Quella dell'ideazione e della rappresentazione scenografica del Palio "Omaggio alla Serenissima ", è una delle più coraggiose ed importanti operazioni culturali attuate nella cittadina di Porto Viro, dal volontariato.
La grande manifestazione popolare, che non si esaurisce soltanto in una mera rievocazione storica, è infatti un felice parto della Pro Loco Porto Viro, località Contarina, ed ha come "grande vecchio" e consumato regista il suo presidente pro tempore, Claudio Mancin, il quale, forse suggestionato in positivo dall'unificazione di Contarina e Donada in Porto Viro, ha cercato di viaggiare a ritroso nel tempo, ricercando le comuni radici che fecero dei non molto numerosi abitanti delle antiche comunità di Contarina e Donada, una vera comunità unita, compatta e solidale.
E questa comune matrice l'ha individuata nel sentimento di venezianità, che agli abitatori della zona, venne verosimilmente da quell'enorme opera di ingegneria idraulica che fu il taglio di Porto Viro, con cui le acque del Po di Tramontana furono deviate ed immesse, attraverso un grande canale di circa sette chilometri di lunghezza, nella Sacca di Goro. E grazie al taglio, per sovrintendere al quale il Senato della Serenissima aveva nominato, a far data dall'11 marzo 1600, Alvise Zorzi quale provveditore sopra il taglio del Po, Venezia riuscì a salvare dall'interramento il suo porto e la sua laguna. Ad Alvise Zorzi fu assegnata la casa di Zuane Malipiero, vero e propio baluardo di venezianità nella zona.
Ma tracce della venezianità dei luoghi, le possiamo trovare ancor oggi copiose nei toponimi, che ci rimandano spesso ad antiche e nobili casate veneziane, quali: Cà Pesara, Cà Pisani, Cà Donà (l'attuale Donada), Cà Cappello, Cà Contarini (l'attuale Contarina), Cà Cornera, Cà Giustinian, Cà Pesaro, Malipiera, tanto per fare solo qualche nome.
Il Senato Veneto, con suo decreto del 27 agosto 1599, approvò il progetto per il taglio di Porto Viro, nato dalla rielaborazione di quello del rodigino Marino Silvestri, proprietario di vaste campagne nel territorio di Loreo, progetto che da anni giaceva nel “dimenticatoio”.
Ottenuto pertanto il placet, accordato col suo famoso “breve” dal Papa Clemente VIII° (un confinante che si dimostrò spesso ostile e sospettoso ed il cui territorio giungeva fino ai confini segnati nell'attuale Comune di Taglio di Po) a giugno del 1600 iniziarono i lavori di scavo del canale, che durarono fino al 1604, con un costo di ben 300 mila ducati d'oro, contro i 150 mila preventivati.
Ed il 16 settembre del 1604, il Provveditore al taglio allora in carica, Zangiacomo Zane, comunicava al Senato Veneto che, alle 19, l'acqua era stata immessa nel taglio, cioè nel nuovo canale appena finito di scavare. Questo il testo della missiva: “… Hoggi alle hore 19, con il favor del Signor Dio, si ha data l'acqua al novo taglio, la quale vi è entrata per cinquanta e più aperture che si sono fatte nel medesimo tempo all'argine…et in spatio d'un hora in circa si parizò con l'altra acqua dell'alveo et continuò il suo corso come fu tuttavia placidissimamente…”.
Il luogo ove avvenne lo storico taglio del Po di Tramontana, appare ora individuato con una certa sicurezza presso il Cason Malipiero, nella zona ancor oggi denominata “Volta Grimani”, ed in prossimità di un antico insediamento designato col nome di Porto Viro. Da qui il canale che immetteva nell'antica Sacca di Goro, con una robusta opera di erosione, diede via via origine a quello che sarebbe diventato il Po di Venezia, nonchè all'attuale Delta moderno, plurilobato, molto diverso da quelli che l'avevano preceduto.
Il clima che si respirava nella zona non era uno dei più sereni, poichè era enorme lo stato di tensione esistente fra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Ferrara da poco inglobato nello Stato Pontificio. E, quantunque esso non fosse sfociato in una guerra aperta, fu sempre vivissimo, con reciproci provvedimenti di ritorsione.
Nè risulta che questo stato di guerra latente, fosse mai stato oggetto di un formale trattato di pace o promessa di amicizia. Ed il Palio “Omaggio alla Serenissima”, con un colpo d'ala proprio dei poeti e dei sognatori, sembrerebbe concepito per permettere un ideale incontro pacificatore, fra il doge di Venezia ed il duca di Ferrara.
Dal canto suo, il corteo storico con cui si apre il Palio “Omaggio alla Serenissima”, ricco di oltre 300 figuranti in costumi veneti del 400/500, costituito da dame, cavalieri, gonfalonieri, sbandieratori, tamburini, armigeri, che accompagnano in parata il doge Grimani e la dogaressa, unitamente alla loro sceltissima corte di nobili patrizi, è il momento solenne con cui iniziano i festeggiamenti per la visita, ideale, del doge nel territorio del taglio.
Il periodo scelto per il Palio, è quello che va da giovedì 2 agosto a domenica 5, ricordando con ciò il mese, esattamente il 27 agosto 1599, in cui il Senato Veneto approvò il progetto per il taglio.
Luogo di svolgimento della manifestazione, la grande piazza della Repubblica, il cui Palazzo Municipale, negli anni futuri, nel progetto del presidente Mancin dovrebbe riecheggiare, attraverso apposite mascherature sceniche, un palazzo veneziano. Inoltre il grande gnomone che troneggia quasi nel mezzo della piazza, opportunamente mascherato, dovrebbe diventare, nelle aspettative della Pro Loco Porto Viro, il bucintoro del doge.
Le manifestazioni del Palio sono iniziate quest'anno, e lo saranno anche negli anni futuri, con il grande corteo storico che, all'imbrunire, alla luce delle torce, ha lasciato piazza Matteotti, all'ingresso del paese coi suoi sbandieratori, mangiafuoco, armigeri, giocolieri, saltimbanchi, dame, cavalieri, tamburini, gonfalonieri, doge e dogaressa con la loro corte di dignitari, per snodarsi lungo le vie del paese e raggiungere piazza della Repubblica.
Durante il percorso, ai figuranti si sono aggiunti, man mano, anche gli atleti dei sei quartieri in cui risulta divisa Porto Viro, ognuno coi propri colori e coi propri stendardi: Mea, Fornaci, Taglio di Donada, Donada, Contarina e Portesin, squadra quest'ultima risultata vincitrice della sfida fra i quartieri, e a cui è andato in custodia il “Palio”: un artistico leone in argento dorato, che sarà tenuto dal quartiere fino all'anno prossimo, per poi essere rimesso in gioco.
Nell'atrio del Palazzo Municipale, poi, dalle 19 alle 24 di giovedì 2 agosto, è funzionato un Ufficio postale mobile, per l'annullo postale con il simbolo del Palio “Omaggio alla Serenissima”.
Dal grande palco, realizzato sulla scalinata di accesso al Municipio, il sindaco “pro tempore” Doriano Mancin, ha consegnato il leone d'argento del Palio al doge. Lo stesso doge Grimani, la dogaressa ed i dignitari della loro corte, che, con ammirevole costanza, nonostante l'afa, hanno seguito attentamente le gare e gli spettacoli, che, senza soluzione di continuità, sono proseguiti sino a domenica sera. Davanti a loro, alle 22 circa, si è tenuta la presentazione dei sei quartieri di Porto Viro, avvenuta con contorno di tamburini e la suggestiva lettura, da parte dei capitani di ogni quartiere, dei proclami di partecipazione al Palio.
Un'altra attrattiva era stata realizzata nel lato est della grande piazza della Repubblica, ove si è tenuto, sia sabato che domenica, dalle 20 alle 24, un “mercatino storico”, animato da circa cento figuranti in costumi d'epoca, che hanno “messo in scena”, su trenta banchi di vendita, le arti ed i mestieri d'epoca, quali: il fabbricante di candele, l'impagliatore di sedie, il fabbricante di carta ed il fabbro.
Il Palio 2001 “Omaggio alla Serenissima”, si è concluso la sera di domenica 5 agosto, con la vittoria della squadra del quartiere di Portesin, che ha totalizzato 114 punti, frutto di tre giorni di impegnative competizioni sportive. La squadra vincitrice ha distanziato di molto le inseguitrici, sia pur valorose. Al secondo posto è infatti giunta quella del quartiere di Taglio di Donada, denominato “l’isola crudele”, seguita a sua volta dal quartiere di Mea-Porto Levante. Quindi la squadra di Contarina, quella di Donada, ed infine Fornaci-Murazze.
Alla fine delle gare, le squadre dei sei quartieri di Porto Viro si sono schierate sulla piazza, con le loro bandiere al vento e con i tamburi, fornendo un colpo d'occhio vivacemente colorato, di grande suggestione. Ed ogni squadra aveva al seguito i nobili, dame e cavalieri, del proprio quartiere. Quindi la cerimonia della premiazione, in cui il doge Grimani, con l'ausilio del sindaco Mancin con fascia tricolore, alla presenza dei dignitari della sua corte, dei dignitari dei vari quartieri e di tutti gli atleti delle sei squadre, ha consegnato solennemente il leone di San Marco, simbolo del Palio, alla squadra del quartiere di Portesin, che lo conserverà gelosamente fino alla prossima estate, quando sarà di nuovo motivo di competizione per il Palio 2002.