Festa grande lo scorso 18 settembre per il 5° anniversario del terminale di rigassificazione, presso il padiglione di accoglienza della base di terra Adriatic LNG, in località Ca’ Cappello di Porto Viro.
Tante le personalità convenute, nella consapevolezza di celebrare il successo di una realizzazione davvero importante sotto vari aspetti, che vanno dagli eccezionali contenuti tecnologici, al valore aggiunto al territorio sotto il profilo dell’occupazione e dell’indotto, ma soprattutto per la sua caratterizzazione unica ed indispensabile per il Paese, in quanto in grado di assicurare un flusso costante di gas, necessario per coprire le esigenze nazionali.
Come è noto il terminal è posizionato ad una quindicina di chilometri al largo della foce del Po di Levante. Qui vi giungono le navi metaniere, dopo essersi approvvigionate del gas in varie parti del mondo. Gas che, per esigenze di trasporto, viene compresso e liquefatto portandolo ad una temperatura di meno 162 gradi. Presso il terminal polesano si procede al travaso nel grande contenitore e alla rigassificazione. Dopodiché il gas viene immesso nel condotto con prima destinazione la centrale di controllo di Cavarzere per raggiungere poi la località di Minerbio nel Bolognese ed essere quindi inserito nella rete di distribuzione italiana.
Stante le problematiche internazionali (tra le altre le recenti minacce della Russia di ridurre il flusso del metano) si comprende facilmente l’importanza strategica che assume il terminal polesano. Un motivo in più per esprimere ampio consenso all’iniziativa, testimoniato dagli interventi del sindaco di Porto Viro Thomas Giaccon, dell’assessore Regionale Isi Coppola, del sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani, e (in videoconferenza) del viceministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti.
Ma sono stati gli interventi di Elizabeth Westcott, Amministratore Delegato di Adriatic LNG, e di Carlo Mangia, direttore tecnico, a sottolineare – anche con i numeri – l’importanza della realizzazione.
Dopo aver portato il suo saluto in italiano, facendo presente la sua provenienza australiana e la volontà di acquisire maggior padronanza della “bellissima lingua di Dante”, Elizabeth Westcott, ha proseguito in inglese (affiancata dalla traduzione simultanea) evidenziando come nei primi cinque anni di attività il terminal sia stato in grado di assicurare all’Italia circa il 10% del proprio fabbisogno di gas, importato da Paesi, come il Qatar, da cui sarebbe impossibile ricevere il gas via tubo.
Ben 340 sono state le navi che hanno trasferito il prodotto liquefatto non solo dal Qatar ma anche dall’Egitto, da Trinidad e Tobago, dalla Guinea equatoriale e dalla Norvegia. “Gli oltre 28 miliardi di metri cubi di gas immessi nella rete nazionale (corrispondenti al totale dei consumi del Veneto per 5 anni) hanno consentito di soddisfare il fabbisogno energetico delle famiglie e delle imprese italiane ed europee. Il servizio altamente affidabile del Terminale Adriatic LNG – ha osservato Elizabeth Westcott – ha anche permesso di rispondere alle sfide degli eventi esterni come la sospensione delle forniture dal Transitgas e dalla Libia, o gli eventi meteorologici avversi come quelli dell’inverno del 2012”.
Dall’avvio dei lavori di costruzione, innegabile la positiva ricaduta sul piano occupazionale. Ed “anche oggi, con l’impianto in esercizio – ha proseguito la presidente – continuano a lavorare con noi 40 imprese venete, che rappresentano complessivamente il 60% del valore dei contratti attivi con tutti i fornitori”.
Evidente nelle parole di Elizabeth Westcott anche l’orgoglio di contribuire direttamente allo sviluppo del Polesine con un fondo di oltre 12 milioni di euro gestito da Consvipo, dedicato alla realizzazione di attività in ambito sociale, di protezione ambientale e del mondo della pesca. “Oltre a questo – ha proseguito – abbiamo destinato più di 2 milioni di euro per sponsorizzare eventi culturali, formativi, sociali e sportivi, che sono importanti per il territorio di cui ci sentiamo parte”.
Ha fatto seguito l’intervento del direttore tecnico Carlo Mangia, che ha sottolineato soprattutto l’affidabilità degli impianti e lo scrupolo con cui si guarda alla sicurezza dei lavoratori e alla tutela dell’ambiente: “Sono orgoglioso di dire che anche nel 2013 abbiamo raggiunto risultati straordinari sul fronte della sicurezza, lavorando sempre affinché Nessuno si faccia male!” ha detto. “Garantire l’integrità delle operazioni tutelando l’ambiente – ha proseguito – significa attuare programmi specifici di ispezione e monitoraggio delle tubazioni, delle apparecchiature, del gasdotto e delle strutture, in accordo agli standard internazionali, al fine poi di implementare le più idonee strategie di manutenzione”.
Circa la tutela del mare, “sono state cento le campagne di monitoraggio marino costiero svolte da ISPRA, sotto la supervisione di ARPA Veneto. Questi monitoraggi, effettuati da soggetti terzi, ci permettono – ha osservato il direttore – di sapere con certezza che il nostro lavoro procede nel pieno rispetto del mare Adriatico. Inoltre i dati sulla Tecnoreef, cioè la barriera artificiale sottomarina che abbiamo installato nelle acque intorno al terminale, ci dicono che siamo riusciti a creare l’habitat idoneo a facilitare l’incremento delle specie ittiche locali. Per questo una recente ricerca RIE indica il Terminale Adriatic LNG come esempio di coesistenza riuscita tra un’infrastruttura energetica e le attività di pesca”.
Dopo aver sottolineato i positivi riscontri ottenuti nell’ambito della salute dell’aria e della tutela della flora e della fauna terrestre, il direttore tecnico ha fornito un dato previsionale: nel 2040 l’Europa arriverà a importare circa il 60-70% del gas necessario ai consumi interni. “In questo scenario – ha concluso – il terminale Adriatic LNG, che è una eccellenza internazionale con un cuore polesano, svolgerà sempre di più un ruolo strategico per il mercato energetico nazionale ed europeo. Il supporto del territorio sarà ancora una volta fondamentale per consentirci di continuare a fornire servizi capaci di rispondere alle sfide globali di domani”.
Parole accolte da convinti applausi, cui è seguita la festa vera e propria, allietata da una squisita cena con prelibatezze di mare polesane e un piacevole momento di intrattenimento animato da Max Giusti, il quale ha coinvolto il pubblico con la sua apprezzata vis comica.









