Aida, una delle opere più famose al mondo, e Franco Zeffirelli, tra i registi più stimati e profondi di oggi, si sono uniti per inaugurare il 23 ottobre 2015 la 200a Stagione lirica del Teatro Sociale rodigino.
È stato scelto l'allestimento a suo tempo voluto fortemente e curato da Franco Zeffirelli per aprire le celebrazioni del bicentenario verdiano nel 2001 a Busseto: un autentico capolavoro che non ha smentito le aspettative affascinando il pubblico del teatro di Rovigo.
Per l'occasione la ripresa è stata affidata a Stefano Trespidi, all'epoca allievo, poi assistente del maestro, che ha scelto una fedelissima riproposizione dell'allestimento originale. Il palco rodigino, più grande di quello del teatro di Busseto, ha costretto la dilatazione di alcuni elementi scenici, che però sono stati efficaci nella cura dei dettagli, nell'impatto generale, nella precisione realistica. Per i sette quadri dell'opera sono stati creati ambienti imponenti e versatili: dalla scena di Tebe agli interni del palazzo reale, dalle rive del Nilo alla prigione finale, fondali e oggetti scenici sono stati coordinati per creare un impatto imponente, realistico, con prospettive credibili. C'era dunque l'Aida tradizionale, con alte statue (il dio-sciacallo a sinistra, la dea-gatta a destra del proscenio), geroglifici, arpe e figuranti, però, nelle invenzioni migliori, suggerendo la consueta grandiosità come di scorcio, rivelando ancora una volta l'abilità e l'esperienza del celebre regista fiorentino.
Molto positiva la prova del cast, a partire dalla protagonista Donata D'Annunzio Lombardi, che ha dato ad Aida una voce cristallina e precisa, forse poco "verdiana", ma con buona presenza scenica e momenti preziosi e commoventi, come l'aria "Oh patria mia". Ottima la prova del giovane Dario di Vietri, un Radames dalla vocalità piena e generosa, pulita e precisa, anche se in alcuni momenti poco disinvolto nella gestualità scenica. Giovanna Casolla ha mostrato, dopo decenni, di saper ancora stupire e commuovere, con un'interpretazione di Amneris che non ha lasciato nulla al caso, che ha abbinato raffinatezza e potenza, oltre a capacità attoriali straordinarie. Il baritono Sergio Bologna è stato un Amonasro convincente sia dal punto di vista timbrico, per la sonorità ricca, sia da quello scenico, con un ruolo difficile ma determinante nell'atmosfera dell'opera. Applauditi anche i comprimari Elia Todisco (Ramfis), George Andguladze (Il Re d'Egitto), Sofio Janelidze (Una sacerdotessa), Emanuele Bono e Michele Cerullo (un Messaggero).
Sul podio, a guidare voci e l'orchestra Regionale Filarmonia Veneta, Marco Boemi. Ottima la prova del coro LiVe, assicurata dal preparatore Giorgio Mazzucato, che ha curato in modo particolare il ritmo e le dinamiche.
Davvero splendidi i costumi realizzati nel 2001 da Anna Anni, geniale e precisa nei dettagli filologici, purtroppo scomparsa pochi anni fa. Solo uno dei balletti, quello del I atto, ha trovato posto nell'allestimento ed è stato proposto dalla compagnia Fabula Saltica con coreografia di Claudio Ronda, che ha accentuato l'intensità emotiva del momento rappresentato.
Il Teatro Sociale di Rovigo, inserito dal 1967 nella lista dei Teatri di Tradizione italiani, ha dunque festeggiato i 200 anni di attività con una splendida "Aida", cui seguiranno "Madama Butterfly" di Puccini e "Simon Boccanegra" di Verdi. Va detto che i rodigini amano l'opera da secoli: si tramanda che il primo melodramma sia stato allestito nella sala della Loggia dei Notai nel 1683, e che ben presto le stagioni divennero tre all'anno, anche se la più importante era sempre in autunno, in occasione della tradizionale fiera d'ottobre.
L'attuale edificio del Teatro, su progetto dell'ingegnere rodigino Sante Baseggio, fu costruito tra il 1817 e il 1819 e aperto al pubblico il 3 marzo 1819 con la messa in scena de "L'ombra di Fetonte, ossia l'omaggio della riconoscenza rodigina" di Sante Campioni. L'inaugurazione ufficiale però fu il 26 aprile 1819 con "Adelaide di Borgogna" di Pietro Generali.
Due anni di pausa furono necessari a causa di un incendio che nel gennaio 1902 distrusse l'edificio, di cui resta solo la facciata del Ridotto. La nuova inaugurazione si tenne il 12 ottobre 1904 con "Iris" di Mascagni per cui salì sul podio lo stesso compositore.
Al Sociale ci sono stati debutti di alto livello: nel 1914 vi fece il suo debutto straordinario un giovanissimo Beniamino Gigli nella "Gioconda" di Amilcare Ponchielli; nel 1944 salì per la prima volta sul palco Renata Tebaldi interpretando "Mefistofele" di Arrigo Boito. Altri debutti di rilievo sono stati quelli del tenore Francesco Tamagno nel 1874 con l'Africana di Meyerbeer; del baritono Riccardo Stracciari nel 1899 nella Boheme di Puccini.
Negli anni '30 salirono sul palco del Teatro Sociale nomi quali Giovanni Malipiero, Giovanni Inghilleri, Rosetta Pampanini, Augusta Concato, Maria Gentile, Mara Zamboni, con un'annata speciale nel 1939 con produzione di altissimo livello e interpreti quali Lina Pagliuchi, Beniamino Gigli, che tornava spesso in Polesine a ricevere il sostegno e gli applausi di chi per primo lo aveva acclamato, Mario Basiola, Antonio Moriggi e Giuseppe Lugo.
Durante la seconda guerra mondiale, a causa dei bombardamenti verso città di rilievo, come Milano, e la conseguente chiusura dei loro teatri, Rovigo si trovò a ospitare artisti eccellenti. Vi si esibirono direttori d'orchestra come Antonio Votto e Giuseppe Del Campo e cantanti come Toti Dal Monte, Mafalda Favero, Margherita Carosio, Maria Caniglia, Lina Pagliuchi, Pia Tassinari, Oneglia Fineschi, Mario Basiola, Giuseppe Lugo, Francesco Merli, Antenore Reali, Beniamino Gigli, Aureliano Pertile, Ferruccio Tagliavini, Giovanni Malipiero e il grande Mario del Monaco.
Dopo il 1945 Iris Adami Corradetti fu tra i protagonisti di Traviata insieme ad Afro Poli; Armando Salvarezza e Piero Guelfi furono invece gli straordinari interpreti di Faust. Memorabile la stagione 1948 con Mario del Monaco al fianco di Renata Tebaldi per "Andrea Chenier" e con una entusiasmante Maria Callas nei panni di Aida. Dopo gli anni Cinquanta si ricordano cantanti di fama internazionale: tra questi Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Franco Corelli, Renato Capecchi, Giulietta Simionato, Magda Olivero, Alfredo Kraus, Myriam Pirazzini, Pier Miranda Ferraro, Raina Kabaivanska. Costanti e seguitissime le esibizioni al Sociale degli artisti rodigini: Elena Rizzieri, Dino Mantovani, Rina Malatrasi, Nello Romanato e Katia Ricciarelli.