella Circolare n. 84 del 20/10/84 di titolo: "Indicazioni relative agli interventi di prevenzione delle farmacotossicodipendenze", divenuta contestuale alla legge Jervolino-Vassalli, indica appunto di privilegiare ai fini della prevenzione i messaggi educativi tendenti a formare una personalità autonoma e flessibile nei giovani.
Oggi il dibattito sulla droga appare però limitato agli interventi più o meno repressivi che appartengono ad un solo livello logico. Proibizionisti da una parte ed antiproibizionisti dall'altra sembrano infatti rifiutare ogni iniziativa esterna a ciascun rispettivo pacchetto di proposte, come se i due gruppi di operatori volessero entrambi prendere in considerazione solo il livello logico nel quale sono antagonisti, quello dell'OFFERTA, e ogni proposta altrui verrebbe così respinta come concorrenziale, risultandone in definitiva un rifiuto pregiudiziale da entrambe le parti ad approfondire l'analisi nel livello logico della DOMANDA.
Viene così a mancare quel dibattito sulla prevenzione primaria che, facendo finalmente chiarezza sulle responsabilità formative della famiglia, potrebbe indicare ai genitori come sviluppare nei figli il tipo di personalità maggiormente premunito contro il rischio di droga, e realizzare così una strategia preventiva a un livello veramente primario.
La lotta alla droga e alla criminalità organizzata potrebbe notevolmente avvantaggiarsi, se le famiglie fossero edotte della possibilità educativa di formare nei propri figli una personalità autonoma, flessibile e creativa, adatta alla partecipazione critica e al confronto, e non invece una personalità passiva e psicodipendente, rigidamente condizionata a cercare le proprie gratificazioni nel consenso esterno del leader e nei rituali collettivi.
È infatti chiaro che i diversi interventi a livello di OFFERTA e di DOMANDA sono complementari e non concorrenziali, ed è altrettanto chiaro che nessun intervento sull'OFFERTA potrà mai essere risolutivo se le famiglie continueranno a costituire serbatoi inesauribili di giovani consegnati senza difesa alcuna al mondo della droga, là dove questa auspicabile difesa va correttamente identificata nella personalità dotata delle caratteristiche più opportune.
La soluzione globale del problema può esser dunque resa più vicina da un intervento di prevenzione primaria diretto a contenere la DOMANDA dei potenziali assuntori, come logico complemento di ogni altro intervento più o meno repressivo a livello di OFFERTA. Per realizzare un simile intervento di ordine logico più integrato bisogna evidentemente considerare separati i due livelli in cui il problema si articola, prima di proporre una soluzione. È necessaria in altre parole una maggior consapevolezza sistemica dei termini operativi in cui il problema si pone.
I farmaci
L'importanza della Teoria dei Tipi Logici per la comprensione dei diversi livelli operativi nei quali programmare un intervento risolutivo globale non si limita al solo problema della droga: l'identica analisi usata nell'esempio precedente permette di affrontare in una prospettiva sistemica anche altri problemi riguardanti i comportamenti collettivi.
L'ipotesi di un intervento nel livello logico della DOMANDA trova infatti una precisa indicazione a proposito del consumo eccessivo e immotivato di farmaci talora oggettivamente inutili o usati in maniera impropria, così da derivarne un consistente problema di economia sanitaria che interessa sensibilmente sia il fattore 'costi' che quello 'rischi' in rapporto agli eventuali benefici.
È noto infatti che il largo consumo di taluni prodotti dell'industria farmaceutica non dipende solo dal loro effetto farmacologico, d'altra parte sottoposto al controllo dell'Istituzione – quindi nel livello logico dell'OFFERTA – ma anche da un "effetto placebo" di ordine suggestivo e gratificante che è sempre inerente al rapporto medico/malato, cosicché quest'ultimo è indotto molto spesso a sollecitarne la prescrizione.
L'istituzione competente non risulta particolarmente interessata ad indagare e a divulgare i meccanismi psicologici che stanno alla base dell'"effetto placebo", cosicché la sua incidenza sulla domanda di farmaci non è ancora di dominio pubblico né tantomeno sottoposta ad alcun controllo. È tuttavia evidente che la relativa informazione – quindi un intervento nel livello logico della DOMANDA – potrebbe tradursi in una riduzione dei comportamenti di psicodipendenza dal farmaco da parte dei potenziali assuntori (cfr. 'Sul nesso tra farmacodipendenza, "effetto placebo" e dipendenza psicologica', Bollettino Farmacodipendenze e Alcoolismo n. 4-5-6-1988, 315, Ministero della Sanità, Roma).
La politica
Si è acceso in questi giorni in Italia, e con toni assai più drammatici anche in altri paesi, un dibattito sul quesito se sia da conservare invariato l'attuale ordinamento costituzionale oppure se si debba procedere verso riforme delle istituzioni sociali:
(OFFERTA) — blocco istituzionale / conservatorismo / partecipazione passiva, / partitocrazia | confronto dialettico / riformismo / partecipazione attiva / democrazia reale; personalità psicodipendente rigida | personalità autonoma indipendente flessibile — (DOMANDA)
La distinzione in livelli logici tra chi decide in alto al livello dell'OFFERTA e l'eventuale partecipazione consapevole di chi sta in basso al livello della DOMANDA può portare un contributo alla comprensione anche di questo importante problema di ordinamento sociale.
È infatti chiaro che talune riforme pur necessarie e formalmente ineccepibili perderebbero di efficacia e contenuto, se venissero gestite al solo livello dell'OFFERTA per esser poi consegnate ad una collettività caratterizzata da una mentalità rigida psicodipendente, portata alla delega passiva e all'assistenzialismo, incapace di partecipazione sociale consapevole. Un intento politico riformatore potrebbe viceversa essere avvantaggiato se la collettività possiede una mentalità di tipo indipendente, autonomo e flessibile, capace di contributo critico e di confronto.
Va ancora osservato a questo proposito che se la mentalità collettiva fosse dotata di un maggior grado di autonomia e di flessibilità forse più d'una delle riforme istituzionali oggi sul tappeto potrebbe risultare superflua, non solo, ma gli istituti politici responsabili dell'eventuale esecuzione delle riforme potrebbero trovare in tale tipo di partecipazione sociale consapevole un consistente elemento di maggior efficacia rappresentativa, a tutto vantaggio dell'aderenza delle riforme stesse alle reali necessità collettive.
La crisi ecologica
Mettendo in luce la funzione dei diversi tipi di personalità nel livello logico della DOMANDA, lo stesso tipo di analisi derivata dalla Teoria dei Tipi Logici può portare un contributo di chiarezza anche a un problema che Gregory Bateson ebbe particolarmente a cuore, quello ecologico, la cui mancata soluzione è stata scolpita dall'illustre epistemologo con le parole davvero lapidarie
"La carenza di saggezza sistemica è sempre punita":
(OFFERTA) — consumismo / concorrenza intra-specifica / hybris¹ | risparmio energetico / consapevolezza sistemica ed ecosistemica; personalità psicodipendente rigida | personalità autonoma indipendente flessibile — (DOMANDA)
¹ dal greco hybris: arroganza del potere.
Se infatti la crisi ecologica incombente è dovuta alla somma di singoli comportamenti individuali poco saggi, la sua soluzione va cercata in una maggior consapevolezza sistemica non solo da parte dei responsabili delle grandi scelte economiche della nostra società, ma soprattutto da parte di ogni singolo individuo che abita il livello logico della DOMANDA.
Non considerare l'informazione verso una maggior consapevolezza individuale a livello di DOMANDA come premessa obbligata di ogni intervento operativo a livello di OFFERTA, non saper cioè distinguere tra le diverse categorie logiche, e trattare i diversi ordini di intervento come se appartenessero ad un livello unico, costituisce evidentemente un errore di tipologia logica: davvero una carenza di saggezza sistemica.
La famiglia
La comprensione di alcuni tra i maggiori problemi che gravano sulla società di oggi trova dunque un elemento di chiarezza nella corretta analisi dei diversi livelli logici dell'OFFERTA e della DOMANDA nei quali diventa proponibile l'ipotesi di una soluzione di ordine generale. L'esatta conoscenza dei diversi livelli, e la successiva distinzione tra un tipo di personalità rigido psicodipendente e un tipo di personalità autonomo e flessibile nel livello logico della DOMANDA, mette infatti a disposizione della collettività e del singolo un nuovo e insostituibile strumento per la consapevolezza sistemica di molti degli attuali problemi relazionali di altrimenti difficile soluzione: dalla droga ai farmaci, dall'ordinamento istituzionale alla stessa crisi ecologica.
Anche l'accesso all'arte, intesa come OFFERTA di sviluppo culturale, risente evidentemente del tipo di personalità del fruitore in quanto più o meno capace di partecipazione interattiva nel suo livello logico della DOMANDA.
Emerge da queste considerazioni l'utilità di mettere bene in chiaro quale sia il tipo di personalità più valido nei rapporti interpersonali.
La presenza costante di questo fattore in tutti gli esempi mostrati denota una sua probabile funzione di struttura portante nei sistemi relazionali; non solo, ma esso riveste particolare importanza nell'ipotesi di insegnare ai genitori un metodo educativo adatto a formare la personalità dei figli nella direzione più opportuna. Vanno perciò studiati i modelli educativi attuati dalla nostra civiltà, per poter poi suggerire alle famiglie come formare una personalità maggiormente premunita nelle future generazioni:
(OFFERTA) — autoritarismo / consenso rigido / struttura chiusa / “prassi soggettiva” | partecipazione al dialogo / confronto dialettico / struttura aperta / “prassi oggettiva”; personalità psicodipendente rigida | personalità autonoma indipendente flessibile — (DOMANDA)
Anche in questo diagramma il livello logico della DOMANDA evidenzia i due tipi di personalità teoricamente attesi. Notoriamente questi dipendono in qualche misura dalla funzione educativa, rappresentata a sua volta dai due modelli educativi indicati nel livello logico dell'OFFERTA.
Nella famiglia dunque, a differenza che negli altri casi, i due livelli della DOMANDA e dell'OFFERTA sono legati da un rapporto sequenziale di tipo causa/effetto e tale differenza secondo la Teoria dei Tipi Logici sposta il problema del modello educativo famigliare in un livello logico distinto.
Quindi, proprio per evitare confusioni e paradossi, questo particolare problema va trattato a sé. Va infatti affrontato quanto prima possibile, data la sua notevole importanza preparatoria e preventiva rispetto a qualsiasi altro ordine di problemi relazionali.
Conclusione
Sembra dunque lecito affermare che la Teoria dei Tipi Logici rappresenta un indispensabile strumento di indagine strutturale e sistemica per molti dei problemi relazionali oggi sul tappeto, alla cui soluzione offre un approccio culturale al passo con la crescita delle conoscenze e con l'evolvere dei bisogni della società contemporanea.
Emerge da questo particolare tipo di analisi l'indicazione di informare i genotiri sull'esistenza di almeno due modelli educativi: uno prende il nome di “prassi soggettiva” e si riferisce a una struttura famigliare chiusa, basata sulla rigida dipendenza dal consenso dell'autorità e sulla gratificazione; l'altro il nome di “prassi oggettiva” e si riferisce a una struttura flessibile aperta al confronto dialettico. La loro esatta conoscenza mette a disposizione di tutte le famiglie, attraverso la scelta oculata del modello educativo più opportuno, la possibilità di incidere razionalmente sulla formazione della personalità nelle nuove generazioni².
La relativa informazione dovrebbe quindi avere la precedenza su ogni altro intervento nell'ambito dell'OFFERTA, proprio perché costituisce un contributo di ordine generale alla soluzione, diversamente ancora lontana, di alcuni importanti problemi sociali.
Anche se l'ipotesi su cui si basa è ancora solo teorica, quest'ultima considerazione dovrebbe essere già di per sè sufficiente per indurre gli operatori interessati ad informare adeguatamente i genitori sull'importanza di un preciso modello educativo che possa formare una personalità autonoma, indipendente e flessibile nei figli. Non bastasse, è tassativa in questo senso l'autorevolezza del Consiglio Superiore della Sanità, che nella già citata Circolare ministeriale n. 84 ha sancito l'importanza di questo particolare tipo di personalità in ordine al più grave ed emblematico sintomo di crisi di tanti giovani, la droga.
Tuttavia, pur a fronte di un problema così atroce, le famiglie sembrano ancora paradossalmente all'oscuro delle loro responsabilità e delle loro possibilità nella formazione educativa dei figli verso la prevenzione.
Tutto ciò chiede verifica!
Sembra quindi utile raccomandare vivamente agli operatori interessati l'apertura del necessario dibattito, oggi inspiegabilmente ancora assente, sulla tematica considerata.
² La teoria sul nesso tra modelli educativi famigliari e formazione della personalità nei figli è sviluppata nel libro DROGA & FAMIGLIA di A. Rossin, Libreria Editrice Zielo, Este (PD) 1990.