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Archivi: Articoli d’archivio

  • Cristina Roccati (1732-1797)

    Cristina Roccati (1732-1797)

    Il 2024 si chiude e il 2025 si apre nel nome di Cristina Roccati (1732-1797), con l’interessante mostra – promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – allestita a Palazzo Roncale di Rovigo. Importante iniziativa di riscoperta e valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio, che porta alla ribalta una polesana – davvero illustre ma poco conosciuta – vissuta nel secolo dei Lumi. Una donna che, come sottolinea il sottotitolo della mostra, “osò” studiare fisica superando il “tabù” che le materie scientifiche erano di stretto appannaggio maschile.

    Curata da Elena Canadelli, la mostra, attiva dal 6 dicembre 2024 al 21 aprile 2025, lumeggia dunque la personalità di Cristina Roccati, figura davvero unica del nostro territorio che, laureatasi a Bologna nel 1751 appena diciannovenne, si connotò come la terza donna laureata al mondo, dopo la padovana Elena Cornaro Piscopia (1646-1684) e la bolognese Laura Bassi (1711-1778).

    Accanto a questo record, Cristina Roccati registrò anche il primato, davvero unico, di essere nominata (non senza voci di opposizione) quale prima presidente donna dell’Accademia dei Concordi. Istituzione che stava godendo di un periodo di rinascita, nel cui ambito la Roccati tenne anche dotte conferenze di carattere scientifico, trascritte di suo pugno e conservate presso la stessa Accademia.

    Nella attuale “civiltà dell’immagine” per promuovere la mostra era necessario identificare con un volto la fisionomia della giovane studiosa. Ci ha pensato Matteo Massagrande, valente artista contemporaneo: partendo da una incisione non del tutto chiara della fisionomia della Roccati e studiando l’abbigliamento dell’epoca, ha realizzato un gradevole ritratto della sagace rodigina, contribuendo ad accendere l’interesse verso la mostra del Roncale. Che – parole della curatrice Elena Canadelli – intende togliere il velo posatosi sulla vita e l’opera della studiosa rodigina, per ripercorrere attraverso di lei i rapporti tra la scienza, la società e il ruolo delle donne nel secolo dei Lumi.

    La mostra, oltre al valore in sé, si qualifica come importante iniziativa intesa a valorizzare aspetti culturalmente rilevanti del nostro Polesine, favorendo quel processo di identificazione e di memoria condivisa in grado di promuovere la percezione di una terra attrattiva sotto molteplici aspetti. Obiettivo questo perseguito fin dal primo numero anche da questa rivista, che con il volume n. 66 giunge a traguardare il 35mo anniversario dalla sua nascita. Buona Lettura.

  • Musica e Poesia, Musica e Pittura

    Musica e Poesia, Musica e Pittura

    Continuativo è il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo alla doppia rassegna MUSICA E POESIA / MUSICA E PITTURA, promossa ed organizzata in collaborazione con Conservatorio di musica “Francesco Venezze” e Accademia dei Concordi. La tradizionale iniziativa propone concerti di musica accostati alla poesia e alla letteratura e al patrimonio artistico dell’Accademia dei Concordi.

    L’iniziativa è longeva e vitale, tanto da meritare la tesi di diploma accademico “Non resterà un evento episodico”. Musica e Pittura /Musica e Poesia dal 1996 al 2023 di Beatrice Bruscagin, diventata un libro presentato al pubblico il 23 novembre 2024.

    I temi letterario – artistico – musicale proposti dagli enti organizzatori per l’edizione 2024 sono stati rispettivamente intitolati “Con Giacomo Matteotti”, “Le stampe dell’Accademia dei Concordi”, “Giacomo Matteotti e la Forza della Bellezza”. Tutti gli incontri si sono tenuti la domenica mattina, quest’anno all’Auditorium “Marco Tamburini” (l’Accademia è attualmente oggetto di restauro): otto gli appuntamenti, con ingresso libero e gratuito, dal 6 ottobre al 1 dicembre.

    Protagonisti degli incontri-concerto sono stati i giovani: studenti del conservatorio rodigino “F. Venezze” e dei due licei cittadini “Paleocapa” e “Celio-Roccati” hanno dato un contributo attivo sia nella programmazione e nella ricerca che nell’esposizione al pubblico e nella esecuzione. Gli allievi del Conservatorio sono intervenuti in tutti gli appuntamenti musicali, gli alunni dei due licei sono stati coinvolti nella prima parte della rassegna.

    I tre enti organizzatori sempre ricercano concordemente nuovi argomenti da proporre al pubblico e quest’anno non potevano non offrire il loro contributo, in collaborazione con i citati licei e con il Conservatorio, per omaggiare e ricordare Giacomo Matteotti nel centenario della sua uccisione. Musica e Poesia è stata dedicata alla figura del grande politico polesano con argomenti che, attingendo dalla storia e declinati anche sotto l’aspetto letterario, hanno dato spunti di riflessione inseriti nell’attualità. I primi quattro incontri della rassegna sono stati quindi incentrati sulle virtù coraggio, giustizia, democrazia, libertà ed hanno visto alternarsi gli studenti delle classi 5^A Classico e 5^C Scienze Umane del Celio-Roccati, 5^A Scienze Applicate e 5^A Indirizzo tradizionale del Paleocapa, coordinati dai docenti referenti.

    Il coinvolgimento fruttuoso degli studenti ha rappresentato di certo un valore aggiunto alla rassegna che gli Enti organizzatori intendono riproporre.

    La preziosa raccolta di stampe dell’Accademia dei Concordi -poco conosciuta e finalmente disvelata al pubblico grazie alla proiezione di immagini sul grande schermo del Tamburini- è stata al centro della seconda parte dell’iniziativa. Anche in Musica e Pittura ogni concerto è stato preceduto da una breve relazione vedendo l’avvicendarsi di personalità cittadine di spicco afferenti al mondo culturale, scientifico ed accademico: Giovanni Boniolo, Roberto Ragazzoni, Pier Luigi Bagatin, Chiara Beatrice Vicentini.

    La duplice rassegna, attesa ed apprezzata dal pubblico, mantiene salde le finalità che la caratterizzano fin dall’origine: offrire alla cittadinanza momenti culturali di qualità, insieme ad opportunità di conoscenza e allo stesso tempo di socialità; valorizzare i giovani, il loro impegno ed il loro talento, in particolare i talentuosi studenti del Conservatorio Venezze che hanno l’opportunità di esperienze professionalizzanti; dare riconoscimento agli enti formativi e ai docenti, insieme ai loro dirigenti; promuovere il patrimonio artistico dell’Accademia dei Concordi; far conoscere figure importanti della nostra realtà cittadina; dare dimostrazione di un lavoro di squadra con obiettivi comuni a beneficio della comunità tutta.

  • L’isola che non c’è

    L’isola che non c’è

    Nell’ambito del Bando Aperto Scuola anno 2023/2024, promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo – ormai da 11 anni-, un progetto dalle molteplici attività ha coinvolto classi ed indirizzi diversi del Polo Tecnico di Adria, restituendo alla città memoria e tracciando prospettive.

    Le attività hanno avuto diversi obiettivi, elementi progettuali, questi, di fondamentale importanza per pianificare il lavoro in modo efficace sia sotto l’aspetto dell’apprendimento (didattica e metodologia) sia di valorizzazione del territorio (consapevolezza identitaria e senso di appartenenza), rispondendo ai requisiti del Bando: originale attività di ricerca sul campo, dalla lettura del territorio dal punto di vista storico-evolutivo della città fino all’analisi del contesto architettonico e attuale della città; riconoscimento degli elementi identificativi dell’evoluzione del contesto urbano; mappatura ed interpretazione dell’evoluzione dei luoghi e dei loro ambienti; rappresentazione grafica e storica di quanto rilevato sul campo; capacità di coinvolgere gli studenti in quanto autori e divulgatori delle proprie ricerche; utilizzo di approcci didattici innovativi; consapevolezza del patrimonio artistico-culturale esistente nella propria città e del proprio operato.

    Il lavoro è iniziato nel dicembre del 2023 e si è concluso con la fine dell’anno scolastico. Tutte le attività si sono svolte in tempi extrascolastici su partecipazione volontaria degli studenti in orario pomeridiano e con l’uso del Laboratorio di Topografia presso il Polo Tecnico di via A. Moro di Adria. L’operato è stato introdotto da incontri con esperti del territorio, a seguito dei quali si è iniziata la ricerca sulle fonti storiche con uscite per le indagini dirette sul campo che hanno permesso di raccogliere dati e informazioni. La prima uscita ha indagato le origini della città partendo dal Museo Archeologico Nazionale di Adria con l’intervento di un archeologo. I successivi sopralluoghi lungo le vie della città hanno restituito informazioni sugli scenari urbani e architettonici, da ciò si è potuto realizzare una mappatura delle diverse tipologie edilizie e dei relativi sistemi urbani presenti sul territorio. Anche l’indagine sui toponimi ha rivelato interessanti spunti di indagine. Una uscita presso l’archivio storico del Comune di Adria, custodito nella Biblioteca Comunale, con l’ausilio di un esperto ha permesso di indagare le fonti epigrafiche. La rielaborazione delle informazioni ha portato alla realizzazione della pubblicazione “Adria, l’isola che non c’è. Indagine urbanistica e architettonica di una città” esplicitando già nel titolo l’importanza dei materiali ottenuti dalle ricerche e dai rilievi della città.

    Nello svolgimento e nella realizzazione del progetto sono stati interessati diversi indirizzi del Polo, ognuno con competenze specifiche: gli studenti dei percorsi CAT Costruzione Ambiente e Territorio e AFM Amministrazione Finanza e Marketing hanno raccolto informazioni, condotto indagini e sopralluoghi, realizzato e stampato materiali divulgativi per la promozione del progetto quali cartoline, segnalibri, mappe cartacee e virtuali, allestimento del sito web connesso al progetto, oltre che la stampa della pubblicazione citata.

    Gli studenti coinvolti sono stati 61 delle classi 2A afm, 2C afm, 3Rcat, 4R cat, con il coordinamento ed il supporto di 12 docenti, referente la prof.ssa Roberta Marcolongo.

    Il progetto ha avuto anche il valore aggiunto di una costruzione di rete con molto enti quali: Amministrazione Comunale di Adria – Assessorato alla Cultura e Attività Giovanili, Biblioteca, Pro loco, Museo Archeologico Nazionale nonché molti Cittadini adriesi che hanno partecipato e seguito il lavoro.

    Presentato all’avvio all’intero Istituto, il 7 dicembre 2023, il progetto è stato esposto, per quanto realizzato, il 6 giugno 2024 in occasione nelle Notti del Polo Tecnico. È inoltre prevista tra i mesi di ottobre e novembre 2024, su richiesta ed in collaborazione con il Comune di Adria, la presentazione al pubblico.

    Soddisfatti la Dirigente Scolastica Sara Manzin ed il Presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo Giorgio Lazzarini che nel Bando Aperto Scuola vedono, così per come è stato pensato, strumento ed opportunità per valorizzare competenze spendibili anche per il futuro; sviluppare idee e modalità per attuarle; apprendere in modo interessante, divertente, inclusivo; riconoscere il ruolo formativo alla scuola e, a ragazzi ed insegnanti, l’impegno, è a beneficio di una crescente comunità di cittadini; conoscere, dare valore e promuovere il territorio. Soprattutto soddisfatti gli studenti, consci di avere contribuito, insieme, a creare “l’isola che non c’era”.

  • Inediti racconti brevi

    Inediti racconti brevi

    Venerdì 8 novembre, ospitato nell’elegante Sala del Ridotto del Teatro Sociale di Rovigo (g.c.), luogo emblematico della cultura cittadina, si è tenuto l’evento conclusivo della IX edizione del concorso letterario Fondazione Banca del Monte di Rovigo per la scuola “Sergio Garbato”. Il concorso è promosso e organizzato dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo e rivolto agli studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di tutta la provincia di Rovigo.

    L’evento, con il patrocinio del Comune di Rovigo, è stato voluto dalla Fondazione per presentare al pubblico “Inediti racconti brevi”, la raccolta, data alla stampa, dei racconti finalisti cioè dei migliori elaborati selezionati dalla Giuria dell’edizione 2024 del concorso letterario: 20 su 130 partecipanti provenienti da 7 istituti scolastici del territorio polesano.

    Il presidente della Fondazione Giorgio Lazzarini ha accolto e salutato i presenti ricordando le finalità dell’iniziativa culturale-formativa ed in particolare quelle specifiche della serata, dedicando un pensiero al prof. Sergio Garbato, a cui il concorso è intitolato, e al prof. Luigi Costato ad un anno dalla scomparsa, l’uno consigliere l’altro presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, entrambi artefici del concorso letterario.

    Sono seguiti poi gli interventi di Isabella Sgarbi, vicepresidente dell’Accademia dei Concordi e già dirigente scolastico, in rappresentanza anche del CUR di cui è vicepresidente, Erika De Luca, assessore alla cultura e all’istruzione del Comune di Rovigo, Fabio Benetti, consigliere provinciale all’istruzione e all’edilizia scolastica. Tutti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa della Fondazione -autonoma rispetto alla scuola, fondamentale agenzia educativa e formativa e con la quale il concorso si rapporta- che mette in luce i giovani e dà loro spazio ed hanno incoraggiato i ragazzi a proseguire nella costruzione dei loro desideri, compreso quello della scrittura, come ha dichiarato Luca Gigli, caporedattore de Il Gazzettino, quotidiano che ospita ogni estate la speciale rubrica riservata ai racconti vincitori. Interessante lo scambio di valutazioni sulla versatilità della scrittura tra il presidente Lazzarini e la prof.ssa Roberta Benedetto, già presidente provinciale FITA Federazione Italiana Teatro Amatoriale, e sulla possibilità di mettere in scena alcuni di questi racconti, in un laboratorio teatrale con i ragazzi. Presenti in sala i componenti della Giuria, Francesco Casoni, Giuseppina Papa, Claudio Garbato, Antonio Gardin, la signora Sandra Olivo Garbato, il segretario del “Premio Raìse” Luigi Carlesso.

    Per la Fondazione la numerosa presenza di personalità e pubblico è un riconoscimento per l’iniziativa, ma soprattutto rappresenta un premio per gli studenti: per il loro impegno e il loro coraggio, per essersi messi alla prova rivelando un po’ di se stessi e della loro visione del mondo, forse anche esprimendosi per chi non riesce o non può farlo. L’orgoglio e l’emozione palpabili dei diretti interessati sono stati elementi che hanno impreziosito l’evento, rendendolo vivace e partecipato, insieme agli interventi degli stessi ragazzi “sollecitati” da Francesco Casoni.

    Casoni, presidente della giuria, nonché autore di due romanzi, già giornalista e all’attivo tanti progetti con i giovani, ha dialogato con i promettenti scrittori, dando loro la parola sulle diverse motivazioni di partecipazione al concorso, sulle caratteristiche e sull’ispirazione del racconto, sui personaggi e sulla storia, sulle letture personali. Una prova di coraggio e di forza molto apprezzata: non è facile parlare e parlare di sé davanti ad un pubblico. Spontanei, meritati e molto sentiti gli applausi del pubblico per loro, che vanno oltre al fatto di vedere pubblicato il proprio racconto in un libro.

    Copie di “Inediti racconti brevi 2024” sono state consegnate a tutti i finalisti e anche ai presenti. La pubblicazione sarà distribuita anche alle biblioteche pubbliche di tutti i comuni e a tutte le biblioteche delle scuole superiori del Polesine.

    Inoltre i racconti finalisti saranno pubblicati integralmente sul sito della Fondazione http://www.fondazionebancadelmonte.rovigo.it/tutti-i-racconti-del-concorso-letterario/ dove si possono leggere anche tutti quelli delle precedenti edizioni.

    “Inediti racconti brevi” contiene, oltre agli elaborati finalisti, interventi di: Francesco Casoni, che presenta una interessante analisi sugli incipit di tutti i 130 racconti partecipanti, del redattore de Il Gazzettino di Rovigo Ivan Malfatto sui racconti finalisti, di Sonia Aggio, giovane e affermata scrittrice polesana, con la trascrizione del suo saluto di incoraggiamento fatto pervenire alla cerimonia di premiazione lo scorso 5 maggio.

    L’incontro è terminato con l’immancabile foto ufficiale dei ragazzi protagonisti, con il loro bel sorriso e tra le mani il frutto del loro lavoro.

    Di seguito i venti finalisti (i dati si riferiscono all’anno scolastico 2023/2024):

    “Storia di due sconosciuti”, vincitore del primo premio, di Giorgia Dalbello della 4^ ASA del Liceo scientifico P. Paleocapa (docente Rosanna Beccari);

    “Una vacanza per l’anima”, secondo premio, di Martina Macrì della 2^ B SA del Liceo scientifico P. Paleocapa (docente Rosanna Beccari);

    “Di notte”, terzo premio, di Aurora Avdulaj della 4^ A dell’IIS Viola-Marchesini di Rovigo (docente Marida Corbo);

    “Un libro, due vite, un sogno”, menzione speciale della giuria, di Gioia Osti della 1^ D dell’IIS Viola-Marchesini (docente Rosella Borgato);

    “Il capitano Eduardo Garcia e le sue avventure”, vincitore della menzione speciale de Il Gazzettino, di Alessandro Baldo della 2^ A ISS del Liceo scientifico P. Paleocapa (docente Sofia Teresa Bisi);

    “Il gatto e il bruco” di Alessio Argenton della 2^ A dell’ITA Munerati – IIS Viola-Marchesini (docente Roberta Benedetto);

    “Nascosta da una maschera” di Sofia Bergo della 3^ B IIS Viola-Marchesini (docente Cesare Lamantea);

    “Il lupo e l’agnello” di Anita Bertazzo della 4^ B CL del Liceo Celio-Roccati di Rovigo (docente Anna Recca);

    “La città della solitudine” di Cecilia Bertazzo della 4^ A CL del Liceo Celio-Roccati (docente Anna Recca);

    “La ricerca delle emozioni” di Mariasole Bettero della 3^ A dell’IIS Viola-Marchesini (docente Marida Corbo);

    “E se…” di Edoardo Ferro della 2^ B SA del Liceo scientifico P. Paleocapa (docente Rosanna Beccari);

    “Alla migliore estate di sempre” di Angela Gabrieli della 3^ B dell’IIS Viola-Marchesini (docente Cesare Lamantea);

    “Il posto giusto” di Marianna Gaggiofatto della 2^ B SA del Liceo scientifico P. Paleocapa (docente Rosanna Beccari);

    “Frangar non flectar” di Giulia Gallo (tra l’altro vincitrice del primo premio lo scorso anno) della 5^ A CL del Liceo Celio-Roccati (docente Giusy Romano);

    “La scoperta della felicità sul campo da basket” di Erika Giubin della 4^ A SA del Liceo scientifico P. Paleocapa (docente Rosanna Beccari);

    “Osservato” di Maria Magnarello della 3^ B dell’IIS Viola-Marchesini (docente Cesare Lamantea);

    “L’obscurus” di Matilde Mesini della 4^ B SU del Liceo Bocchi-Galilei di Adria (docente Alice Franceschini);

    “La solita mattina?” di Alessia Nicoli della 4^ A dell’ITI IIS Viola-Marchesini (docente Marida Corbo);

    “Il silenzio del bosco” di Alessandro Ramazzina della 4^ A SA del Liceo scientifico P. Paleocapa (docente Rosanna Beccari);

    “Il rapimento di José Arcadio Buendià” di Filippo Rosito della 2^ B SA del Liceo scientifico P. Paleocapa (docente Rosanna Beccari).

  • In ricordo del prof. Costato

    In ricordo del prof. Costato

    Il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, detta La Rotonda, luogo solenne e rappresentativo della città, ha ospitato domenica 6 ottobre 2024 il concerto “In ricordo del prof. Luigi Costato” ad un anno dalla scomparsa dell’illustre cittadino. L’iniziativa è stata promossa ed organizzata da Fondazione Banca del Monte di Rovigo con l’Associazione Corale Melos in collaborazione con l’Orchestra Fiati Venezze del Conservatorio cittadino, con il patrocinio del Comune di Rovigo.

    Numeroso il pubblico intervenuto insieme a tante autorità e a rappresentanti delle istituzioni culturali rodigine a significare tangibilmente il riconoscimento ad una grande figura che molto ha fatto per la sua città, pur vero di adozione (il professore era nato a Modena) ma profondamente sua tanto da averle dedicato il libro “Grazie Rovigo”. Al concerto era presente anche la famiglia Costato.

    Un momento di sublime bellezza ha riempito il Tempio. La qualità del concerto ha creato in tutti una emozione autentica grazie al Coro Melos – che con questo evento ha coronato il 30° anniversario della sua fondazione- e all’Orchestra Fiati del Conservatorio Venezze, magistralmente diretti, rispettivamente, dal maestro Roberto Spremulli e dal maestro Stefano Romani, con il coordinamento della prof.ssa Daniela Borgato. La scelta dei brani interpretati, prima singolarmente dalle due formazioni e poi insieme nell’esecuzione finale, è stata quanto di più indovinato. Solennità, eleganza, intensità hanno facilmente accostato il pensiero alla persona a cui il concerto era dedicato.

    Una personalità, quella del prof. Costato, che ha rivestito molti ruoli importanti nel mondo accademico ed imprenditoriale a livello nazionale ed europeo e certamente fondamentali nell’ambito cittadino, come hanno ricordato Giorgio Lazzarini presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo e il prof. Giuseppe Fagnocchi del Conservatorio Francesco Venezze, già direttore dell’ente.

    Nel saluto di apertura il presidente della Fondazione (riportato integralmente più sotto) ha richiamato la personale esperienza a fianco del suo predecessore e le tante attività condivise a beneficio della comunità, le collaborazioni della Fondazione con alcune istituzioni della città al fine di promuovere la cultura e specialmente la musica, grande passione del professore, e di valorizzare i giovani, su cui insisteva di dover investire per il futuro loro e della società intera. Il dott. Lazzarini ha inoltre annunciato ulteriori iniziative della Fondazione per onorare la figura del prof. Costato.

    Il ruolo del professore nell’ambito di promotore di cultura musicale è stato ripreso dal prof. Fagnocchi elencando alcune iniziative nate grazie alle intuizioni e sotto l’egida di Costato, anche come presidente dell’Accademia dei Concordi: dal Maggio Rodigino a Musica e Poesia/Musica e Pittura, dall’idea di creare un’unica orchestra dei due conservatori polesani alla presidenza della commissione di valutazione del Conservatorio Venezze, fino agli incontri di presentazione al pubblico delle opere della stagione lirica del Teatro Sociale.

    Parole di stima e di riconoscenza verso il professore sono state espresse anche dall’assessore Giuliana Bregolin, in rappresentanza ufficiale del Comune di Rovigo che ha concesso il patrocinio all’iniziativa.

    Il concerto ha proposto brani di Camille Saint-Saëns, Heitor Villa Lobos, Joseph Anton Bruckner, Ola Gjeilo, Richard Wagner, Jacob De Haan. Il programma musicale è stato suddiviso in tre momenti. Il primo per il solo coro Melos – composto da 32 elementi tra soprani, contralti, tenori e bassi -, che ha presentato arie tratte da un repertorio dall’Ottocento al contemporaneo. Nel secondo protagonista è stata l’Orchestra Fiati “F. Venezze” – composta da 45 elementi, soprattutto di studenti che suonano insieme ai docenti in un continuo lavoro di partecipazione e collaborazione attiva – con brani di Wagner, in cui predominante è la dimensione onirica a significare che il lutto non deve essere vissuto come mancanza ma come presenza viva; un tema ricorrente nella Mitteleuropa, che rimanda all’infinito e al protrarsi del messaggio e dell’anelito che permangono nel tempo. L’ultimo momento del concerto ha visto le due compagini insieme nell’esecuzione della Missa Brevis del contemporaneo J. De Hann, rappresentativo della comunione di voci e fiati basata su una scrittura capace di creare melodie di facile ascolto ed attrazione mantenendo un reticolo armonico.

    Il prolungato e meritato applauso finale ha indotto le due formazioni a concedere un bis, un commiato musicale che certamente il prof. Costato avrebbe gradito.

    “È un anno che il prof. Costato non è più con noi.

    Era nei programmi della Fondazione Banca del Monte di Rovigo ricordare ed omaggiare il professore ed è sembrata l’idea migliore farlo con un concerto a lui dedicato in considerazione della sua grande passione per la musica di cui aveva profonda e vasta conoscenza, dall’opera lirica, di cui conosceva a memoria molte arie, alla musica classica dei grandi compositori e di quelli meno noti ai più.

    La Fondazione Banca del Monte di Rovigo ha perciò prontamente accolto la proposta del Coro Melos di realizzare insieme questo concerto e in collaborazione con l’Orchestra Fiati del Conservatorio F. Venezze, in quanto in sintonia con le motivazioni espresse.

    La Fondazione ringrazia sentitamente queste due formazioni per la preziosa collaborazione e per l’eccellente programma. Il Coro Melos è una delle compagini di eccellenza del nostro territorio, molto apprezzata dal prof. Costato, ed il Conservatorio, con la sua formazione giovanile, non ha bisogno di presentazioni.

    Queste citate, rientrano tra le istituzioni musicali della città che godevano di stima e considerazione da parte del professore ed il suo amore per la musica lo portava, come presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, a promuoverne il sostegno condividendolo con gli organi istituzionali.

    Numerosi i progetti accolti affinché promuovessero e divulgassero questa forma d’arte, valorizzando, soprattutto, professionalità formatesi all’interno del conservatorio cittadino e nelle realtà associative di pregio della città, incoraggiando e mettendo principalmente in luce giovani talenti.

    Per rendere il doveroso omaggio ad un illustre cittadino il Tempio della Rotonda risulta essere certamente il luogo più adatto e più significativo di Rovigo. Il concerto, inoltre, è stato inteso quale occasione per consentire alla città di dare testimonianza e riconoscimento alla figura del professore.

    La vostra numerosa partecipazione lo dimostra.

    Desidero ringraziare le numerose personalità presenti che potrebbero certamente arricchire con le lore testimonianze questo evento; ci saranno certamente altri momenti, oggi parla la musica.

    Desidero infine rivolgere un doveroso saluto alla famiglia oggi presente, alla moglie signora Giusy, ai figli Alessandra e Antonio, ai nipoti”.

  • Matteotti. La sua gente, la sua idea, la sua terra

    Matteotti. La sua gente, la sua idea, la sua terra

    Si è concluso con il termine dell’anno scolastico 2023/2024 un articolato progetto culturale-didattico sostenuto dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo nel centenario della morte di Giacomo Matteotti, grande figura polesana che sacrificò la sua vita in nome del diritto di libere elezioni e di un paese democratico. Proposto da CTG Gruppo Rovigoti APS, il progetto ha coinvolto, in primis, l’Istituto Comprensivo Solesino-Stanghella e diverse realtà del Polesine, tra cui quella che ha dato i natali alla coraggiosa ed esemplare figura, Fratta Polesine. L’anniversario del centenario è diventato un’occasione di riflessione sul lascito ideale e civile di Matteotti.

    Il progetto si è inserito nell’ambito delle celebrazioni proponendo distinte attività in contemporanea. Presso l’Ecomuseo al Mulino Pizzon a Fratta Polesine è stata allestita una mostra filatelico-numismatica e altro materiale storico originale, con foto e reperti d’epoca, per ripercorrere la storia di Giacomo Matteotti nell’arco della sua vita dal 1885 al 1924, collocando la sua figura nel contesto storico e sociale dei grandi mutamenti che l’Italia ed il Polesine hanno subito dall’unificazione fino all’ascesa del fascismo. Negli stessi locali è stata realizzata una rassegna/mostra d’arte a tema: “Matteotti, il sangue sulla nuda terra e tra le foglie” con la partecipazione di 19 artisti; la ricostruzione di una tenda ospedale della Croce Rossa Italiana della prima Guerra Mondiale completa di tutte le attrezzature dell’epoca a cura dei volontari del Comitato C.R.I. Bardolino Baldo Garda ed in collaborazione con il Comitato C.R.I. di Rovigo.

    Inoltre, ed ecco il coinvolgimento del mondo della scuola, è stato realizzato il filmato “L’Italiano Giacomo 1924-2024” con protagonista la classe 3 A della scuola secondaria di primo grado di Boara Pisani “E. Fermi” – Istituto Comprensivo Solesino-Stanghella. Tale coinvolgimento ha inteso, attraverso la realizzazione di interviste, favorire lo sviluppo e contribuire alla creazione di cittadini consapevoli, promuovere la cultura di cittadinanza attiva, la conoscenza ed il rispetto delle istituzioni e dei valori fondanti di una società civile.

    L’attività con gli alunni è stata svolta nel secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2023/2024 e con la consulenza di riconosciuti studiosi ed esperti locali. Diverse realtà associative del territorio hanno prestato la loro collaborazione a significare l’interesse per l’importante anniversario, per i contenuti connessi e per i beneficiari/protagonisti oltre che per creare una sorta di comunità a sostegno dei valori da promuovere e divulgare nella società e soprattutto presso i giovani. È stato quindi proposto un percorso di sensibilizzazione sul periodo storico, sul personaggio e sul pensiero di Matteotti e sono state analizzate e raffrontate, in particolare, alcune tematiche presenti nel contesto attuali quali: Istruzione, Lavoro, Guerra/Pace, Libertà. Nei laboratori attivati sono state utilizzate diverse tecniche di lavoro e di apprendimento insieme all’analisi di testi dell’epoca e di attualità.

    La serata del 5 giugno 2024, presso la sede del Municipio Boara Pisani, ha visto la presentazione pubblica del video realizzo quale evento finale del progetto didattico, alla presenza delle autorità locali, del personale scolastico, delle famiglie e degli alunni del plesso.

    Infine, il filmato è stato presentato all’81^ Mostra del Cinema di Venezia, presso l’Hotel Excelsior sabato 7 settembre 2024 in collaborazione con Polesine Film Commission.

    Il filmato è visibile sulla piattaforma web della Fondazione Banca del Monte di Rovigo.

  • Delta Group Agroalimentare

    Delta Group Agroalimentare

    Delta Group Agroalimentare, azienda italiana con una solida tradizione nel settore avicolo, risponde con un progetto che mira a controllare, e garantire, l’intera filiera, dall’allevamento alla distribuzione. L’ultimo tassello è l’acquisizione di Pollo dell’Avvenire, realtà specializzata nella lavorazione di prodotti freschi e porzionati, che vengono distribuiti nei punti vendita della GDO, tra cui il Gruppo Alì, oltre a ristoranti e negozi rinomati per qualità e servizio.

    Un’operazione che rafforza la posizione di Delta Group nel mercato dei prodotti avicoli di nicchia, integrando un fatturato di 21 milioni di euro e una forza lavoro di 37 collaboratori, e che permette al gruppo guidato da Carlo e Paolo Scabin, di proporsi sul mercato con un prodotto che ha la sua supervisione dall’origine alla distribuzione. Questo, aggiunto all’acquisizione di una seconda azienda agricola completa, consente infatti un controllo ancora più rigoroso sulla qualità e sull’origine dei prodotti.

    Carlo Scabin, che è anche presidente del gruppo Agro, Ittico, Molitorie, Zootecniche di Confindustria Veneto Est, è particolarmente soddisfatto dell’operazione ed esprime una profonda gratitudine alle famiglie Barison e Carturan, che hanno creato e guidato Pollo dell’Avvenire con grande dedizione e capacità. «Il loro impegno e la loro visione – sottolinea – hanno permesso di costruire un’azienda solida e rispettata, che ora siamo orgogliosi di accogliere nella nostra famiglia industriale, con l’impegno di continuare a valorizzare questa eredità con lo stesso spirito di eccellenza e passione».

    Parallelamente all’acquisizione, Delta Group Agroalimentare continua a investire nella propria filiera produttiva. Il recente sviluppo, strutturale e tecnologico, dello stabilimento di Porto Viro con l’installazione di un tunnel di raffreddamento di ultima generazione, che ha permesso di migliorare l’efficienza dei processi produttivi e di garantire una qualità superiore del prodotto. Interventi che si accompagnano a una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e al benessere animale.

    Un ulteriore obiettivo è il raggiungimento della carbon neutrality, un traguardo confermato dall'ottenimento del sigillo Silver.

    Tra le iniziative più recenti, spiccano l’installazione di impianti fotovoltaici di ultima generazione e sistemi di cogenerazione per ottimizzare il consumo energetico e ridurre l’impatto ambientale.

    Con l’integrazione di Pollo dell’Avvenire e il potenziamento continuo della filiera, Delta Group Agroalimentare punta a raggiungere l’obiettivo di 100 milioni di euro di fatturato entro il 2025.

    Il Gruppo, grazie ad una mirata pianificazione, ha saputo coniugare innovazione, sostenibilità e crescita economica, rispondendo alle esigenze di una clientela sempre più attenta e consapevole.

  • Voltaire a Lendinara

    Voltaire a Lendinara

    Dal castello della Vestfalia alla Biblioteca Comunale di Lendinara, un percorso alla conoscenza di “Candido”, il protagonista del celeberrimo romanzo filosofico “Candide, ou l’Optimisme” di Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet.

    La filosofia e il teatro si sono fusi in scena domenica 15 settembre nel salone della Biblioteca con lo spettacolo “La ridicolosa historia di Candido l’ottimista”, prodotto dalla compagnia “Fuori di scena” di Rovigo per la regia di Armando Carrara. La trama della pièce ha seguito le avventure del giovane Candido e della sua amata Cunegonda, insieme al filosofo Pangloss, che li convince a vivere nel “migliore dei mondi possibili”. Tuttavia, la realtà si svela ben lontana dall’utopia del maestro, con guerre, violenze e situazioni stravaganti: Candido, espulso dal paradiso terrestre del castello del barone di Thunder-ten-Tronckh per colpa di un bacio, si immerge in una serie di eventi tragicomici, tra ironia, trovate rocambolesche e comicità. Un’atmosfera ai limiti della razionalità, che la performance dei saltimbanchi ha trasformato per il pubblico in sala in un’esperienza coinvolgente, nella quale la commedia si è confusa abilmente con la critica sociale.

    La compagnia “Fuori di scena”, che ha accettato di sfidarsi in quest’impresa, vanta ormai già otto anni di attività teatrale nel territorio polesano, frutto della passione travolgente per il teatro di un gruppo di amici e attori non professionisti che hanno dedicato anni allo studio e alla recitazione, collaborando con rinomati registi e attori del territorio polesano. La scintilla che ha fatto divampare la pièce tratta dal romanzo di Voltaire, però, è stata l’incontro con l’attore e regista vicentino Armando Carrara, membro della storica famiglia d’arte dei teatri viaggianti. Una sfida che la compagnia ha vinto, nonostante la complessità del testo, a partire dall’11 febbraio 2024, quando lo spettacolo è stato applaudito nella sua prima assoluta al Teatro Duomo di Rovigo nel cartellone della Rassegna Teatrale “Incontriamoci a teatro” organizzata da FITA Rovigo, registrando il tutto esaurito.

    La cornice della Biblioteca di Lendinara ha aggiunto un prologo d’eccezione alla rappresentazione, che è stata l’occasione per presentare, a cura del Direttore della Cittadella della Cultura Nicola Gasparetto, un pezzo di pregio del fondo antico custodito tra gli scaffali della biblioteca intitolata a don Gaetano Baccari: un esemplare della prima edizione del “Candide”, dato alle stampe nel 1759.

    La biblioteca conserva infatti una cospicua collezione delle opere di Voltaire, libri in buona parte settecenteschi che portano la firma di Pietro Perolari Malmignati, nobile lendinarese morto nel 1886, molto noto per la sua attività diplomatica in particolare in Perù e in Egitto. Tra gli altri, è pregevole un’edizione degli “Elementi della Filosofia del Neuton esposti dal signor Voltaire tradotti dal francese”, edita a Venezia dallo stampatore Sebastiano Coleti nel 1741.

    Il volume lendinarese è una pregiata prima edizione del “Candide” che, riporta il frontespizio, è stata “traduit de l’Allemand de Mr. Le Docteur Ralph”, senza indicazione dell’autore e dell’editore. Questa ellissi, tuttavia, non deve stupire, perché il romanzo ha incontrato fin da subito l’ostilità della Chiesa, al punto da essere inserito nell’Indice dei libri proibiti. L’autore infatti ha scelto inizialmente l’anonimato perché il testo è una critica molto dura alla civiltà europea a lui contemporanea, con numerosi passaggi anticlericali.

    Voltaire fu, al contrario, punto di riferimento negli studi di un illustre lendinarese vissuto dopo di lui, Giuseppe Marchiori, il quale era particolarmente affascinato dall’Illuminismo e in modo particolare da Voltaire, al punto che firmava spesso i suoi articoli con lo pseudonimo di Candide o Candido Volta. Celebre anche l’edizione italiana che curò nel 1967 per la casa editrice Vangelista di Milano, avvalendosi di Gabriele Mucchi, celebre pittore e disegnatore che ne curò le tavole.

    “L’unico libro ch’io vorrei aver scritto è Candide – scrive Marchiori nel 1936 -, lettura prediletta e consolatrice da anni, a ogni mio ritorno in campagna, verso l’autunno. È un po’ il libro proibito che si legge all’alba, quando tutti dormono ancora, o di notte, a lume di candela, perché si è ben sicuri di essere soli, dopo che il vecchio zio ha tirato l’ultimo catenaccio alla porta che dà sulla scala…”

    È stata molto apprezzata, inoltre, un’esposizione al piano nobile della Cittadella della Cultura alla scoperta delle testimonianze letterarie e artistiche del celebre critico d’arte di origini lendinaresi Giuseppe Marchiori. Il progetto è partito da un’idea che l’Archivio Marchiori ha elaborato con il Ponte del Sale di Rovigo e con un contributo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, grazie al supporto dell’Amministrazione comunale. Il progetto aveva come obiettivo non mettere in luce vicende di movimenti o artisti di cui si è interessato Marchiori, ma far riscoprire e scoprire la sua produzione letteraria, in poesia o prosa artistica, e pittorica.

    Egli muove infatti i primi passi nel mondo dell’arte come pittore alla fine degli anni ‘20 e riprende poi per pochi anni tavolozza e pennello nel decennio successivo quando scopre l'astrattismo italiano. La sua produzione letteraria, similmente, circolava in un orizzonte molto ristretto, poiché era solito realizzare raccolte in tiratura limitatissima che si abbinavano a incisioni di vari artisti. La mostra sarà completata da un volume, che verrà presentato nella primavera 2025, edito dal Ponte del Sale di Rovigo e a cura di Nicola Gasparetto e Marco Munaro, in cui sarà raccolta antologicamente la sua produzione letteraria.

  • Ventaglio 90, tra storia e curiosità

    Ventaglio 90, tra storia e curiosità

    Quante volte i nostri lettori si sono chiesti come sia nata questa rivista e cosa significhi il suo suggestivo titolo? Una curiosità che, confesso, era anche mia; per questo ho deciso di chiederlo direttamente al suo ideatore e direttore, il professor Lino Segantin, che si è gentilmente prestato a questa intervista accogliendomi nel suo studio gremito di libri e ricordi, con scaffali, naturalmente pieni di tutti i numeri in bella mostra di “Ventaglio novanta”.

    Lino Segantin, direttore del “Ventaglio novanta” da 34 anni, (il primo numero uscì nel giugno del 1990), è una personalità molto nota ed apprezzata nel mondo culturale del Polesine, sua terra natale e da lui molto amata. È nato proprio nel cuore della provincia di Rovigo, l’8 gennaio 1947, a Badia Polesine. Ben presto la famiglia si trasferì a Lendinara, dove, dopo la laurea in pedagogia con una tesi sulla comunicazione di massa, ha trascorso tutta la sua carriera da insegnante di Lettere presso la Scuola Media locale, insieme alla moglie Maria Grazia, anche lei docente, da cui ha avuto la figlia Viviana.

    Il suo rapporto con la carta stampata è iniziato negli anni Settanta, con la collaborazione a varie testate (“Il Resto del Carlino”, “7 Giorni Veneto” e il “Corriere Veneto”). Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1979, nel 1984 a Lendinara ha ideato “La Risposta”, che ha diretto fino al cambio di proprietà nel 1988, dopo il quale ha ripreso la collaborazione con “Il Resto del Carlino” e altri giornali, fino alla creazione del “Ventaglio novanta”.

    Sentiamone dunque, la storia dalle sue parole.

    Com'è nata l'idea di questo originale periodico di cultura, con una forte connotazione geografica, che nell'editoriale del primo numero definì “una rivista a forma di libro”?

    “Dopo una direzione di quasi cinque anni del giornale lendinarese “La risposta”, basato su problematiche locali, sentivo l’esigenza di lasciare un’informazione più duratura attraverso un semestrale di promozione della nostra terra, il Polesine. Il problema era trovare l’editore. Propizio fu l’incontro con Giuseppe Marangoni, che con la cooperativa “Turismo & Cultura”, di cui era vicepresidente, aveva editato “Polesine Delta del Po” (1987), volume definito il best seller degli anni Ottanta. Visto che gli argomenti proposti dal Ventaglio erano in piena sintonia con l’attività della cooperativa, decidemmo la nascita di questa rivista, pubblicata da “Turismo & Cultura”.

    Perché questo titolo?

    “Ventaglio, ovvero un ventaglio di argomenti, perché la rivista, allora come oggi, tratta di turismo, cultura e attualità, con finalità di promozione del nostro territorio per una proposta di divulgazione e sviluppo. Negli anni abbiamo raccolto e pubblicato molto materiale, tanto che più volte il Ventaglio è stato definito “Enciclopedia del Polesine”. Novanta si riferisce, invece, all'anno di nascita!”

    La rivista si fonda sulla formula di collaborazione di più autori.

    “Sì, le firme sono tante, fin dal primo numero e sono andate crescendo nel tempo, anche fuori provincia. Si tratta di cultori del territorio rodigino, studiosi, giornalisti, appassionati”.

    Poi vennero due anni di sospensione tra il numero 63 del gennaio 2022 e il 64 del gennaio ‘24…

    “Già col trentennale, conclusasi frattanto l'attività della cooperativa, avevo pensato che era giunto il tempo di chiudere la rivista. La pausa forzata di due anni è stata causata anche dalla pandemia nonché da motivi personali. Ma in questo periodo di ‘stasi’ mi continuavano ad arrivare proposte di collaborazione con testi che meritavano la pubblicazione.”.

    Com’è stata possibile la ripartenza?

    “Spronato da tante richieste, incoraggiamenti ed apprezzamenti per l’originalità e l’importanza della rivista, ho deciso riprendere. Determinante è stato l’apporto di una persona: la dott.ssa Donatella Girotto – già del Direttivo di “T&C” -, che ha fatto da tramite con la società “Pop Out” di Rovigo, azienda che opera nel settore artistico-culturale, fatta di giovani, molti dei quali formatisi proprio all’interno della cooperativa Turismo & Cultura. Quindi, nel gennaio ‘24 è uscito il primo numero della ripresa, il 63, con la gestione “Pop Out” e con una nuova veste grafica a colori, molto più accattivante. Il riscontro è stato positivo, tanto che l’ultimo numero, il 65, è andato presto esaurito”.

    Facendo un bilancio, di cosa va più fiero?

    “Sono tanti negli anni i riscontri in termini di conoscenza e valorizzazione ed in qualche caso anche di stimolo di significativi interventi di recupero. A questo proposito ha destato un certo interesse la recente proposta, avanzata dopo la pubblicazione nel n. 65 del testo su Girolamo Silvestri – il principale collezionista della libreria Silvestri vissuto nel ‘700 – di un intervento di restauro della lapide, divenuta ormai illeggibile, che lo ricorda, posta nel peristilio della Chiesa della Rotonda.

    E concludiamo con una domanda d’obbligo: come vede oggi la nostra terra?

    “Il Polesine è sempre in attesa di partire e di accreditarsi sul piano turistico. Nel corso degli anni non sono mancate iniziative, ma c’è una oggettiva difficoltà a raggiungere i livelli delle province vicine a cui si guarda, a volte anche con proposte di collaborazione. Eppure non si possono sottacere le importanti realtà culturali su cui fare affidamento, a cominciare dalle grandi mostre del Roverella e del Roncale, sostenute dalla Fondazione Cariparo, che portano alla ribalta nazionale il nostro Polesine. Possiamo contare sull’Accademia dei Concordi in fase di rinnovamento con l’avvio di impegnativi lavori, su due musei archeologici nazionali e due conservatori, sulle ville di Fratta Polesine e la Cittadella della Cultura di Lendinara, i teatri di Rovigo, Badia Polesine, Adria e Lendinara, su iniziative di rilancio delle vie fluviali, il Parco del Delta ed altro ancora, di cui si parla anche nel numero 66 del Ventaglio, che invito a prenotare presso Pop Out a Palazzo Roverella”.

  • Polesine chiama Messico

    Polesine chiama Messico

    Davvero gremita la chiesa rodigina di San Bartolomeo, che ha fatto da preziosa cornice alla cerimonia del Premio “Polesine chiama Messico” giunto alla terza edizione. Tanti applausi per la madrina d’eccezione, il soprano di fama mondiale Katia Ricciarelli accolta con grande calore dal numeroso pubblico. A introdurre l’evento è stato il parroco mons. Andrea Varliero che si è detto felice di accogliere un premio che dà valore a chi opera in favore della collettività in spirito di solidarietà e fratellanza. La conduttrice della manifestazione, la giornalista e scrittrice Angioletta Masiero, ha poi presentato la Corale di Mazzorno Destro, diretta dal Maestro Marco Finotti che ha eseguito la splendida Ave Maria di Arcadelt e il brano “Virgo Virginum” di Marco Finotti.

    È quindi intervenuto don Massimo Barison, presidente di “Polesine chiama Messico” che ha evidenziato le tappe più significative dell’itinerario di fede compiuto in nome della Virgen de San Juan de Los Lagos.

    È stata poi la volta di Milena Dolcetto del teatro Sociale che ha presentato Katia Ricciarelli soffermandosi sulle straordinarie interpretazioni del grande soprano e sulla sua carriera “luminosa e ricca di successi”. Una carriera che ha visto i trionfi della Ricciarelli nei più importanti teatri del mondo: Scala di Milano, Lyric Opera di Chicago, Royal Opera House di Londra, Metropolitan Opera House di New York.

    Il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, dopo aver espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa, ha consegnato una targa alla madrina Katia Ricciarelli e altri omaggi le sono stati offerti dal presidente della provincia avv. Enrico Ferrarese e dal cav. Giancarlo Checchinato, promotore del premio e ben noto al pubblico rodigino per i suoi trascorsi di campione nazionale di Rugby.

    Angioletta Masiero ha poi dato lettura del significativo testo di Lorenza Casadio che ha messo in evidenza il valore di questo Premio che va a riconoscere il merito di chi opera in totale gratuità a favore del prossimo. I premiati sono stati definiti “Premi Nobel dell’Amore” “perché donare amore è la loro ragione di vita, è il loro modo di esprimere la fede. Oggi nel mondo c’è tanta malvagità, tanto dolore, tante tragedie anche nelle famiglie, tante tenebre, tanto egoismo… ma qui vogliamo testimoniare con questi esempi che c’è anche tanto buono tra di noi, queste persone ne sono un esempio vivo ed encomiabile.”

    È seguita l’esibizione del coro che ha intonato il meraviglioso canto del Magnificat eseguito dalla Corale di Mazzorno. Si è poi proceduto alla consegna dei premi. Sei i premiati in questa terza edizione: Emanuela Pizzardo e Dante Buson, interpreti di una splendida storia di adozione di due bambini etiopi.

    Monsignor Vanni Cezza, responsabile per molti anni della struttura dedicata ai più soli ed emarginati, “Porta Verta”, è stato premiato per la sua dedizione al volontariato, alla solidarietà e alla fratellanza dimostrata in tutto il suo operato.

    Il giovane Luca Borgato, raro esempio di giovanissimo che dedica parte del suo tempo ad iniziative sociali, si è emozionato nel ricevere il premio, consistente in una splendida vetro-scultura raffigurante due mani che si stringono, opera dell’artista Jone Suardi.

    È stata poi la volta dell’imprenditore Paolo Ghiotti, legale rappresentante della Ditta Ghiotti B&L. snc nata nel 1926 a Trecenta ed oggi leader nel campo dell’edilizia. Splendido esempio di imprenditore di successo e volontario benefattore, Paolo Ghiotti dona parte del suo tempo alla collettività con grande generosità. “Vivi per gli altri e vivrai per te stesso” è il suo motto.

    Ad essere premiata è stata quindi suor Neli Salete Bordignon, missionaria guanelliana e Madre Superiora della Casa Sacra Famiglia di Fratta Polesine, impegnata costantemente nel servizio ai meno fortunati.

    Il sesto premiato è Paolo Mancin, uomo del Delta del Po, impegnato quotidianamente nel Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine di Scardovari, che raggruppa oltre 1400 famiglie, in questo periodo in grave sofferenza per la decimazione del patrimonio ittico operata dalla specie alloctona del granchio blu. Tendere la mano al fratello in difficoltà è la priorità di Paolo Mancin, sempre a disposizione degli associati del Consorzio.

    Applausi e commozione hanno sottolineato le varie premiazioni.

    Una poesia di Angioletta Masiero declamata a due voci con don Andrea Varliero e l’esecuzione di un meraviglioso “Va pensiero” di Verdi da parte della Corale di Mazzorno hanno concluso l’applauditissimo evento.

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